giovedì 16 gennaio 2020

Vespro di Sant'Antonio il Grande


17 GENNAIO
SANT’ANTONIO IL GRANDE - VESPRO 





Dopo il Canto del Kirie Ekekraksa, cantiamo i seguenti inni.

Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino speri Israele nel Signore.

(TONO 8) Tu che sei stato illuminato dai raggi dello Spirito, quando la divina passione ti ha infiammato e ha dato ali alla tua anima per desiderarla, essa che realmente è l’apice dell’amore, allora non hai fatto alcun conto della carne e del sangue e sei uscito dal mondo, a quella aderendo con grande ascesi ed esichia. Sei stato cosí colmato dei beni superni, come avevi desiderato, e sei divenuto risplendente, rischiarando, o Antonio, come una stella, le anime nostre. 

Perché presso il Signore è la misericordia, e grande è presso di lui la redenzione, ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

Tu che con la grazia del divino Spirito, hai spezzato gli archi e i dardi dei demoni, e con divini insegnamenti a tutti hai reso note la loro malizia e le loro insidie, risplendendo dei divini fulgori sei divenuto luminare chiarissimo dei monaci, primo ordinatore del deserto, espertissimo e venerabile medico per i malati, e modello archetipo del vivere virtuoso, o padre Antonio.

Lodate il Signore, genti tutte dategli lode, popoli tutti.

O tu che sei stato colmato di divini carismi: Cristo, trovandoti quale specchio senza macchia di divini riflessi, o padre, ha proiettato su di te i fulgidi bagliori della propria luce; sei cosí apparso generosa fonte di guarigioni, cibo degli affamati, ristoratore, con grandi piogge, della brama degli assetati, mentre, vedendo le disposizioni delle anime, sapientemente le rendevi migliori per Dio con la tua parola: supplicalo dunque di salvare e illuminare le anime nostre. 

Perché più forte si è fatta per noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

O angelo terrestre, puro nell’anima e nel cuore, uomo celeste, maestro di verginità, rigorosa norma di continenza, o Antonio: unito al tuo Sovrano, e a lui offrendo la dossologia perenne, o beato, insieme agli angeli, a tutti i santi e ai martiri, libera sempre da gravi pericoli e cadute quanti celebrano la tua sacra memoria.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo.

(TONO 6) Custodita illesa in te l’immagine di Dio e reso l’intelletto signore delle funeste passioni, mediante l’ascesi, hai raggiunto per quanto possibile la somiglianza: poiché, facendo coraggiosamente violenza alla natura, ti sei studiato di sottomettere ciò che è inferiore a ciò che è superiore, e di assoggettare la carne allo spirito. Sei cosí divenuto eccelso fra i monaci, colonizzatore del deserto, allenatore di quelli che compiono bene la corsa, rigorosissimo canone di virtú. E ora nei cieli, venuti meno ormai gli specchi, contempli puramente, o Antonio, la santa Trinità, intercedendo senza veli per quanti ti onorano con fede e amore.

E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin

(TONO 6) Chi non ti dirà beata, o Vergine tutta santa? Chi non celebrerà il tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio che intemporalmente dal Padre è rifulso, egli stesso, ineffabilmente incarnato, è uscito da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura, non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione. Imploralo, augusta beatissima, perché sia fatta misericordia alle anime nostre.


INGRESSO

Fos ilaròn aghìas dhòksis athanàtu Patròs, uranìu, aghìu, màkaros, Iisù Christè, elthòndes epì tin ilìu dhìsin, idhòndes fòs esperinòn, imnùmen Patèra Iiòn, kiè àghion Pnèvma Theòn. Axiòn se en pàsi kierìs imnìsthe fonès esìes, Iiè Theù, zoìn o dhidhùs, dhiò o kòsmos se dhoxàzi. 

Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale, celeste, santo, beato, o Cristo Gesú! Giunti al tramonto del sole, e vista la luce vespertina, cantiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Dio. È cosa degna cantarti in ogni tempo con voci armoniose, o Figlio di Dio, tu che dai la vita: perciò a te dà gloria il mondo.


Prokimeno della Sera

Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. (2 volte)

Ho alzato i miei occhi ai monti, donde verrà il mio aiuto.

Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra.

Lettura del libro della Sapienza di Salomone (3,1-9). 

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, e nessun tormento può toccarle. Parve agli occhi degli stolti che morissero, e fu considerato un danno il loro esodo, e una rovina la loro dipartita: ma essi sono nella pace. Infatti, anche se agli occhi degli uomini vengono castigati, la loro speranza è piena di immortalità. Un poco corretti, riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé. Come oro nel crogiuolo li ha saggiati, e come olocausto li ha accettati. Nel tempo in cui saranno visitati risplenderanno, e correranno qua e là come scintille nella stoppia. Giudicheranno genti e domineranno popoli, e regnerà su di loro il Signore per sempre. Quelli che confidano in lui comprenderanno la verità, e coloro che sono fedeli nell’amore dimoreranno presso di lui: perché grazia e misericordia sono per i suoi santi, ed egli visita i suoi eletti. 

Lettura del libro della Sapienza di Salomone (5,15-6,3). 

I giusti vivono in eterno, la loro mercede è nel Signore e l’Altissimo si prende cura di loro. Per questo riceveranno il nobile regno e lo splendido diadema dalla mano del Signore, poiché egli con la sua destra li copre e col suo braccio li protegge. Prenderà come armatura la sua gelosia e armerà la creazione per far vendetta dei nemici. Rivestirà la corazza della giustizia e cingerà come elmo un giudizio verace. Prenderà come scudo invincibile la santità; aguzzerà come spada la sua collera severa: il mondo combatterà insieme con lui contro gli insensati. Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini, e come da un arco ben teso, dalle nubi voleranno al bersaglio, e dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine pieni di furore. Infurierà contro di loro l’acqua del mare, i fiumi li sommergeranno senza pietà. Si leverà contro di loro un vento impetuoso e li disperderà come un uragano. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e le cattive azioni rovesceranno il trono dei potenti. Ascoltate dunque, o re, e comprendete; imparate, giudici dei confini della terra; porgete l’orecchio, voi che dominate le moltitudini e che vi gloriate del gran numero dei vostri popoli: il vostro potere vi è stato dato dal Signore, e la vostra sovranità dall’Altissimo. 

Lettura del libro della Sapienza di Salomone (4,7-15). 

Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo: poiché vecchiaia venerabile non è quella di un lungo tempo di vita, né si misura col numero degli anni. Ma la prudenza equivale per gli uomini alla canizie, e età avanzata è una vita senza macchia. Divenuto gradito a Dio, è stato da lui amato, e poiché viveva tra peccatori, è stato trasferito. È stato rapito perché la malizia non alterasse la sua intelligenza e l’inganno non sviasse la sua anima. Poiché il cattivo fascino del male oscura il bene, e l’agitarsi della concupiscenza guasta la mente innocente. Reso in breve perfetto, ha portato a termine un lungo corso: la sua anima era infatti gradita al Signore, per questo si è affrettato a toglierlo di mezzo dalla malvagità. I popoli hanno visto ma non hanno compreso, né hanno posto mente a questo fatto: che grazia e misericordia sono con i suoi santi, ed egli visita i suoi eletti.

APOSTICHA TONO V

Gioisci, principe degli asceti, divenuto anche invincibile difensore: tu infatti, estirpando le radici delle passioni, e sostenendo valorosamente gli attacchi dei demoni, hai trionfato della loro impotenza e della loro seduzione che uccide le anime, e hai mostrato l’efficacia della croce del Salvatore e la sua potenza invincibile: di essa cinto, hai vinto tutti coloro che negano la divina manifestazione di Cristo nella carne. Supplicalo dunque di donare alle anime nostre la grande misericordia.

Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.

Sei divenuto luminosa colonna eretta con le virtú e nube che dà ombra a chi è nel deserto, guidando dalla terra al cielo coloro che guardano a Dio, e squarciando il mare delle passioni col bastone della croce; messo in fuga l’Amalek spirituale, hai trovato senza impedimento, o beato in Dio, la via per salire al cielo e l’eredità immacolata, e stai ora pieno di gioia, insieme agli incorporei, presso il trono di Cristo: supplicalo dunque di donare alle anime nostre la grande misericordia.

Beato l’uomo che teme il Signore: nei suoi comandamenti porrà tutto il suo diletto.

Gioisci, o Antonio, che ti trattieni con i cori angelici nel piú alto dei cieli: sulla terra, infatti, o padre, hai vissuto la loro vita, esercitandoti con verità nella virtú, e ti sei mostrato purissimo specchio senza macchia che riceve i bagliori irradianti dello Spirito santo, o felicissimo. Cosí, illuminato, tu vedevi le cose future, tutto predicendo perché istruito dalla divina illuminazione di Cristo: supplicalo dunque di donare alle anime nostre la grande misericordia.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo.

(TONO 8) Noi, folle di monaci, ti onoriamo come guida, padre nostro Antonio, perché grazie a te abbiamo imparato a camminare per la via veramente retta. Beato sei tu che hai servito Cristo e hai trionfato della potenza del nemico, o compagno degli angeli, familiare di Paolo di Tebe: insieme a loro intercedi presso il Signore, perché sia fatta misericordia alle anime nostre.

Ed ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin

Vergine senza nozze, che hai ineffabilmente concepito Dio nella carne, Madre del Dio altissimo, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o tutta immacolata: tu che a tutti procuri la purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.

APOLITIKION

Ton zilotìn Ilìan tis tròpis mimùmenos, to Vaptisthì evthìes tes trìvis epòmenos, Pàter Antonie, tis erìmu ghjègonas ikistìs, kiè tin ikumènin estìriksas evchès su. Dhiò prèsveve Christò to Theò, sothìne tàs psichàs imòn.

Imitando con i tuoi costumi lo zelo di Elia, seguendo il Battista sui retti pensieri, o padre Antonio, sei divenuto colonizzatore del deserto, e hai rafforzato tutta la terra con le tue preghiere. Intercedi dunque presso il Cristo Dio per la salvezza delle anime nostre.

sabato 11 gennaio 2020

La Domenica Bizantina - Domenica 12 Gennaio 2020 - Domenica dopo le Luci

12 GENNAIO 2020
DOMENICA DOPO LA TEOFANIA 
Memoria della martire Taziana.


Tono pl. II; Eothinòn IX

1^ ANTIFONA

En exòdho Israìl ex Eghìptu, ìku Iakòv, ek laù varvàru. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Igàpisa, òti isakùsete Kìrios tis fonìs tis dheìseòs mu. Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Amo il Signore perché egli ascolta la voce della mia supplica. O figlio di Dio, che sei stato battezzato da Giovanni nel Giordano, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Exomologhìsthe to Kirìo, òti agathòs, òti is ton eòna to èleos aftù.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Celebrate il Signore perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

ISODIKÒN

Evloghìmenos o erchòmenos en onòmati Kirìu. Theòs Kìrios ke epèfanen imìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o ana-stàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Dio è il Signore ed è apparso a noi. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Anghelikè Dhinàmis epì to mnìma su, ke i filàssondes apenekròthisan; ke ìstato Marìa en to tàfo, zitùsa to achrandòs su Sòma; eskìlevsas ton Àdhin, mi pirasthìs ip’aftù; ipìndisas ti Parthèno, dhorùmenos tin zoìn. O anastàs ek ton nekròn, Kìrie, dhòxa si.

Le potenze angeliche si appressa-rono al tuo sepolcro, e i custodi divennero come morti, mentre Maria stava presso la tomba, cercan-do il tuo corpo immacolato. Tu hai depredato l’ade, senza esserne toccato; tu sei andato incontro alla Vergine, donando la vita. O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.


Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

APOLITIKION

Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos enkratìas dhidàskalon anèdhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alìthia; dhià tùto ektìso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia; Pàter Ierarcha Nicòlae, prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.

KONDAKION

Epefànis sìmeron ti ikumèni, ke to fòs su, Kìrie, esimiòthi ef’imàs en epignòsi imnùndas se: Ilthes, efànis, to fòs to apròsiton.

Ti sei manifestato oggi a tutto il mondo, e la tua luce, Signore, è stata impressa su di noi, che riconoscendoti a te inneggiamo: Sei venuto, sei apparso, o luce inaccessibile.

INVECE DEL TRISÀGHION

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.

APOSTOLOS (Ef. 4,7-13)

- Scenda su di noi la tua misericordia, o Signore, come abbiamo sperato in te. (Sal. 32,22).
- Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode. (Sal. 32,1).

Dalla lettera di San Paolo agli Efesini

    Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.
   Ma che significa la parola “ascese”, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. E` lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. 

Alliluia (3 volte).

- Canterò in eterno la tua misericordia, o Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà di generazione in generazione. (Sal. 88,2). 

Alliluia (3 volte).

- Poiché hai detto: “La mia grazia durerà per sempre”; la tua verità è fondata nei cieli. (Sal. 88,3).  Alliluia (3 volte).


VANGELO (Mt.4, 12-17)

    In quel tempo, avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.

MEGALINARION 

Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endhoksotéran ton àno stratevmàton. Aporì pàsa glòssa evfimìn pros aksìan; ilinghià dhe nus ke iperkòsmios imnìn se, Theotòke; òmos agathì ipàrchusa tin pìstin dhèhu; ke gar ton pòthon ìdhas ton èntheon imòn: si gar Christianòn i prostàtis, se megalìnomen.

Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Ogni lingua è incapace di cantarti degnamente ed anche uno spirito celeste esita a cantarti o madre di Dio; ma tu, piuttosto, essendo buona, accetta la fede; tu conosci infatti il nostro desiderio da Dio ispirato; tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

KINONIKON

Epefàni i chàris tu Theù i sotìrios pàsin anthròpis. Alliluia.

La grazia salvatrice di Dio s’è mostrata a tutti gli uomini. Alliluia.

DOPO “SOSON, O THEOS”: 

En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano,

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano, 


VENERDÌ 17: Festività di Sant’Antonio il Grande


domenica 5 gennaio 2020

6 Gennaio 2020 - Solennità della Santa Teofania del Signore nostro Gesù Cristo - Foglietto Liturgico

6 GENNAIO

LA SANTA TEOFANIA DEL SIGNORE NOSTRO
 GESÙ CRISTO


Divina Liturgia di San Basilio il Grande


1^ ANTIFONA

En exòdho Israìl ex Eghìptu, ìku Iakòv, ek laù varvàru. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Igàpisa, òti isakùsete Kìrios tis fonìs tis dheìseòs mu. Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Amo il Signore perché egli ascolta la voce della mia supplica. O figlio di Dio, che sei stato battezzato da Giovanni nel Giordano, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Exomologhìsthe to Kirìo, òti agathòs, òti is ton eòna to èleos aftù.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Celebrate il Signore perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.


ISODIKÒN

Evloghìmenos o erchòmenos en onòmati Kirìu. Theòs Kìrios ke epèfanen imìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o ana-stàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Dio è il Signore ed è apparso a noi. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKION

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

KONDAKION

Epefànis sìmeron ti ikumèni, ke to fòs su, Kìrie, esimiòthi ef’imàs en epignòsi imnùndas se: Ilthes, efànis, to fòs to apròsiton.

Ti sei manifestato oggi a tutto il mondo, e la tua luce, Signore, è stata impressa su di noi, che riconoscendoti a te inneggiamo: Sei venuto, sei apparso, o luce inaccessibile.

INVECE DEL TRISÀGHION

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.

APOSTOLOS (Tito 2,11-14; 3,4-7)

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Il Signore è Dio ed è apparso a noi. (Sal. 117,26). 

Celebrate il Signore perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. (Sal. 117,1). 

Dalla lettera di San Paolo a Tito 

Diletto figlio Tito, è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo; il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna. 

Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore dei figli di arieti. (Sal. 23,1). 

- La voce del Signore è sopra le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore sull’immensità delle acque. (Sal. 28,3). 

VANGELO (Matteo 3,13-17))

 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”

MEGALINARION 

Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endhoksotéran ton àno stratevmàton. Aporì pàsa glòssa evfimìn pros aksìan; ilinghià dhe nus ke iperkòsmios imnìn se, Theotòke; òmos agathì ipàrchusa tin pìstin dhèhu; ke gar ton pòthon ìdhas ton èntheon imòn: si gar Christianòn i prostàtis, se megalìnomen.

Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Ogni lingua è incapace di cantarti degnamente ed anche uno spirito celeste esita a cantarti o madre di Dio; ma tu, piuttosto, essendo buona, accetta la fede; tu conosci infatti il nostro desiderio da Dio ispirato; tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

KINONIKON

Epefàni i chàris tu Theù i sotìrios pàsin anthròpis. Alliluia.     

La grazia salvatrice di Dio s’è mostrata a tutti gli uomini. Alliluia.

DOPO “SOSON, O THEOS”: 

En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano,


Preghiera dell’Ambone

Indicibile la tua bontà per noi, Signore Dio nostro, poiché ti compiacesti che il monogenito Figlio tuo si incarnasse dalla donna senza peccato, e in tutto diventasse simile a noi, escluso il peccato, e fosse battezzato come uomo a causa nostra da Giovanni il Precursore, colui che non aveva necessità di purificazione, ma affinché, santificata la natura delle acque, ci gratificasse della rigenerazione dall'acqua e dallo Spirito, affinché noi, conoscendo te, il Padre che non ha principio, adoriamo lui, il Figlio dal cielo, il diletto tuo proclamato al momento del battesimo, e glorifichiamo il tuttosanto tuo Spirito disceso su lui e manifestato al Battista, nel quale Spirito anche noi, avendoci sigillati e unti con il battesimo, tu ci facesti partecipi del Cristo tuo. Di lui non rendere privi noi peccatori, bensì mediante lui irrobustiscici e rafforzaci contro ogni potenza malvagia, e i fedeli governanti rafforza contro ogni tirannide, e tutti noi guidaci al tuo Regno, affinché anche in noi sia glorificato il tuttosanto tuo nome e del monogenito Figlio tuo insieme con lo Spirito tuo Santo, ora e sempre e per i secoli dei secoli. 

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano, 

Vespro della Solennità della Teofania del Signore nostro Gesù Cristo

6 GENNAIO – VESPRO
LA SANTA TEOFANIA DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO



Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino speri Israele nel Signore.

(TONO II) Vedendo il precursore la nostra luce, colui che illumina ogni uomo, venuto per essere battezzato, gioisce con l’anima e trema con la mano; lo indica e dice ai popoli: Ecco colui che redime Israele, colui che ci libera dalla corruzione. O Cristo senza peccato, Dio nostro, gloria a te.

Perché presso il Signore è la misericordia, e grande è presso di lui la redenzione, ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

(TONO II) Gli eserciti degli angeli fremettero, al vedere il nostro Redentore battezzato da un servo, mentre riceveva testimonianza per la presenza dello Spirito. E venne dal cielo la voce del Padre: Costui a cui il precursore impone le mani è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto. O Cristo, Dio nostro, gloria a te.

Lodate il Signore, genti tutte dategli lode, popoli tutti.

(TONO II) I flutti del Giordano hanno accolto te, la sorgente, e il Paraclito è sceso in forma di colomba; china il capo colui che ha inclinato i cieli; grida l’argilla a chi l’ha plasmato, ed esclama: Perché mi comandi ciò che mi oltrepassa? Sono io ad aver bisogno del tuo battesimo. O Cristo senza peccato, Dio nostro, gloria a te.

Perché più forte si è fatta per noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

(TONO II) Volendo salvare l’uomo che si era sviato, non sdegnasti di rivestire forma di servo: conveniva infatti a te, Sovrano e Dio, assumere per noi ciò che è nostro: battezzato infatti nella carne, o Redentore, tu hai ottenuto a noi la remissione. Perciò a te acclamiamo: Cristo benefattore, Dio nostro, gloria a te.

Gloria… Ora e sempre… 

 (TONOII) Hai chinato il capo davanti al precursore, e hai spezzato le teste dei draghi; sei venuto tra i flutti, e hai illuminato l’universo, perché esso glorifichi in te, o Salvatore, l’illuminazione delle nostre anime.

INGRESSO

Fos ilaròn aghìas dhòksis athanàtu Patròs, uranìu, aghìu, màkaros, Iisù Christè, elthòndes epì tin ilìu dhìsin, idhòndes fòs esperinòn, imnùmen Patèra Iiòn, kiè àghion Pnèvma Theòn. Axiòn se en pàsi kierìs imnìsthe fonès esìes, Iiè Theù, zoìn o dhidhùs, dhiò o kòsmos se dhoxàzi. 

Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale, celeste, santo, beato, o Cristo Gesú! Giunti al tramonto del sole, e vista la luce vespertina, cantiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Dio. È cosa degna cantarti in ogni tempo con voci armoniose, o Figlio di Dio, tu che dai la vita: perciò a te dà gloria il mondo.

Lettura del libro della Genesi (1,1-13).

In principio Dio fece il cielo e la terra: la terra era invisibile e non organizzata, e la tenebra era sopra l’abisso; e lo Spirito di Dio aleggiava sopra l’acqua. E Dio disse: Sia la luce, e la luce fu. E Dio vide che la luce era cosa buona, e Dio separò la luce dalla tenebra. E Dio chiamò la luce giorno, e chiamò le tenebre, notte. E fu sera, e fu mattina: giorno primo. E Dio disse: Ci sia un firmamento in mezzo alle acque e stia a dividere acqua da acqua: e cosí fu. E Dio fece il firmamento: e Dio separò l’acqua che è al di sopra del firmamento dall’acqua che è al di sotto del firmamento. E Dio chiamò il firmamento cielo. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera, e fu mattina: secondo giorno. E Dio disse: Si raccolga l’acqua che è sotto al cielo in un unico assembramento di acque e appaia l’asciutto: e cosí fu. Si raccolse l’acqua che era sotto al cielo nei suoi assembramenti, e apparve l’asciutto. E Dio chiamò l’asciutto terra, e chiamò le raccolte di acqua mari. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: La terra faccia germogliare erbaggi che facciano seme secondo la loro specie e somiglianza, e alberi da frutto che producano frutti in cui sia il loro seme secondo la loro specie sulla terra: e cosí fu. E la terra produsse erbaggi che facevano seme secondo la specie e la somiglianza, e alberi da frutto che facevano frutti in cui era il loro seme, secondo la loro specie sulla terra. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

(TONO V) Ti sei manifestato nel mondo, tu che hai fatto il mondo, per illuminare quanti siedono nelle tenebre. O amico degli uomini, gloria a te.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica; faccia risplendere il suo volto su di noi e abbia misericordia di noi.

Perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza.

Ti confessino i popoli, o Dio, ti confessino i popoli tutti; la terra ha dato il suo frutto.

Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio, e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria. Ora e sempre. Ti sei manifestato nel mondo, tu che hai fatto il mondo (come sopra).

Lettura del quarto libro dei Re (4[2] Re 2,6-14).

Disse Elia ad Eliseo: Siedi qui, perché il Signore mi manda al Giordano. Disse Eliseo: Viva il Signore e viva l’anima tua! Non ti lascerò. E se ne andarono entrambi. Vennero cinquanta uomini dei figli dei profeti e si fermarono a distanza, di fronte a loro. I due si fermarono alla sponda del Giordano. Elia prese il suo mantello, lo arrotolò e colpì con esso le acque che si divisero in due, ed entrambi passarono sull’asciutto. Appena passati, Elia disse ad Eliseo: Dimmi cosa devo fare per te, prima che io ti sia tolto. Disse Eliseo: Che io abbia duplice su di me lo spirito che è su di te. Disse Elia: Hai chiesto una cosa difficile. Tuttavia, se mi vedrai quando ti sarò tolto, la otterrai; ma se non mi vedrai, non la otterrai. E mentre essi se ne andavano e parlavano, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco; essi furono divisi l’uno dall’altro, ed Elia fu assunto in un turbine come verso il cielo. Eliseo vide e gridò: Padre, padre, carro d’Israele e sua cavalleria! Poi non lo vide più. Eliseo afferrò allora il suo abito e lo lacerò in due, quindi Eliseo raccolse il mantello che era caduto ad Elia. Poi Eliseo si volse, si fermò sulla riva del Giordano, prese il mantello caduto ad Elia, percosse con esso le acque, ma queste non si divisero. Allora Eliseo disse: Dov’è dunque il Dio di Elia? Ed Eliseo colpì le acque una seconda volta e queste si divisero ed egli passò all’asciutto.

(TONO VI) Nella ricchezza della tua misericordia ti sei manifestato a peccatori e pubblicani, o Salvatore nostro. E dove mai doveva brillare la tua luce se non fra quanti siedono nelle tenebre? Gloria a te! 

Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore, si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto; e cosí ha reso saldo il mondo, che non sarà scosso. Pronto è il tuo trono fin da allora, da sempre tu sei.

Hanno alzato i fiumi, Signore, hanno alzato i fiumi le loro voci; alle voci di grandi acque, solleveranno i fiumi le loro ondate.

Mirabile l’elevarsi del mare; mirabile nelle altezze il Signore: le tue testimonianze sono degne di grande fede.

Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.

Gloria. Ora e sempre. Nella ricchezza della tua misericordia (come sopra).

Lettura del quarto libro dei Re (4[2] Re 5,9-14).

Venne Naaman, un comandante del re degli assiri, con i suoi carri e i suoi cavalli, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: Va’, lavati sette volte nel Giordano, cosí riavrai la tua carne e sarai purificato. Naaman andò in collera e ripartí dicendo: Ecco, io mi dicevo: uscirà verso di me, invocherà il nome del Signore suo Dio, imporrà la sua mano sulla parte lebbrosa e ne risanerà la mia carne. Forse che l’Abana e il Parpar, fiumi di Damasco non sono migliori del Giordano e di tutte le acque d’Israele? Non potrei andare a lavarmi in quelli ed esserne purificato? E si voltò per andarsene pieno di collera. Ma i suoi servi gli si accostarono e gli dissero: Padre, se il profeta ti avesse parlato di una cosa grossa, non l’avresti fatta? Ma visto che ti ha detto solo: Lavati e sarai purificato! Allora Naaman scese e si bagnò nel Giordano sette volte secondo la parola dell’uomo di Dio: e la sua carne gli tornò come quella di un fanciulletto, e fu purificato.

APOSTOLOS

Il Signore è mia illuminazione e mio salvatore, chi temerò?

Il Signore è il protettore della mia vita, di chi avrò paura?

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (9,19-27).

 Fratelli, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto giudeo con i giudei, per guadagnare i giudei; con coloro che sono sotto la Legge, sono diventato come uno che è sotto la Legge, pur non essendo sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro. Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo. Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitú perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

Alliluia (3 volte)

Ha proferito il mio cuore la parola buona. 

Tu sei splendente di bellezza piú dei figli degli uomini: è stata effusa la grazia sulle tue labbra, per questo ti ha benedetto Dio in eterno.

Lettura del santo vangelo secondo Luca (3,1-18).

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco. Le folle lo interrogavano: Che cosa dobbiamo fare? Rispondeva: Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: Maestro, che dobbiamo fare? Ed egli disse loro: Non esigete nulla di piú di quanto vi è stato fissato. Lo interrogavano anche alcuni soldati: E noi che dobbiamo fare? Rispose: Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe. Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti, dicendo: Io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è piú forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile. Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

APÓSTICHA

(TONO II) Vedendoti venire a lui presso il fiume Giordano, o Cristo Dio, Giovanni diceva: Perché ti sei accostato al servo, tu che non hai macchia, Signore? In nome di chi ti battezzerò? Del Padre? Ma tu lo porti in te stesso. Del Figlio? Ma sei tu stesso il Figlio incarnato. Dello Spirito santo? Ma sei tu che dalla tua bocca puoi darlo ai credenti. O Dio che ti sei manifestato, abbi pietà di noi.

Il mare vide e fuggí, il Giordano si volse indietro.

(TONO II) Ti videro le acque, o Dio, ti videro le acque ed ebbero timore; poiché alla tua gloria non possono volgere gli occhi i cherubini, né possono fissarla i serafini, ma tenendosi presso di te con timore, gli uni sostengono e gli altri glorificano la tua potenza. Insieme a loro, o compassionevole, noi proclamiamo la tua lode, dicendo: O Dio che ti sei manifestato, abbi pietà di noi.

Che hai, o mare, che sei fuggito, e tu Giordano, che ti sei volto indietro?

(TONO II) Oggi il Creatore del cielo e della terra viene nella carne al Giordano a chiedere il battesimo, lui che è senza peccato, per purificare il mondo dall’inganno del nemico; è battezzato da un servo il Sovrano di tutti, e dona al genere umano la purificazione mediante l’acqua. A lui acclamiamo: O Dio che ti sei manifestato, gloria a te.

Gloria. Ora e sempre.

(TONO VIII) Vedendo il sole rifulso dalla Vergine chiedere il battesimo nel Giordano, la lampada risplendente nata dalla sterile con timore e gioia a lui gridava: Santificami tu, o Sovrano, con la tua divina epifania.


Dopo le preghiere del Santo Dio… si prosegue con il Megas Aghiasmos (La Grande Benedizione delle Acque) e seguiamo la funzione dall’apposito libretto.

venerdì 3 gennaio 2020

La Domenica Bizantina - Domenica 5 Gennaio 2020 - Domenica prima della Teofania

5 GENNAIO 2020
DOMENICA PRIMA DELL’EPIFANIA 
Memoria dei santi martiri Teopempto e Teona e di santa Sincletica 



Tono pl. I; Eothinòn VIII


1^ ANTIFONA

Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Buona cosa è lodare il Signore, ed inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato.Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia

Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.

Ton sinànarchon Lògon Patrì ke Pnèvmati, ton ek Parthènu techthènda is sotirìan imòn animnìsomen, pistì, ke proskinì-somen; òti ivdhòkise sarkì anelthìn en to Stavrò, ke thànaton ipomìne, ke eghìre tus tethneòtas en ti endhòxo Anastàsi aftù.


Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore. 

Cantiamo, fedeli, e adoriamo il Verbo coeterno al Padre ed allo Spirito, partorito dalla Vergine a nostra salvezza: perché nella carne ha voluto salire sulla croce, sottoporsi alla morte e risuscitare i morti con la sua risurrezione gloriosa.


ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o ana-stàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Ton sinànarchon Lògon Patrì ke Pnèvmati, ton ek Parthènu techthènda is sotirìan imòn animnìsomen, pistì, ke proskinìsomen; òti ivdhòkise sarkì anelthìn en to Stavrò, ke thànaton ipomìne, ke eghìre tus tethneòtas en ti endhòxo Anastàsi aftù.

Cantiamo, fedeli, e adoriamo il Verbo coeterno al Padre ed allo Spirito, partorito dalla Vergine a nostra salvezza: perché nella carne ha voluto salire sulla croce, sottoporsi alla morte e risuscitare i morti con la sua risurrezione gloriosa.

APOLITIKION (DEL SANTO DELLA CHIESA)

Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos enkratìas dhidàskalon anèdhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alìthia; dhià tùto ektìso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia; Pàter Ierarcha Nicòlae, prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre. 

KONDAKION

En tis rìthris sìmeron tu Iordhànu ghegonòs o Kìrios, to Ioànni ekvoà: Mì dhiliàsis vaptìse me; sòse gar ìko Adhàm ton protòplaston.

Giunto oggi ai flutti del Giordano, il Signore grida a Giovanni: Non temere di battezzarmi: poiché io vengo a salvare Adamo, il primo creato.


APOSTOLOS (2 Tim. 4, 5-8)

  Salva, o Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. 
(Sal 27,9).

- A te, Signore, io grido; non restare in silenzio, mio Dio.
(Sal 27,1).

Dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo.

       Diletto figlio Timoteo, vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.
    Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele.
    Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.
    Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.

Alliluia (3 volte).

- Dio abbia pietà di noi e ci benedica. (Sal 66,2).
Alliluia (3 volte).

- Su di noi faccia splendere il suo volto, ed abbia di noi misericordia. (Sal 66,2).

Alliluia (3 volte).

VANGELO (Marco 1, 1-8)

    Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
    Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 
    Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 
    Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo.


KINONIKON

Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.

Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell’alto. Alliluia.





Domani: La Santa Teofania del Signore nostro Gesù Cristo. 

Questa sera alle ore 17.30 Vespro Solenne e Grande Benedizione delle Acque (Vulata ra palumma).