giovedì 8 novembre 2018

Perchè Dio ci ha dato gli Angeli Custodi

Un articolo di Doxologia.ro ci aiuta a comprendere meglio la visione ortodossa della "custodia angelica" da parte dei nostri protettori celesti, invisibili e sempre presenti Angeli custodi.  In foto, l'icona dell'Angelo custode.

Gli Angeli sono mediatori fra Dio e gli uomini, e al fine di aiutare l'uomo a gratificare Dio gli angeli hanno una particolarità: sono simultaneamente vicini agli uomini e vicini a Dio. L'uomo e il suo angelo custode lavorano fianco a fianco e sono intimamente legati.

La Tradizione della Chiesa e la Divina Scrittura mostrano spesso gli Angeli e i loro interventi per l'umanità, e di alcuni ci fa conoscere i nomi. San Giovanni Damasceno nel suo Fede Ortodossa dice che "gli Angeli hanno un compito solo, vivendo in Cielo: lodare Dio e servire la sua volontà".  Essi aiutano le persone a comprendere la volontà di Dio e a guidarle verso il Regno dei Cieli, essendo mediatori fra Dio e gli uomini.

Il mondo è pieno di angeli protettori, e sia nell'Antico Testamento che nel Nuovo Testamento, anche se è nel Vangelo di Matteo che la Chiesa Ortodossa individua la dichiarazione d'esistenza degli Angeli custodi dalle parole di Cristo:

Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. [Matteo 18:10]

Perché abbiamo bisogno degli Angeli?

La Tradizione ritiene che ognuno di noi ha il suo angelo per tutta la vita, e occasionalmente Dio invia altri angeli "speciali" in base a necessità o miracoli o qualsiasi intervento celeste. La ragione principale dell'esistenza dell'Angelo Custode è la natura decaduta la quale non ci permette di vivere appieno. L'angelo, come già detto precedentemente, ci sostiene durante la vita e ci guida sulla strada giusta: privi di una guida, ci perderemmo quasi subito nell'oscurità dell'esistenza presente. Gli Angeli non sostituiscono Dio, ma piuttosto lo servono e quindi non prendono il posto della Provvidenza, ma la praticano. 

L'Angelo custode può abbandonarci?

Alcuni santi Padri, come san Basilio e san Girolamo, congiuntamente ad altri autori come Origene, sostengono che in alcuni casi di peccato estremo l'Angelo possa abbandonarci, come ad esempio se compiamo l'orribile peccato di apostasia. Sant'Ambrogio di Milano invece dice che l'Angelo non ci abbandona mai. Non dobbiamo rivolgere al nostro protettore celeste risentimenti o piagnistei quando abbiamo peccato o quando riceviamo un duro colpo dalla vita: non è colpa sua! Gli angeli sono privi del sentimentalismo degli uomini, anche se c'è scritto nella Bibbia che gli angeli si rallegrano (Luca 15:10) o piangono (Isaia 33:7). Questo perché si tratta di espressioni spirituali, rese con linguaggio umano. Quando si discute se gli angeli di due nazioni in guerra sono in conflitto fra loro, si dice che essi - non possedendo l'onniscenza, attributo solo divino - si schierano in difesa del proprio popolo finché Dio non dispone la sua volontà. 

Vedi anche:

Canone di preghiera all'Angelo Custode (italiano)

Il compito degli Angeli e la loro natura - san Gregorio Magno (italiano)

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N.B. L'articolo è stato accorciato di alcuni brevi passaggi e il blogger si è permesso di ampliarne alcune parti con inserimenti propri.

Fonte:http://luceortodossamarcomannino.blogspot.com/search?updated-max=2017-11-01T21:15:00%2B01:00&max-results=7

mercoledì 7 novembre 2018

8 Novembre. Sinassi degli Arcangeli Michele e Gabriele e di tutte le Potenze Incorporee

8 Novembre. Sinassi degli Arcangeli Michele e Gabriele
 e di tutte le Potenze Incorporee


Gli angeli sono esseri spirituali, cioè non hanno un corpo fisico come gli umani. Ma sono creature di Dio create prima del mondo.



Gli Angeli sono innumerevoli e circondano il trono di Dio, lodando e glorificando la Sua Maestà. Sono tutti obbedienti a Dio e sono inviati da Lui per rivelare agli uomini la Sua volontà o compiere una missione (per questo sono chiamati angeli = messaggeri).





Un loro terzo compito è quello di  rappresentare gli uomini e di mediare per loro presso Dio. Sono anche i loro difensori, per questo li vediamo raffigurati con una divisa da guerriero con una spada in mano. Ogni uomo che viene battezzato ed entra nella famiglia di Dio acquisisce un proprio angelo custode, che lo protegge dal male e dagli spiriti malvagi e che lo conduce verso il  bene e alla via della volontà e dei comandamenti di Dio.



Gli angeli sono divisi in nove schiere o cori: Cherubini e Serafini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Angeli ed Arcangeli. Vi era anche una decima schiera, ma poichè ha seguito il proprio capo Lucifero, il quale si ribellò a Dio, cadde dalla gloria che aveva e da luminoso (lucifero - colui che porta l'alba, la luce) quale era divenne un oscuro demonio, e questi angeli divennero oscuri e malvagi demoni furono allontanati dalla luce e dall'amore di Dio. ( Si dice che i veri cristiani, o i monaci od anche i santi, sono coloro che con la loro vita isangelica (uguale agli angeli) ricostituiscono questa schiera decaduta.



La Tradizione afferma che l'Arcangelo Michele fu colui che fermò la caduta degli angeli gridando con coraggio: Stiamo Attenti ! Stiamo bene (con devozione) - così come diciamo nella Divina Liturgia. Cioè: facciamo attenzione a cosa stiamo per compiere, perchè non siamo dei, ma creature di Dio, e di conseguenza dobbiamo stare umilmente lì dove ci ha posti e lodarlo. Ed intonò allora l'inno angelico che sentiamo anche nella Divina Liturgia:

Santo, Santo, Santo, il Signore Sabaoth
il cielo e la terra sono pieni della sua gloria

Ed altri prodigi ha compiuto l'Arcangelo Michele ed ha aiutato ripetutamente gli uomini. 

Un altro angelo che molte volte è apparso e che in tanti modi ha beneficato il genere umano è l'Arcangelo Gabriele. E' quel benedetto angelo che per dodici anni ha servito la piccola Madre di Dio al tempio, lo stesso poi gli ha portato l'annuncio che avrebbe generato il Cristo, ed ancora fu lo stesso che avvertì in sogno Giuseppe di fuggire in Egitto per evitare l'uccisione del bambino Gesù da parte di Erode; e fu sempre lo stesso poi che in Egitto li avvertì dell'avvenuta morte di Erode e della possibilità del loro ritorno. E fu sempre Gabriele a rotolare il masso dal sepolcro e ad annunciare alle Mirofore che Cristo era risorto! 


Degli altri angeli non conosciamo molte cose, ad eccezione di uno o due di loro, ( come ad esempio, la storia narrata nel Vecchio Testamento dell'angelo Raffaele con Tobia). Sappiamo ancora che alla nascita di Cristo, un angelo apparve e portò l'annuncio ai pastori, ma anche che una moltitudine di angeli canto l'inno " Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà". La Chiesa onora gli angeli nel loro insieme ed invita ad imitare la vita angelica appunto l'8 di Novembre in cui ricordiamo la Sinassi di tutte le Potenze Angeliche.

N. B. Al Monte Athos gli Angeli hanno dedicato un monastero, il monastero di Dochiariou. 

TROPARIO DEI SANTI ANGELI

Capi supremi dei celesti eserciti, noi indegni vi supplichiamo: con le vostre preghiere siate per noi baluardo; custoditeci al riparo delle ali della vostra gloria immateriale, noi che ci prostriamo e con insistenza gridiamo: liberateci dai pericoli, voi che siete principi delle supreme schiere.

lunedì 5 novembre 2018

5 Novembre. Nuova memoria dei 38 Martiri Albanesi

5 Novembre
Memoria dei 38 Beati Martiri Albanesi


Tropàrio dei Martiri Albanesi (Tono ottavo)

O trentotto Martiri d’Albania, voi non avete tenuto in alcun conto l’infierire dei persecutori e la morte lenta, ma con coraggio avete affrontato i combattimenti; dopo aver cinto la corona della vittoria, siete stati annoverati fra i giusti, insieme  ai quali noi vi onoriamo e vi acclamiamo beati.


Kontàkion (Tono secondo)

Siete fuggiti dalla confusione di questo mondo, e siete passati a stabile quiete, coronati dal sangue del martirio e dalle fatiche dell’ascesi: siete così divenuti compagni del coro dei santi, o beati Martiri d’Albania.


Agenda Settimanale - Settimana 5 - 11 Novembre 2018



Agenda Settimanale 
Settimana 5 - 11 Novembre 2018


Lunedì 5 Novembre  ( Santi Galazione ed Episteme m.)
Ore 17.30 - Chiesa Madre di San Nicola - Divina Liturgia e Trisaghion dei Defunti


Martedì 6 Novembre (San Paolo, Patriarca di Costantinopoli)
Ore 17.30 - Chiesa Madre di San Nicola - Divina Liturgia e Trisaghion dei Defunti


Mercoledì 7 Novembre ( Santi 33 Martiri di Melitene)
Ore 17.30 - Chiesa Madre di San Nicola - Divina Liturgia e Trisaghion dei Defunti


Giovedì 8 Novembre (Solennità dei Santi Angeli)
V Giovedì di San Nicola
Ore 17.30 - Chiesa Madre di San Nicola - Divina Liturgia - Canto dell'Inno Akathistos al Santo Patrono - Benedizione del Pane - Unzione con la Santa Manna


Venerdì 9 Novembre ( Santi Onesiforo e Porfirio)
Ore 17.30 - Chiesa Madre di San Nicola - Divina Liturgia e Trisaghion dei Defunti


Sabato 10 Novembre ( Santi Olimpà ed altri Apostoli dei 72)

Ore 16.00 - Catechismo Parrocchiale presso le Suore Basiliane

Ore 17.30 - Chiesa del Santissimo Crocifisso - Divina Liturgia e Trisaghion dei Defunti

Domenica 11 Novembre (VIII di San Luca)

Ore 11.00 - Chiesa Madre di San Nicola - Divina Liturgia Parrocchiale

Ore 18.00 - Chiesa del Santissimo Crocifisso - Divina Liturgia

sabato 3 novembre 2018

Foglio della Liturgia Domenicale - Domenica 04 Novembre 2018

Domenica 4 Novembre 2018
- Domenica V di San Luca -
San Giovannicio il Grande. San Nicandro ieromartire. Sant’Ermeo


1^ ANTIFONA

Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.

Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.

Katèlisas to stavrò su ton thànaton; inèoxas to listì ton Paràdhison; ton Mirofòron ton thrìnon metèvales; ke tis sis apostòlis kirìttin epètaxas: òti anèstis, Christè o Theòs, parèchon ton kòsmo to mèga èleos.

Con la tua croce hai distrutto la morte, hai aperto al ladrone il paradiso, hai mutato in gioia il lamento delle miròfore, e ai tuoi apostoli ha ordinato di annunciare che sei risorto, o Cristo Dio, per elargire al mondo la grande misericordia.

ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Katèlisas to stavrò su ton thànaton; inèoxas to listì ton Paràdhison; ton Mirofòron ton thrìnon metèvales; ke tis sis apostòlis kirìttin epètaxas: òti anèstis, Christè o Theòs, parèchon ton kòsmo to mèga èleos.

Con la tua croce hai distrutto la morte, hai aperto al ladrone il paradiso, hai mutato in gioia il lamento delle miròfore, e ai tuoi apostoli ha ordinato di annunciare che sei risorto, o Cristo Dio, per elargire al mondo la grande misericordia.

Tes ton dhakrìon su roès, tis erìmu to àgonon egheòrghisas, ke tis ek vàthus stenagmìs, is ekatòn tus pònus ekarpofòrisas, ke ghègonas fostìr, ti ikumèni làmbon tis thàvmasin, Ioànnichie Pàter imòn òsie. Prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Coi torrenti delle tue lacrime, rendesti fecondo lo sterile deserto, e, coi profondi sospiri, facesti rendere al cento per cento le tue fatiche; e divenisti un luminare, splendente al mondo in prodigi, Giovannicio padre santo nostro. Intercedi presso Cristo Iddio che siano salve le anime nostre.

Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.

KONDAKION

O katharòtatos naòs tu Sotìros, i politìmitos pastàs ke Parthènos, to ieròn thisàvrisma tis dhòxis tu Theù sìmeron isàghete en to ìko Kirìu, tin chàrin sinisàgusa tin en Pnèvmati thìo; in animnùsin àngheli Theù; àfti ipàrchi skinì epurànios.

Il tempio purissimo del Salvatore, il preziosissimo talamo e Vergine, il tesoro sacro della gloria di Dio viene introdotto in questo giorno nella casa del Signore, recando con sé la grazia dello Spirito divino; a Lei inneggiano gli Angeli di Dio: Costei è celeste dimora.


APOSTOLOS (Ef 2, 14-22)

- Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il suo popolo con la pace.  (Sal 28, 11)
- Portate al Signore, figli di Dio, portate al Signore dei figli di arieti. (Sal 28, 1)

Dalla lettera di San Paolo agli Efesini.

    Fratelli, Cristo è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era fra mezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.

Alliluia (3 volte).
- Buona cosa è lodare il Signore, e inneggiare al tuo nome, o Altissimo. (Sal. 91, 2).  
Alliluia (3 volte).
- Annunziare al mattino la tua misericordia, la tua verità nella notte. (Sal. 91, 3).                           Alliluia (3 volte).

VANGELO (Luca. 16, 19-31)

    Disse il Signore questa parabola: “C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi”.

KINONIKON

Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.

Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.

venerdì 2 novembre 2018

Il canto dei defunti nella Tradizione Greco Albanese di Sicilia

Il canto dei defunti nella Tradizione Greco Albanese di Sicilia


Parkalesiëm për shpirtërat e mirë
Preghiamo per le anime buone
çë te zjarri me pakje durojën
che nel fuoco con pazienza soffrono
e çë përesiën ndër lotë me dëshirë
e attendono tra le lacrime con ansia
te Parraisi të shkojën me gëzim
di passare con gioia nel paradiso.

Zoti Krisht, na të thomi për dita
O Signore Cristo, ti supplichiamo ogni giorno
Jipi ndëjesën, Ti prëhien dhuroi
concedigli il perdono, donagli il riposo;
Te ku mblen e pashuashme drita
dove splende la luce inestinguibile
Për gjithë monë ata klofshin të lumë
Siano essi per sempre beati.

Ata shpirtëra t’ën Zonë dishirojën
Quelle anime bramano il Signore,
Perëndin ata thëresiën gjithë herët
essi ognora invocano Dio,
Perëndin ata vetëm kërkojën
cercano solamente Dio
Te Parraisi do t’gjejën pushim
in paradiso vogliono trovare pace.

Po sa riejën se ng’shohiën t’ën Zonë
Ma come soffrono non potendo vedere il Signore
sa pshertime nga zëmbrat i dajën
Quanti sospiri escono dai loro cuori
nat e ditë pa u lodhur po thonë
Giorno e notte senza stancarsi pregano:
Shuana, o Zot, këtë të math dishirim
Spegni, o Signore, questo grande desiderio.


Gjëri e mikjë çë te jet apo rroni
O parenti ed amici che vivete nel mondo,
thonë ata ndër mundimet  e zjarrit
dicono loro tra le sofferenze del fuoco.
Motra e vëllezër mos ju të harroni
Fratelli e sorelle non vi dimenticate
se na përesiëm nagk ju ngushullim
che da voi noi aspettiamo consolazione.

Ngushullim e dhrosì ngak na presiën
Consolazione e ristoro aspettano da noi,
nga të krështerët, nga Klisha e t’in Zoti
dai cristiani, dalla Chiesa del Signore,
ngushullim e dhrosi ata përesiën
Consolazione e ristoro loro aspettano
njer të ken të pasosmin trazghim
fino ad ottenere l’eredità eterna. 

giovedì 1 novembre 2018

1 Novembre: Memoria dei Santi Medici Anargiri Cosma e Damiano. I Santi Anargiri fecero il primo trapianto nel mondo!




I Santi Anargiri fecero il primo trapianto nel mondo! 

Nel maggio 1962 fu trasportato con urgenza al pronto soccorso del General Hospital del Massachusetts (Mass. General Hospital) a Boston negli USA, un ragazzino di dodici anni, al quale era stato amputato il suo braccio destro, dopo un incidente stradale. Dopo  un brillante intervento chirurgico gli fu riattaccata la mano fine e dopo un certo tempo il giovane studente ritornò alla squadra di baseball della  sua scuola!

Dopo questo successo i giornali e le riviste d'America volevano ricevere i dettagli dell'accaduto e per questo motivo l'ospedale organizzò una conferenze stampa  ove parteciparono i medici chirurghi che fecero questa operazione. Prima di tutto, uno dei giornalisti chiese se l'ospedale avesse rivendicato la straordinarietà e l'unicità per un tale tipo di operazione chirurgica.

Allora, con sorpresa di tutti, il direttore dell'ospedale, il chirurgo E. D. Churchill ha risposto: "No, noi non rivendichiamo  questa straordinarietà, perché un altro team di medici, i Santi Cosma e Damiano, intorno al 400 d.C. hanno amputato in un uomo un arto inferiore che soffriva di cancrena e lo hanno sostituito con un altro sano di un arabo che era appena morto "! 

La rivista MGH (dell'ospedale) ha quindi pubblicato un dipinto del 14° secolo  "Il miracolo del piede nero", dei santi Cosma e Damiano. La rivista medica Spectrum della società"Pfizer", volendo pubblicare un quadro a colori dell miracolo, ha scoperto che ci sono più di 1500 dipinti del Rinascimento nei vari musei e chiese d'Europa, che riportano il fatto del trapianto del membro  da parte dei santi Cosma e Damiano.


Questi dipinti sono tuttora visitabili al Museo di San Marco a Venezia in Italia. Molti altri si trovano nella Galleria d'arte di Monaco, nell'Accademia di Firenze, nel Louvre di Parigi e in varie Chiese in Europa. E in Grecia, nella Chiesa dei Santi Anargiri a Veria vi è un'agiografia-murale raffigurante il miracolo del "piede nero".
Oggi le immagini del miracolo del "piede nero" si trovano sulle prime pagine della maggior parte dei libri classici riguardanti la tecnica del trapianto con commenti sulla prima notizia di trapianto avvenuto con successo anche se riferito ad un miracolo. 

I gemelli Cosma e Damiano nacquero nel 3° secolo d.C. da genitori cristiani e vissero nella regione cilicia-asiatica. Hanno studiato medicina e praticato la professione medica viaggiando per il paese mentre predicavano il cristianesimo. Non hanno ricevuto nessun compenso in denaro nell'esercizio della professione, per questo hanno anche ricevuto il nome  di Anargiri.

La loro fama si diffuse rapidamente in tutta l'Asia Minore, principalmente attraverso le miracolose terapie che eseguivano. Per la paura della conversione al cristianesimo dei suoi sudditi, il comandante romano della regione, Lysia, durante l'impero di Diocleziano, li chiamò ad offrire sacrifici pubblici agli dei romani. Poiché si rifiutarono di obbedire all'ordine di Lisia, furono condannati a morte per decapitazione.

Di loro si sa molto poco. Persino i pochi fatti noti sono intrecciati con i molti miracoli che seguirono alla loro decapitazione. Subito dopo la loro morte, si è prontamente divulgata la fama dei loro  miracoli e delle guarigioni che avvenivano presso la loro tomba a Ciro, nel nord della Siria, vicino al famoso tempio di Asclepio.

I malati, cristiani, ma a volta anche non, iniziarono ben presto a recarsi in pellegrinaggio per visitare la tomba dei santi e dormire su di essa, sperando in una guarigione durante la notte. Due secoli dopo, l'imperatore Giustiniano dichiarò che egli stesso era stato guarito da un miracolo dei Santi,  trasferì i loro resti da Ciro a Costantinopoli, nella chiesa che costruì per loro. I Santi Cosma e Damiano Santi sono considerati patroni di medici e  dei farmacisti e la Chiesa celebra la  loro memoria 1 novembre e il 1 luglio.

Fonte: 

: Περιοδικό “Τα κρίνα”, τεύχ. Μαΐου-Ιουνίου-Ιουλίου 2005