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martedì 8 settembre 2020

8 Settembre: Natività di Nostra Signora la Santissima Madre di Dio e sempre Vergine Maria.

 8 SETTEMBRE

 

NATIVITÀ DELLA SANTISSIMA SOVRANA NOSTRA LA MADRE DI DIO




1^ ANTIFONA

Mnìsthiti, Kirie, tu David, ke pàsis tis praòtitos aftù. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Ricordati, o Signore, di David e di tutte le sue opere. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Omose Kìrios to Davìd alìthian, ke u mi athetìsi aftìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o en aghìis thavmostòs, psàllondàs si: Alliluia

Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola. O Figlio di Dio, ammirabile nei santi, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


3^ ANTIFONA

Odhe katikìso, òti iretisàmin aftìn.

I ghennisis su, Theotòke, charàn emìnise pàsi ti ikumèni, ek su gar anètile o ìlios tis dhikeosìnis, Christè o Theòs imon, ke lìsas tin katàran èdhoke tin evloghìan ke katarghìsas ton thànaton edhorì-sato imìn zoìn tin eònion.


Qui abiterò perché l’ho voluta.

La tua nascita o Madre di Dio, annunziò gioia a tutta la terra; da te infatti è spuntato il sole della giustizia, cristo Dio nostro. Aven-do sciolto la maledizione, ha dato la benedizione; e distrutta la morte, ci ha fatto dono della vita eterna.

ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o en aghìis thavmostòs, psallondàs si: Allilùia.


Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, ammirabile nei santi, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


APOLITIKIA

I ghennisis su, Theotòke, charàn emìnise pàsi ti ikumèni, ek su gar anètile o ìlios tis dhikeosìnis, Christè o Theòs imon, ke lìsas tin katàran èdhoke tin evloghìan ke katarghìsas ton thànaton edhorìsato imìn zoìn tin eònion.

La tua nascita o Madre di Dio, annunziò gioia a tutta la terra; da te infatti è spuntato il sole della giustizia, cristo Dio nostro. Avendo sciolto la maledizione, ha dato la benedizione; e distrutta la morte, ci ha fatto dono della vita eterna.


KONDAKION

 Ioakìm ke Ànna onidhismù ateknìas ke Adhàm ke Èva ek tis fthoràs tu thanàtu ileftheròthisan, Àchrande, en ti aghìa ghennìsi su. Aftìn eortàzi ke o laòs su, enochìs ton ptesmàton litrothìs en to kràzin si. I stìra tìkti tin Theotòkon ke trofòn tis zoìs imòn. 

Gioacchino ed Anna furono liberati dall’obbrobrio della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte, o Immacolata, per la tua natività. Ancor questa festeggia il tuo popolo, riscattato dalla schiavitù dei peccati; esclamando a te: la sterile genera la Madre di Dio e la nutrice della nostra vita.


APOSTOLOS (Filp 2, 5-11)

- L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore.  (Lc 1,46-47).

- Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Lc. 1,48).

Dalla lettera di San Paolo ai Filippesi

Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

    Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Alliluia (3 volte).

- Ascolta, figlia, e guarda e porgi il tuo orecchio, e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. (Sal 44,11).

Alliluia (3 volte).

- I più ricchi del popolo cercano il tuo volto. (Sal 44,13b). 

Alliluia (3 volte).


VANGELO (Luca 10, 38-42 e 11, 27-28)

    In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. 

    Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”. 

    Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”. 


MEGALINARION 

 Allòtrion ton mitèron iparthenìa, ke xènon tes parthènis i pedhopiìa, epì si, Theotòke, anfòtera okonomìthi; dhiò se pàse e filè tis ghis apàvstos megalìnomen. 

Inconcepibile la verginità delle madri, e inaudita la procreazione nelle vergini; ma in te, Madre di Dio, si sono entrambi conciliate. Perciò tutte le genti della terra senza fine ti magnificano.


KINONIKON

 Potìrion sotirìu lìpsome, ke to ònoma Kirìu epikalèso-me. Alliluia. (3 volte)

Prenderò il calice della salvezza, ed invocherò il nome del Signore. Alliluia. (3 volte)


Preghiera dell’Ambone.


 Colui che non ha principio e ultraessenziale, tuttovedente e tuttoreggente, Sovrano Cristo Dio nostro, l'artefice delle meraviglie e Dio dei prodigi, e operatore e perfezionatore dei miracoli, Sovrano delle buone richieste, e redentore dei disperati e degli smarriti, e ricompensatore generoso dei desideri attraverso la preghiera, tu che ai tuoi servi Gioacchino e Anna, irreprensibilmente chiamati alla comunità, tramutasti la tristezza della sterile mancanza di figli e dell'infecondità in letizia di ottima prole, che misticamente le bocche dei divini araldi preannunciarono che sarebbe fiorito come il virgulto dalla radice di Iesse, dalla quale stavi per far nascere nella carne il fiore che avrebbe profumato il mondo, o principio di tutti i beni e di ogni pienezza, tu anche ora esisti quale fonte di ogni dono buono di irraggiamento di luce, e dispensatore ricchissimo, avendo compiuto da colei che ti partorì senza nozze la manifesta nascita della comune grazia e salvezza, e noi, che abbiamo in sorte la sacra divinizzante azione dei tuoi divini misteri, tu allontana da noi con le opere buone la sterilità infruttuosa, rendici degni di portare sempre come frutto a te le virtù affinché noi partecipiamo anche dell’eredità dei giusti nel regno tuo.

    Liberaci dall’amaro e perenne assalto dei potenti barbari. 

  Alleggerisci il pesante e molesto giogo della loro schiavitù, piuttosto, dona a noi il perfetto rigetto della tirannia e della condanna di quelli. 

    Benedici il popolo tuo e circonda di difesa la tua eredità, e salva noi da ogni assalto e malvagità dei nemici. Accresci la gloria del popolo tuo che trae nome da Cristo, e innalza il corno e riempi dei doni celesti e terreni dell’abbondanza e della fruttuosità, come provvidente e causa di tutti i beni.

    Per le intercessioni dell'immacolata tua Madre, Sovrana nostra, e di tutti i Santi, con i quali noi tributiamo culto e adorazione a te, con il Padre tuo che non ha principio e il vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. 



sabato 7 settembre 2019

La Domenica Bizantina - Domenica 8 Settembre 2019 - Solennità della Nascita della Santissima Madre di Dio e Semprevergine Maria

8 SETTEMBRE 2019

Domenica prima dell’esaltazione della Croce. 

NATIVITÀ DELLA SANTISSIMA SOVRANA NOSTRA LA MADRE DI DIO


1^ ANTIFONA

Mnìsthiti, Kirie, tu David, ke pàsis tis praòtitos aftù. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Ricordati, o Signore, di David e di tutte le sue opere. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Omose Kìrios to Davìd alìthian, ke u mi athetìsi aftìn. Ek karpù tis kilìas su, thìsome epì tu thrònu su. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia

Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola: “Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono!” O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia 


3^ ANTIFONA

Odhe katikìso, òti iretisàmin aftìn.

I ghennisis su, Theotòke, charàn emìnise pàsi ti ikumèni, ek su gar anètile o ìlios tis dhikeosìnis, Christè o Theòs imon, ke lìsas tin katàran èdhoke tin evloghìan ke katar-ghìsas ton thànaton edhorìsato imìn zoìn tin eònion. Qui abiterò perché l’ho voluta.


La tua nascita o Madre di Dio, annunziò gioia a tutta la terra; da te infatti è spuntato il sole della giustizia, cristo Dio nostro. Avendo sciolto la maledizione, ha dato la benedizione; e distrutta la mor-te, ci ha fatto dono della vita eterna.


ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia

Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

To fedhròn tis anastaseos kìrighma ek tu anghèlu mathùse e tu Kirìu mathìtrie, ke tin progonokìn apòfasin aporrìpsase tis Apostolis kafchòmene èlegon: Eskìlefte o thànatos, ighèrthi Christòs o Theòs, dhorùmenos to kòsmo to mèga èleos.

Appreso dall’angelo il radioso annuncio della risurrezione, e libere dalla sentenza data ai progenitori, le discepole del Signore dicevano fiere agli apostoli: È stata spogliata la morte, è risorto il Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.

I ghennisis su, Theotòke, charàn emìnise pàsi ti ikumèni, ek su gar anètile o ìlios tis dhikeosìnis, Christè o Theòs imon, ke lìsas tin katàran èdhoke tin evloghìan ke katarghìsas ton thànaton edhorìsato imìn zoìn tin eònion.  


    La tua nascita o Madre di Dio, annunziò gioia a tutta la terra; da te infatti è spuntato il sole della giustizia, cristo Dio nostro. Avendo sciolto la maledizione, ha dato la benedizione; e distrutta la morte, ci ha fatto dono della vita eterna.

KONTAKION

 Ioakìm ke Ànna onidhismù ateknìas ke Adhàm ke Èva ek tis fthoràs tu thanàtu ileftheròthisan, Àchrande, en ti aghìa ghennìsi su. Aftìn eortàzi ke o laòs su, enochìs ton ptesmàton litrothìs en to kràzin si. I stìra tìkti tin Theotòkon ke trofòn tis zoìs imòn.

Gioacchino ed Anna furono liberati dall’obbrobrio della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte, o Immacolata, per la tua natività. Ancor questa festeggia il tuo popolo, riscattato dalla schiavitù dei peccati; esclamando a te: la sterile genera la Madre di Dio e la nutrice della nostra vita.

APOSTOLOS (Gal 6, 11-18 )

- Salva, o Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Sal 27, 9)

- A te, Signore io grido: non restare in silenzio, mio Dio. (Sal 27, 1)


Dalla prima lettera di San Paolo ai Galati.

    Fratelli, vedete con che grossi caratteri vi scrivo, ora, di mia mano.  Quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo. Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la legge, ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne. Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio. D’ora in poi nessuno mi procuri fastidi; difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, Fratelli. Amìn.

Alliluia (3 volte).

- Ho innalzato un eletto tra il mio popolo; ho trovato Davide, mio servo, e l’ho unto con il mio olio santo. (Sal 88, 21)

Alliluia (3 volte).

- La mia mano sarà sempre con lui, e il mio braccio lo renderà forte. (Sal 88, 22)

Alliluia (3 volte).


VANGELO  (GIOVANNI 3, 13-17 )

   Disse il Signore: “Nessuno è salito al cielo all’infuori di Colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo che è in cielo. Come Mosè ha innalzato il serpente nel deserto, così è necessario che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Infatti Dio ha talmente amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Poiché Dio non ha mandato il Figlio suo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”.

MEGALINARION 

    Allòtrion ton mitèron i parthenìa, ke xènon tes parthènis i pedhopiìa, epì si, Theotòke, anfòtera okonomìthi; dhiò se pàse e filè tis ghis apàvstos megalìnomen. 

Inconcepibile la verginità delle madri, e inaudita la procreazione nelle vergini; ma in te, Madre di Dio, si sono entrambi conciliate. Perciò tutte le genti della terra senza fine ti magnificano.


KINONIKON

 Potìrion sotirìu lìpsome, ke to ònoma Kirìu epikalèso-me. Alliluia. (3 volte)

Prenderò il calice della salvezza, ed invocherò il nome del Signore. Alliluia. (3 volte)

Preghiera dell'Ambone.

   Colui che non ha principio e ultraessenziale, tuttovedente e tuttoreggente, Sovrano Cristo Dio nostro, l'artefice delle meraviglie e Dio dei prodigi, e operatore e perfezionatore dei miracoli, Sovrano delle buone richieste, e redentore dei disperati e degli smarriti, e ricompensatore generoso dei desideri attraverso la preghiera, tu che ai tuoi servi Gioacchino e Anna, irreprensibilmente chiamati alla comunità, tramutasti la tristezza della sterile mancanza di figli e dell'infecondità in letizia di ottima prole, che misticamente le bocche dei divini araldi preannunciarono che sarebbe fiorito come il virgulto dalla radice di Iesse, dalla quale stavi per far nascere nella carne il fiore che avrebbe profumato il mondo, o principio di tutti i beni e di ogni pienezza, tu anche ora esisti quale fonte di ogni dono buono di irraggiamento di luce, e dispensatore ricchissimo, avendo compiuto da colei che ti partorì senza nozze la manifesta nascita della comune grazia e salvezza, e noi, che abbiamo in sorte la sacra divinizzante azione dei tuoi divini misteri, tu allontana da noi con le opere buone la sterilità infruttuosa, rendici degni di portare sempre come frutto a te le virtù affinché noi partecipiamo anche dell’eredità dei giusti nel regno tuo.
   Liberaci dall'amaro e perenne assalto dei potenti barbari. Alleggerisci il pesante e molesto giogo della loro schiavitù, piuttosto, dona a noi il perfetto rigetto della tirannia e della condanna di quelli. 
  Benedici il popolo tuo e circonda di difesa la tua eredità, e salva noi da ogni assalto e malvagità dei nemici. Accresci la gloria del popolo tuo che trae nome da Cristo, e innalza il corno e riempi dei doni celesti e terreni dell’abbondanza e della fruttuosità, come provvidente e causa di tutti i beni.
  Per le intercessioni dell'immacolata tua Madre, Sovrana nostra, e di tutti i Santi, con i quali noi tributiamo culto e adorazione a te, con il Padre tuo che non ha principio e il vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. 






giovedì 5 settembre 2019

Sinassario dell'8 Settembre - La nascita della Santissima Madre di Dio

L’8 di questo mese, Natività di Nostra Signora la Santissima Madre di Dio 
e sempre Vergine Maria.


    Il nostro Dio creò l’uomo e lo pose nel Paradiso affinché non si preoccupasse che di coltivare il bene e di contemplare Dio soltanto attraverso le sue opere. Ma, per la gelosia del demonio che sedusse Eva, la prima donna, Adamo cadde nel peccato e fu escluso dal paradiso di delizie. In seguito Dio diede le sue leggi agli uomini attraverso Mosè e fece conoscere le sue volontà per mezzo dei profeti, in preparazione di un beneficio più grande: l’incarnazione del suo unico Figlio, il Verbo di Dio che doveva liberarci dalla rete del malvagio. Assumendo la nostra natura, Cristo voleva partecipare pienamente della nostra condizione decaduta, eccetto che per il peccato, perché Lui solo è senza peccato, essendo Figlio di Dio. Per cui Dio Gli preparò una dimora immacolata, un’arca pura, la Santissima Vergine Maria, la quale, benché fosse Ella stessa sottomessa alla morte ed alla condanna dei nostri primi genitori, fu scelta da Dio fin dalla origine dei tempi per essere la nuova Eva, la madre del Cristo Salvatore, la sorgente della nostra redenzione ed il prototipo di ogni santità cristiana. 

    Suo padre si chiamava Gioacchino; discendeva dalla stirpe reale di David, dal ramo di Natan, suo figlio. Natan generò Levi, Levi generò Melchi e Pantera, Pantera generò Barpantera, padre di Gioacchino. Anna, la sposa di Gioacchino, discendeva anche lei dalla stirpe reale, perché era la nipote di Matta, lui stesso nipote di David, attraverso Salomone. Matta sposò una certa Maria della tribù di Giuda e diede origine a Giacomo, il padre di Giuseppe il falegname ed a tre ragazze: Maria, Sobea ed Anna. Maria diede origine a Salomè, la levatrice; Sabea ad Elisabetta, la madre del precursore, ed Anna alla Madre di Dio, Maria, la quale portava anche il nome di sua nonna e di sua zia. Elisabetta e Salomè, le nipoti di Anna, erano dunque cugine della Madre di Dio. 

    Secondo una divina economia e per mostrare la sterilità della natura umana prima della venuta di Cristo, Dio aveva lasciato Gioacchino ed Anna senza progenie fino ad età avanzata. Siccome Gioacchino era ricco e pio, non cessava di rivolgersi a Dio con la preghiera e di offrirgli doni affinché li liberasse, lui sua moglie, dal loro obbrobrio.  Un giorno di festa, allorché si era presentato al tempio per deporre la sua offerta, uno dei fedeli si rivolse a lui dicendo: Non ti è permesso presentare la tua offerta assieme a noi, perché tu non hai figli. Allora col cuore ferito Gioacchino non tornò a casa, ma si ritirò sulla montagna, solo, per pregare e versare lacrime davanti a Dio. Durante questo frangente anche Anna versava abbondanti lacrime ed elevava ferventi suppliche verso il cielo nel suo giardino. Il nostro Dio, ricco di misericordia e pieno di compassione, ascoltò le loro suppliche ed inviò presso Anna l’Arcangelo Gabriele, l’angelo della benevolenza di Dio e l’annunciatore della salvezza, per annunziarle che stava per concepire e dare la nascita ad un bambino, malgrado la sua età, e che si sarebbe parlato di questa progenie per tutta la terra. Ella rispose piena di gioia e di stupore: Come è vero che il Signore mio Dio esiste, se partorirò o un bambino o una bambina, lo consacrerò al Signore mio Dio, affinché lo serva tutti i giorni della sua vita.
    Anche Gioacchino ricevette la visita di un angelo che gli ordinò di mettersi in cammino con le sue greggi per tornare a casa e rallegrarsi con sua moglie e tutta la loro famiglia, perché Dio aveva deciso di mettere fine alla loro vergogna.

    Ora, passati nove mesi, Anna partorì.  Domandò alla levatrice: Che ho messo al mondo? Quella rispose: Una bambina. Ed Anna riprese: E’ stata glorificata in questo giorno l’anima mia. Quindi mise a letto delicatamente la bambina. Una volta compiuti i giorni della purificazione della madre prescritti dalla legge, ella si alzò, si lavò, diede il seno alla sua bambina e le diede il nome di Maria: il nome che avevano atteso confusamente i Patriarchi, i Giusti, i Profeti e attraverso il quale Dio doveva realizzare il progetto che teneva nascosto dalla origine del mondo. 

    Giorno dopo giorno la bambina si fortificava. Quando ebbe sei mesi la madre la mise a terra per vedere se si reggeva in piedi. Maria allora avanzò di sette passi sicuri, poi torno a rannicchiarsi nel grembo di sua madre. Anna la sollevò dicendo: Come è vero che esiste il Signore mio Dio, tu non calpesterai più questo suolo prima che io non ti porti al tempio del Signore. Poi ella costruì come un santuario nella stessa stanza della figlia, dove non entrasse niente meschino o di insudiciato dal mondo, e per giocare con la bambina fece venire alcune figlie di ebrei di razza pura. 

    Trascorso il primo anno della piccola, Gioacchino diede una festa. Invitò alcuni sacerdoti, degli scribi, i membri del Consiglio e tutto il popolo di Israele. Gioacchino presentò ai sacerdoti la sua figlioletta; quelli la benedissero dicendo: Dio dei nostri padri, benedici questa bambina e dalle un nome che sia ricordato eternamente da tutte le generazioni. E tutta la gente rispose: Così sia, così sia, amen. Gioacchino la presentò anche ai capi dei sacerdoti. Costoro la benedissero dicendo: Dio delle altezze sublimi, abbassa il tuo sguardo su questa piccola bambina, e dalle una benedizione suprema, una benedizione a nessun’altra pari.

    Sua madre portò Maria nel sacrario della sua stanza e le diede il seno indirizzando al Signore questo inno: Voglio cantare al Signore mio Dio un inno, perché Egli mi ha visitato ed ha scacciato da me l’oltraggio dei miei nemici, giacché il Signore mi ha donato un frutto della sua giustizia che è uno e molteplice nello stesso tempo. Chi annunzierà adesso ai figli di Ruben che Anna è madre? Annunciate, annunciate voi dodici tribù di Israele che Anna è madre! Poi ella posò la bambina nella stanza del santuario, uscì ed andò a servire gli invitati che si rallegravano e lodavano il Dio di Israele. 

Questo racconto si basa sul Protovangelo apocrifo di San Giacomo. Il suo valore storico è incerto, ed è per questo che non è inserito tra gli scritti ispirati; ma le sue evocazioni simboliche toccano una verità spesso così profonda come quella della storia. Ed è per questa ragione che la Chiesa ha assimilato questi elementi nella liturgia e nell’iconografia, per farne la materia prima del ciclo della Madre di Dio. Confronta ugualmente: Concezione di S. Anna (9 dicembre); Entrata al tempio della Madre di Dio (21 novembre), Annunciazione (25 marzo). 

Le Synaxaire – Vies des Saints de l’Eglise Orthodoxe – Éditions «To Perivoli tis Panaghias» Thessalonique 1996