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giovedì 23 aprile 2020

23 Aprile 2020 - San Giorgio Megalomartire - Divina Liturgia

23 APRILE 2020
SAN GIORGIO MEGALOMARTIRE.

 Foglio della Divina Liturgia


1^ ANTIFONA

Alalàxate to Kirìo pàsa i ghì. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Applaudite a Dio, o abitanti della terra tutta. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

O Theòs iktirìse imàs ke evloghìse imàs. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Iddio abbia pietà di noi e ci benedica. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Anastìto o Theòs ke dhiaskorpisthìtosan i echthrì aftù ke fighètosan apò prosòpu aftù i misùndes aftòn.

Christòs anèsti ek nekròn, thanàto thànaton patìsas, ke tis en tis mnìmasi zoìn charisàmenos. 

Sorga Iddio e siano dispersi i suoi nemici e fuggano quelli che lo odiano davanti alla sua faccia.

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha sconfitto la morte e a coloro che giacevano nei sepolcri ha fatto grazia della vita.

ISODIKÒN

En ekklisìes evloghìte ton Theòn, Kìrion ek pigòn Israil. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàssi: Alliluia.

Nelle assemblee benedite Dio, il Signore delle fonti d’Israele. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Esfraghismènu tu mnìmatos i zoì ek tàfu anètilas, Christè o Theòs; ke ton thiròn keklismènon, tis Mathitès epèstis i pàndon Anàstasis, Pnèvma efthès dhi’aftòn enghenìzon imìn, katà to mèga su èleos.

Essendo sigillato il sepolcro, sei venuto fuori dalla tomba, o Cristo Dio, nostra vita; chiuse le porte, ti sei presentato ai tuoi discepoli, resurrezione di tutti, per mezzo loro rinnovando in noi uno spirito retto, secondo la tua grande pietà.

Os ton echmalòton eleftherosìs ke ton ptochòn iperaspistìs, asthe-nùndon iatròs, vasilèon ipèrmachos, tropeofòre Megalomàrtis Gheòrghie, prèsveve Christò to Theò sothìne tas psichàs imòn.


Qual liberatore dei prigionieri e difensore dei poveri, medico degli infermi, propugnatore dei re, emblema di vittoria e gran martire San Giorgio, prega Cristo dio di salvare le anime nostre.

APOLITIKION (DEL SANTO DELLA CHIESA)

Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos enkratìas dhidàskalon anèdhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alìthia; dhià tùto ektìso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia; Pàter Ierarcha Nicòlae, prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.

KONDAKION

I ke en tàfo katìlthes, Athànate, allà tu Adhu kathìles tin dhìnamin ke anèstis os nikitìs, Christè o Theòs, ghinexì mirofòris fthenxàmenos: Chèrete, ke tis sis Apostòlis irìnin dhorùmenos, o tis pesùsi parèchon anàstasin.

Sei disceso nella tomba, o Immortale, e all’incontro hai distrutto la potenza dell’Inferno; e sei risorto qual vincitore, o Cristo Dio, esclamando alle donne che ti recavano aromi: Salve! e hai concesso la pace ai tuoi Apostoli, Tu che dai ai peccatori la risurrezione.

TRISAGIO

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.

APOSTOLOS (Atti 5,12-20)

- Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in Lui la sua speranza.

- Ascolta, o Dio, la mia voce, ora che ti prego.

Dagli Atti degli Apostoli (12, 1 - 11)

In quei giorni, il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Alzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione. Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.

Alliluia (3 volte).

- Il giusto fiorirà come palma, e crescerà come cedro del Libano.
Alliluia (3 volte).

- Piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio.
Alliluia (3 volte).

VANGELO (Giovanni 15, 17 – 16, 2)

Disse il Signore ai suoi Discepoli: «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno
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osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione. Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio».

MEGALINARION

O Ánghelos evòa ti kecharitomèni: Aghnì Parthène, chère, ke pàlin erò, chère; o sos Iiòs anèsti triìmeros ek tàfu ke tus nekrùs eghìras, laì agalliàsthe. Fotìzu, fotìzu, i nèa Ierusalìm; i gar dhòxa Kirìu epì se anètile. Chòreve nin ke agàllu, Siòn: Si dhe, aghnì, tèrpu, Theotòke, en ti eghèrsi tu tòku su.

L’Angelo gridava alla piena di grazie: Salve, o casta Vergine! Ed io nuovamente esclamo: Salve! Il Figlio tuo, il terzo giorno, risuscitò dalla tomba e risvegliò alla vita i morti. O popoli, esultate! Ammàntati di luce, o nuova Gerusalemme, ché su di te è sorta la gloria del Signore. Rallègrati ora e gioisci, o Sion; e Tu, o Santa Madre di Dio, esulta per la risurrezione del tuo Figlio.


KINONIKON

Is mnimòsinon eònon èste dhìkeos, ke apò akoìs poniràs u fovithìsete. Allilùia.

In memoria eterna sarà il giusto, di cattiva fama non avrà paura. Allilùia.

DOPO “SOSON, O THEOS”:

Christòs anèsti ..... (1 volta) Cristo è risorto .... (1 volta)

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

Christòs anèsti ..... Cristo è risorto .....

mercoledì 22 aprile 2020

Testi dei Vespri di San Giorgio - 22 Aprile 2020

23 APRILE
SAN GIORGIO MEGALOMARTIRE



Dopo il Canto del Kirie Ekièkraksa, cantiamo i seguenti inni.

Perché presso il Signore è la misericordia, e grande è presso di lui la redenzione, ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

Tono 4 Come generoso fra i martiri, * noi oggi riuniti ti acclamiamo, * o Giorgio vittorioso: * perché hai compiuto la corsa, * hai conservato la fede˚, * e hai ricevuto da Dio la corona della vittoria: * pregalo di liberare dalla corruzione e dai pericoli * quanti celebrano con fede * la tua memoria sempre venerabile.

Lodate il Signore, genti tutte dategli lode, popoli tutti.

Con animo coraggioso, * ti sei fiduciosamente gettato nella lotta, * come un leone, o glorioso, * trascurando il corpo che dovrà corrompersi, * dandoti piuttosto sapiente cura * dell’anima incorruttibile. * Da molte specie di pene sei stato provato, * o Giorgio, * come oro purificato sette volte.

Perché più forte si è fatta per noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

Quando navigo nel mare, * quando cammino per la via, * quando dormo nella notte, * custodiscimi; * quando sono desto, salvami, * beatissimo Giorgio, * e guidami a fare la volontà del Signore, * affinché nel giorno del giudizio io, * che mi rifugio sotto la tua protezione, * trovi il perdono per quanto avrò commesso in vita.

Gloria al Padre.. e ora e sempre..

(TONO 6) Hai vissuto in modo degno del tuo nome, * soldato Giorgio; * infatti, prendendo sulle spalle la croce di Cristo, * hai lavorato con arte la terra * resa desolata dall’inganno diabolico, * e, sradicato il culto degli idoli pieno di spine, * hai piantato il tralcio della fede ortodossa. * Perciò tu fai sgorgare guarigioni * per i fedeli di tutta la terra, * e sei divenuto giusto agricoltore della Triade. * Intercedi, ti preghiamo, * per la pace del mondo * e la salvezza delle anime nostre.


INGRESSO

Fos ilaròn aghìas dhòksis athanàtu Patròs, uranìu, aghìu, màkaros, Iisù Christè, elthòndes epì tin ilìu dhìsin, idhòndes fòs esperinòn, imnùmen Patèra Iiòn, kiè àghion Pnèvma Theòn. Axiòn se en pàsi kierìs imnìsthe fonès esìes, Iiè Theù, zoìn o dhidhùs, dhiò o kòsmos se dhoxàzi. 

Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale, celeste, santo, beato, o Cristo Gesú! Giunti al tramonto del sole, e vista la luce vespertina, cantiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Dio. È cosa degna cantarti in ogni tempo con voci armoniose, o Figlio di Dio, tu che dai la vita: perciò a te dà gloria il mondo.

Prokimeno della Sera del Mercoledì

O Dio, nel tuo nome salvami, e nella tua potenza giudicami.(2 v)

Stico: O Dio, esaudisci la mia preghiera, porgi l’orecchio alle parole della mia bocca. 

O Dio, nel tuo nome salvami, e nella tua potenza giudicami.



Lettura della profezia di Isaia (43,9-14).

Cosí dice il Signore: Tutte le genti si sono riunite insieme, e si riuniranno dei capi di mezzo a loro. Chi proclamerà fra loro queste cose, o chi vi farà udire ciò che è sin dal principio? Producano i loro testimoni, si giustifichino e dicano il vero. Siate miei testimoni: e anch’io, il Signore Dio, sono testimone, insieme al servo che mi sono scelto, affinché conosciate, crediate in me, e comprendiate che Io Sono. Prima di me non ci fu altro Dio, né ci sarà dopo. Io sono Dio, e non c’è salvatore all’infuori di me. Io ho proclamato e ho salvato; io ho rimproverato, e non c’era fra voi dio straniero: voi siete miei testimoni, e io sono il Signore Dio. Dal principio io sono, e non c’è chi sfugga dalle mie mani; io agirò, e chi lo impedirà? Cosí dice il Signore Dio, colui che vi redime, il santo d’Israele.

Lettura del libro della Sapienza di Salomone (3,1-9).

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, e nessun tormento può toccarle. Parve agli occhi degli stolti che morissero, e fu considerato un danno il loro esodo, e una rovina la loro dipartita: ma essi sono nella pace. Infatti, anche se agli occhi degli uomini vengono castigati, la loro speranza è piena di immortalità. Un poco corretti, riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé. Come oro nel crogiuolo li ha saggiati, e come olocausto li ha accettati. Nel tempo in cui saranno visitati risplenderanno, e correranno qua e là come scintille nella stoppia. Giudicheranno genti e domineranno popoli, e regnerà su di loro il Signore per sempre. Quelli che confidano in lui comprenderanno la verità, e coloro che sono fedeli nell’amore dimoreranno presso di lui: perché grazia e misericordia sono per i suoi santi, ed egli visita i suoi eletti.

Lettura del libro della Sapienza di Salomone (5,15-6,3).

I giusti vivono in eterno, la loro mercede è nel Signore e l’Altissimo si prende cura di loro. Per questo riceveranno il nobile regno e lo splendido diadema dalla mano del Signore, poiché egli con la sua destra li copre e col suo braccio li protegge. Prenderà come armatura la sua gelosia e armerà la creazione per far vendetta dei nemici. Rivestirà la corazza della giustizia e cingerà come elmo un giudizio verace. Prenderà come scudo invincibile la santità; aguzzerà come spada la sua collera severa: il mondo combatterà insieme con lui contro gli insensati. Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini, e come da un arco ben teso, dalle nubi voleranno al bersaglio, e dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine pieni di furore. Infurierà contro di loro l’acqua del mare, i fiumi li sommergeranno senza pietà. Si leverà contro di loro un vento impetuoso e li disperderà come un uragano. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e le cattive azioni rovesceranno il trono dei potenti. Ascoltate dunque, o re, e comprendete; imparate, giudici dei confini della terra; porgete l’orecchio, voi che dominate le moltitudini e che vi gloriate del gran numero dei vostri popoli: il vostro potere vi è stato dato dal Signore, e la vostra sovranità dall’Altissimo.



Aposticha 

Tono 4. Celebrano i popoli con canti e inni * la tua memoria ovunque celebrata, o Giorgio: * nobile e luminosa ha infatti brillato, * adorna di gloria e grazia multiformi; * per questo anche le angeliche schiere tripudiano. * Applaudono i martiri insieme agli apostoli * per i trofei delle tue lotte, o martire, * e celebrano il Salvatore, * Cristo Dio nostro, che ti ha glorificato: * e tu pregalo di salvare e illuminare * le anime nostre.

Il giusto fiorirà come palma, si moltiplicherà come cedro del Libano.

Rivestito dell’armatura di Cristo, o Giorgio˚, * sei stato trovato da quanti non ti cercavano, * acceso di zelo per Cristo; * e coprendo di scherno la seduzione distruttrice degli dèi vani, * gridavi agli empi: * Io milito per il Cristo mio Re, * per questo né belve, né ruote, né fuoco, né spada * possono separarmi dall’amore del Cristo Dio nostro˚. * Pregalo dunque di salvare e illuminare * le anime nostre.
Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutte le sue volontà.

Disprezzando i molteplici strumenti di tortura, * gli svariati tormenti e la terribile catapulta, * o Giorgio coronato, * hai compiuto come martire * la corsa della vita pia. * Perciò noi intrecciamo per la tua fulgidissima memoria * ghirlande fiorite di canti, * e baciamo con fede le tue venerabili reliquie. * Tu che, tutto luminoso, * stai davanti al trono del Cristo Dio nostro, * supplicalo di salvare e illuminare * le anime nostre.

Gloria. Ora e sempre. 

Tono 4. 
Acclamiamo spiritualmente, fratelli, * l’acciaio spirituale della costanza, * il celebrato martire Giorgio, * che i pericoli hanno foggiato, * ardente per Cristo, * e i tormenti hanno temprato, * mentre pene multiformi ne hanno consumato il corpo, * per natura corruttibile: * l’amore vinceva infatti la natura, * persuadendo l’amante a passare, tramite la morte, * all’amato Cristo Dio, * Salvatore delle anime nostre.

Apolytíkion. Tono 4. 

Os tón aichmalóton eleftherotís, kié tón ptochón yperaspistís, asthenoúnton iatrós, vasiléon ypérmachos, Tropeofóre Megalomártys Gheórghie, présveve Christó tó Theó, so̱thíne tás psychás i̱món.

Come liberatore dei prigionieri, protettore dei poveri, medico degli infermi, difensore dei re, o megalomartire Giorgio trionfatore, intercedi presso il Cristo Dio per la salvezza delle anime nostre.