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martedì 5 gennaio 2021

6 Gennaio 2021 - La Santa Teofania del Signore al Giordano - Foglietto Liturgico

 6 GENNAIO




LA SANTA TEOFANIA 

DEL SIGNORE NOSTRO 

GESÙ CRISTO




1^ ANTIFONA

En exòdho Israìl ex Eghìptu, ìku Iakòv, ek laù varvàru. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.


2^ ANTIFONA

Igàpisa, òti isakùsete Kìrios tis fonìs tis dheìseòs mu. Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Amo il Signore perché egli ascolta la voce della mia supplica. O figlio di Dio, che sei stato battezzato da Giovanni nel Giordano, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


3^ ANTIFONA

Exomologhìsthe to Kirìo, òti agathòs, òti is ton eòna to èleos aftù.


En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.


Celebrate il Signore perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.


ISODIKÒN

Evloghìmenos o erchòmenos en onòmati Kirìu. Theòs Kìrios ke epèfanen imìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Dio è il Signore ed è apparso a noi. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.



APOLITIKION

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.


KONDAKION

Epefànis sìmeron ti ikumèni, ke to fòs su, Kìrie, esimiòthi ef’imàs en epignòsi imnùndas se: Ilthes, efànis, to fòs to apròsiton.

Ti sei manifestato oggi a tutto il mondo, e la tua luce, Signore, è stata impressa su di noi, che riconoscendoti a te inneggiamo: Sei venuto, sei apparso, o luce inaccessibile.


INVECE DEL TRISÀGHION

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.     

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.


APOSTOLOS (Tito 2,11-14; 3,4-7)


-  Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Il Signore è Dio ed è apparso a noi. (Sal. 117,26).


-  Celebrate il Signore perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. (Sal. 117,1). 



Dalla lettera di San Paolo a Tito

Diletto figlio Tito, è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo; il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Alliluia (3 volte).

- Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore dei figli di arieti. (Sal. 23,1). 

Alliluia (3 volte).

- La voce del Signore è sopra le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore sull’immensità delle acque. (Sal. 28,3).  

Alliluia (3 volte).


VANGELO (Matteo 3,13-17)

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”.

Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.


MEGALINARION 

Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endhoksotéran ton àno stratevmàton. Aporì pàsa glòssa evfimìn pros aksìan; ilinghià dhe nus ke iperkòsmios imnìn se, Theotòke; òmos agathì ipàrchusa tin pìstin dhèhu; ke gar ton pòthon ìdhas ton èntheon imòn: si gar Christianòn i prostàtis, se megalìnomen.

Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Ogni lingua è incapace di cantarti degnamente ed anche uno spirito celeste esita a cantarti o madre di Dio; ma tu, piuttosto, essendo buona, accetta la fede; tu conosci infatti il nostro desiderio da Dio ispirato; tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.


KINONIKON

Epefàni i chàris tu Theù i sotìrios pàsin anthròpis. Alliluia.

La grazia salvatrice di Dio s’è mostrata a tutti gli uomini. Alliluia.


DOPO “SOSON, O THEOS”: 

En Iordhàni vaptizomènu su, ………..     Al tuo battesimo nel Giordano, ………


Preghiera dell’Ambone

 Indicibile la tua bontà per noi, Signore Dio nostro, poiché ti compiacesti che il monogenito Figlio tuo si incarnasse dalla donna senza peccato, e in tutto diventasse simile a noi, escluso il peccato, e fosse battezzato come uomo a causa nostra da Giovanni il Precursore, colui che non aveva necessità di purificazione, ma affinché, santificata la natura delle acque, ci gratificasse della rigenerazione dall'acqua e dallo Spirito, affinché noi, conoscendo te, il Padre che non ha principio, adoriamo lui, il Figlio dal cielo, il diletto tuo proclamato al momento del battesimo, e glorifichiamo il tuttosanto tuo Spirito disceso su lui e manifestato al Battista, nel quale Spirito anche noi, avendoci sigillati e unti con il battesimo, tu ci facesti partecipi del Cristo tuo.

    Di lui non rendere privi noi peccatori, bensì mediante lui irrobustiscici e rafforzaci contro ogni potenza malvagia, e i fedeli governanti rafforza contro ogni tirannide, e tutti noi guidaci al tuo Regno, affinché anche in noi sia glorificato il tuttosanto tuo nome e del monogenito Figlio tuo insieme con lo Spirito tuo Santo, ora e sempre e per i secoli dei secoli.



INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

    En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano, …


domenica 5 gennaio 2020

6 Gennaio 2020 - Solennità della Santa Teofania del Signore nostro Gesù Cristo - Foglietto Liturgico

6 GENNAIO

LA SANTA TEOFANIA DEL SIGNORE NOSTRO
 GESÙ CRISTO


Divina Liturgia di San Basilio il Grande


1^ ANTIFONA

En exòdho Israìl ex Eghìptu, ìku Iakòv, ek laù varvàru. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Igàpisa, òti isakùsete Kìrios tis fonìs tis dheìseòs mu. Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Amo il Signore perché egli ascolta la voce della mia supplica. O figlio di Dio, che sei stato battezzato da Giovanni nel Giordano, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Exomologhìsthe to Kirìo, òti agathòs, òti is ton eòna to èleos aftù.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Celebrate il Signore perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.


ISODIKÒN

Evloghìmenos o erchòmenos en onòmati Kirìu. Theòs Kìrios ke epèfanen imìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o ana-stàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Dio è il Signore ed è apparso a noi. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKION

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

KONDAKION

Epefànis sìmeron ti ikumèni, ke to fòs su, Kìrie, esimiòthi ef’imàs en epignòsi imnùndas se: Ilthes, efànis, to fòs to apròsiton.

Ti sei manifestato oggi a tutto il mondo, e la tua luce, Signore, è stata impressa su di noi, che riconoscendoti a te inneggiamo: Sei venuto, sei apparso, o luce inaccessibile.

INVECE DEL TRISÀGHION

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.

APOSTOLOS (Tito 2,11-14; 3,4-7)

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Il Signore è Dio ed è apparso a noi. (Sal. 117,26). 

Celebrate il Signore perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. (Sal. 117,1). 

Dalla lettera di San Paolo a Tito 

Diletto figlio Tito, è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo; il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna. 

Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore dei figli di arieti. (Sal. 23,1). 

- La voce del Signore è sopra le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore sull’immensità delle acque. (Sal. 28,3). 

VANGELO (Matteo 3,13-17))

 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”

MEGALINARION 

Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endhoksotéran ton àno stratevmàton. Aporì pàsa glòssa evfimìn pros aksìan; ilinghià dhe nus ke iperkòsmios imnìn se, Theotòke; òmos agathì ipàrchusa tin pìstin dhèhu; ke gar ton pòthon ìdhas ton èntheon imòn: si gar Christianòn i prostàtis, se megalìnomen.

Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Ogni lingua è incapace di cantarti degnamente ed anche uno spirito celeste esita a cantarti o madre di Dio; ma tu, piuttosto, essendo buona, accetta la fede; tu conosci infatti il nostro desiderio da Dio ispirato; tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

KINONIKON

Epefàni i chàris tu Theù i sotìrios pàsin anthròpis. Alliluia.     

La grazia salvatrice di Dio s’è mostrata a tutti gli uomini. Alliluia.

DOPO “SOSON, O THEOS”: 

En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano,


Preghiera dell’Ambone

Indicibile la tua bontà per noi, Signore Dio nostro, poiché ti compiacesti che il monogenito Figlio tuo si incarnasse dalla donna senza peccato, e in tutto diventasse simile a noi, escluso il peccato, e fosse battezzato come uomo a causa nostra da Giovanni il Precursore, colui che non aveva necessità di purificazione, ma affinché, santificata la natura delle acque, ci gratificasse della rigenerazione dall'acqua e dallo Spirito, affinché noi, conoscendo te, il Padre che non ha principio, adoriamo lui, il Figlio dal cielo, il diletto tuo proclamato al momento del battesimo, e glorifichiamo il tuttosanto tuo Spirito disceso su lui e manifestato al Battista, nel quale Spirito anche noi, avendoci sigillati e unti con il battesimo, tu ci facesti partecipi del Cristo tuo. Di lui non rendere privi noi peccatori, bensì mediante lui irrobustiscici e rafforzaci contro ogni potenza malvagia, e i fedeli governanti rafforza contro ogni tirannide, e tutti noi guidaci al tuo Regno, affinché anche in noi sia glorificato il tuttosanto tuo nome e del monogenito Figlio tuo insieme con lo Spirito tuo Santo, ora e sempre e per i secoli dei secoli. 

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano, 

Vespro della Solennità della Teofania del Signore nostro Gesù Cristo

6 GENNAIO – VESPRO
LA SANTA TEOFANIA DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO



Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino speri Israele nel Signore.

(TONO II) Vedendo il precursore la nostra luce, colui che illumina ogni uomo, venuto per essere battezzato, gioisce con l’anima e trema con la mano; lo indica e dice ai popoli: Ecco colui che redime Israele, colui che ci libera dalla corruzione. O Cristo senza peccato, Dio nostro, gloria a te.

Perché presso il Signore è la misericordia, e grande è presso di lui la redenzione, ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

(TONO II) Gli eserciti degli angeli fremettero, al vedere il nostro Redentore battezzato da un servo, mentre riceveva testimonianza per la presenza dello Spirito. E venne dal cielo la voce del Padre: Costui a cui il precursore impone le mani è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto. O Cristo, Dio nostro, gloria a te.

Lodate il Signore, genti tutte dategli lode, popoli tutti.

(TONO II) I flutti del Giordano hanno accolto te, la sorgente, e il Paraclito è sceso in forma di colomba; china il capo colui che ha inclinato i cieli; grida l’argilla a chi l’ha plasmato, ed esclama: Perché mi comandi ciò che mi oltrepassa? Sono io ad aver bisogno del tuo battesimo. O Cristo senza peccato, Dio nostro, gloria a te.

Perché più forte si è fatta per noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

(TONO II) Volendo salvare l’uomo che si era sviato, non sdegnasti di rivestire forma di servo: conveniva infatti a te, Sovrano e Dio, assumere per noi ciò che è nostro: battezzato infatti nella carne, o Redentore, tu hai ottenuto a noi la remissione. Perciò a te acclamiamo: Cristo benefattore, Dio nostro, gloria a te.

Gloria… Ora e sempre… 

 (TONOII) Hai chinato il capo davanti al precursore, e hai spezzato le teste dei draghi; sei venuto tra i flutti, e hai illuminato l’universo, perché esso glorifichi in te, o Salvatore, l’illuminazione delle nostre anime.

INGRESSO

Fos ilaròn aghìas dhòksis athanàtu Patròs, uranìu, aghìu, màkaros, Iisù Christè, elthòndes epì tin ilìu dhìsin, idhòndes fòs esperinòn, imnùmen Patèra Iiòn, kiè àghion Pnèvma Theòn. Axiòn se en pàsi kierìs imnìsthe fonès esìes, Iiè Theù, zoìn o dhidhùs, dhiò o kòsmos se dhoxàzi. 

Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale, celeste, santo, beato, o Cristo Gesú! Giunti al tramonto del sole, e vista la luce vespertina, cantiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Dio. È cosa degna cantarti in ogni tempo con voci armoniose, o Figlio di Dio, tu che dai la vita: perciò a te dà gloria il mondo.

Lettura del libro della Genesi (1,1-13).

In principio Dio fece il cielo e la terra: la terra era invisibile e non organizzata, e la tenebra era sopra l’abisso; e lo Spirito di Dio aleggiava sopra l’acqua. E Dio disse: Sia la luce, e la luce fu. E Dio vide che la luce era cosa buona, e Dio separò la luce dalla tenebra. E Dio chiamò la luce giorno, e chiamò le tenebre, notte. E fu sera, e fu mattina: giorno primo. E Dio disse: Ci sia un firmamento in mezzo alle acque e stia a dividere acqua da acqua: e cosí fu. E Dio fece il firmamento: e Dio separò l’acqua che è al di sopra del firmamento dall’acqua che è al di sotto del firmamento. E Dio chiamò il firmamento cielo. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera, e fu mattina: secondo giorno. E Dio disse: Si raccolga l’acqua che è sotto al cielo in un unico assembramento di acque e appaia l’asciutto: e cosí fu. Si raccolse l’acqua che era sotto al cielo nei suoi assembramenti, e apparve l’asciutto. E Dio chiamò l’asciutto terra, e chiamò le raccolte di acqua mari. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: La terra faccia germogliare erbaggi che facciano seme secondo la loro specie e somiglianza, e alberi da frutto che producano frutti in cui sia il loro seme secondo la loro specie sulla terra: e cosí fu. E la terra produsse erbaggi che facevano seme secondo la specie e la somiglianza, e alberi da frutto che facevano frutti in cui era il loro seme, secondo la loro specie sulla terra. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

(TONO V) Ti sei manifestato nel mondo, tu che hai fatto il mondo, per illuminare quanti siedono nelle tenebre. O amico degli uomini, gloria a te.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica; faccia risplendere il suo volto su di noi e abbia misericordia di noi.

Perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza.

Ti confessino i popoli, o Dio, ti confessino i popoli tutti; la terra ha dato il suo frutto.

Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio, e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria. Ora e sempre. Ti sei manifestato nel mondo, tu che hai fatto il mondo (come sopra).

Lettura del quarto libro dei Re (4[2] Re 2,6-14).

Disse Elia ad Eliseo: Siedi qui, perché il Signore mi manda al Giordano. Disse Eliseo: Viva il Signore e viva l’anima tua! Non ti lascerò. E se ne andarono entrambi. Vennero cinquanta uomini dei figli dei profeti e si fermarono a distanza, di fronte a loro. I due si fermarono alla sponda del Giordano. Elia prese il suo mantello, lo arrotolò e colpì con esso le acque che si divisero in due, ed entrambi passarono sull’asciutto. Appena passati, Elia disse ad Eliseo: Dimmi cosa devo fare per te, prima che io ti sia tolto. Disse Eliseo: Che io abbia duplice su di me lo spirito che è su di te. Disse Elia: Hai chiesto una cosa difficile. Tuttavia, se mi vedrai quando ti sarò tolto, la otterrai; ma se non mi vedrai, non la otterrai. E mentre essi se ne andavano e parlavano, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco; essi furono divisi l’uno dall’altro, ed Elia fu assunto in un turbine come verso il cielo. Eliseo vide e gridò: Padre, padre, carro d’Israele e sua cavalleria! Poi non lo vide più. Eliseo afferrò allora il suo abito e lo lacerò in due, quindi Eliseo raccolse il mantello che era caduto ad Elia. Poi Eliseo si volse, si fermò sulla riva del Giordano, prese il mantello caduto ad Elia, percosse con esso le acque, ma queste non si divisero. Allora Eliseo disse: Dov’è dunque il Dio di Elia? Ed Eliseo colpì le acque una seconda volta e queste si divisero ed egli passò all’asciutto.

(TONO VI) Nella ricchezza della tua misericordia ti sei manifestato a peccatori e pubblicani, o Salvatore nostro. E dove mai doveva brillare la tua luce se non fra quanti siedono nelle tenebre? Gloria a te! 

Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore, si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto; e cosí ha reso saldo il mondo, che non sarà scosso. Pronto è il tuo trono fin da allora, da sempre tu sei.

Hanno alzato i fiumi, Signore, hanno alzato i fiumi le loro voci; alle voci di grandi acque, solleveranno i fiumi le loro ondate.

Mirabile l’elevarsi del mare; mirabile nelle altezze il Signore: le tue testimonianze sono degne di grande fede.

Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.

Gloria. Ora e sempre. Nella ricchezza della tua misericordia (come sopra).

Lettura del quarto libro dei Re (4[2] Re 5,9-14).

Venne Naaman, un comandante del re degli assiri, con i suoi carri e i suoi cavalli, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: Va’, lavati sette volte nel Giordano, cosí riavrai la tua carne e sarai purificato. Naaman andò in collera e ripartí dicendo: Ecco, io mi dicevo: uscirà verso di me, invocherà il nome del Signore suo Dio, imporrà la sua mano sulla parte lebbrosa e ne risanerà la mia carne. Forse che l’Abana e il Parpar, fiumi di Damasco non sono migliori del Giordano e di tutte le acque d’Israele? Non potrei andare a lavarmi in quelli ed esserne purificato? E si voltò per andarsene pieno di collera. Ma i suoi servi gli si accostarono e gli dissero: Padre, se il profeta ti avesse parlato di una cosa grossa, non l’avresti fatta? Ma visto che ti ha detto solo: Lavati e sarai purificato! Allora Naaman scese e si bagnò nel Giordano sette volte secondo la parola dell’uomo di Dio: e la sua carne gli tornò come quella di un fanciulletto, e fu purificato.

APOSTOLOS

Il Signore è mia illuminazione e mio salvatore, chi temerò?

Il Signore è il protettore della mia vita, di chi avrò paura?

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (9,19-27).

 Fratelli, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto giudeo con i giudei, per guadagnare i giudei; con coloro che sono sotto la Legge, sono diventato come uno che è sotto la Legge, pur non essendo sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro. Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo. Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitú perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

Alliluia (3 volte)

Ha proferito il mio cuore la parola buona. 

Tu sei splendente di bellezza piú dei figli degli uomini: è stata effusa la grazia sulle tue labbra, per questo ti ha benedetto Dio in eterno.

Lettura del santo vangelo secondo Luca (3,1-18).

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco. Le folle lo interrogavano: Che cosa dobbiamo fare? Rispondeva: Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: Maestro, che dobbiamo fare? Ed egli disse loro: Non esigete nulla di piú di quanto vi è stato fissato. Lo interrogavano anche alcuni soldati: E noi che dobbiamo fare? Rispose: Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe. Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti, dicendo: Io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è piú forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile. Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

APÓSTICHA

(TONO II) Vedendoti venire a lui presso il fiume Giordano, o Cristo Dio, Giovanni diceva: Perché ti sei accostato al servo, tu che non hai macchia, Signore? In nome di chi ti battezzerò? Del Padre? Ma tu lo porti in te stesso. Del Figlio? Ma sei tu stesso il Figlio incarnato. Dello Spirito santo? Ma sei tu che dalla tua bocca puoi darlo ai credenti. O Dio che ti sei manifestato, abbi pietà di noi.

Il mare vide e fuggí, il Giordano si volse indietro.

(TONO II) Ti videro le acque, o Dio, ti videro le acque ed ebbero timore; poiché alla tua gloria non possono volgere gli occhi i cherubini, né possono fissarla i serafini, ma tenendosi presso di te con timore, gli uni sostengono e gli altri glorificano la tua potenza. Insieme a loro, o compassionevole, noi proclamiamo la tua lode, dicendo: O Dio che ti sei manifestato, abbi pietà di noi.

Che hai, o mare, che sei fuggito, e tu Giordano, che ti sei volto indietro?

(TONO II) Oggi il Creatore del cielo e della terra viene nella carne al Giordano a chiedere il battesimo, lui che è senza peccato, per purificare il mondo dall’inganno del nemico; è battezzato da un servo il Sovrano di tutti, e dona al genere umano la purificazione mediante l’acqua. A lui acclamiamo: O Dio che ti sei manifestato, gloria a te.

Gloria. Ora e sempre.

(TONO VIII) Vedendo il sole rifulso dalla Vergine chiedere il battesimo nel Giordano, la lampada risplendente nata dalla sterile con timore e gioia a lui gridava: Santificami tu, o Sovrano, con la tua divina epifania.


Dopo le preghiere del Santo Dio… si prosegue con il Megas Aghiasmos (La Grande Benedizione delle Acque) e seguiamo la funzione dall’apposito libretto.

sabato 5 gennaio 2019

La Domenica Bizantina - Domenica 6 Gennaio 2019 - La Santa Teofania del Signore nostro Gesù Cristo

Domenica 6 Gennaio 2019
La Santa Teofania del Signore nostro Gesù Cristo


1^ ANTIFONA

En exòdho Israìl ex Eghìptu, ìku Iakòv, ek laù varvàru.
Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Igàpisa, òti isakùsete Kìrios tis fonìs tis dheìseòs mu.
Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Amo il Signore perché egli ascolta la voce della mia supplica.
O Figlio di Dio, che sei stato battezzato da Giovanni nel Giordano, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Exomologhìsthe to Kirìo, òti agathòs, òti is ton eòna to èleos aftù.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès. O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Celebrate il Signore perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

ISODIKÒN

Evloghìmenos o erchòmenos en onòmati Kirìu. Theòs Kìrios ke epèfanen imìn.
Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Dio è il Signore ed è apparso a noi. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKION

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès. O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

KONDAKION

Epefànis sìmeron ti ikumèni, ke to fòs su, Kìrie, esimiòthi ef’imàs en epignòsi imnùndas se: Ilthes, efànis, to fòs to apròsiton.

Ti sei manifestato oggi a tutto il mondo, e la tua luce, Signore, è stata impressa su di noi, che riconoscendoti a te inneggiamo: Sei venuto, sei apparso, o luce inaccessibile.

TRISAGHION

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.

APOSTOLOS (Tito 2,11-14; 3,4-7)

- Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Il Signore è Dio ed è apparso a noi. (Sal. 117,26).
- Celebrate il Signore perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. (Sal. 117,1).


Dalla lettera di San Paolo a Tito

Diletto figlio Tito, è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo; il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone.
Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Alliluia (3 volte).

- Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore dei figli di arieti. (Sal. 23,1).
Alliluia (3 volte).
- La voce del Signore è sopra le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore sull'immensità delle acque. (Sal. 28,3).
Alliluia (3 volte).

VANGELO (Matteo 3,13-17)

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”.
Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

MEGALINARION

Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endhoksotéran ton àno stratevmàton. Aporì pàsa glòssa evfimìn pros aksìan; ilinghià dhe nus ke iperkòsmios imnìn se,  Theotòke; agathì ipàrchusa tin pìstin dhèhu; ke gar ton pòthon ìdhas ton èntheon imìn: sì gàr Christianòn i prostàtis, se megalìnomen.

Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Ogni lingua è incapace di cantarti degnamente ed anche uno spirito celeste esita cantarti o madre di Dio; ma tu, piuttosto, essendo buona, accetta la fede; tu conosci infatti il nostro desiderio da Dio ispirato; tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

KINONIKON

Epefàni i chàris tu Theù i sotìrios pàsin anthròpis. Alliluia.
La grazia salvatrice di Dio s’è mostrata a tutti gli uomini. Alliluia.

Preghiera dell’Ambone

Indicibile la tua bontà per noi, Signore Dio nostro, poiché ti compiacesti che il monogenito Figlio tuo si incarnasse dalla donna senza peccato, e in tutto diventasse simile a noi, escluso il peccato, e fosse battezzato come uomo a causa nostra da Giovanni il Precursore, colui che non aveva necessità di purificazione, ma affinché, santificata la natura delle acque, ci gratificasse della rigenerazione dall'acqua e dallo Spirito, affinché noi, conoscendo te, il Padre che non ha principio, adoriamo lui, il Figlio dal cielo, il diletto tuo proclamato al momento del battesimo, e glorifichiamo il tuttosanto tuo Spirito disceso su lui e manifestato al Battista, nel quale Spirito anche noi, avendoci sigillati e unti con il battesimo, tu ci facesti partecipi del Cristo tuo.
Di lui non rendere privi noi peccatori, bensì mediante lui irrobustiscici e rafforzaci contro ogni potenza malvagia, e i fedeli governanti rafforza contro ogni tirannide, e tutti noi guidaci al tuo Regno, affinché anche in noi sia glorificato il tuttosanto tuo nome e del monogenito Figlio tuo insieme con lo Spirito tuo Santo, ora e sempre e per i secoli dei secoli.










venerdì 4 gennaio 2019

O MEGAS AGHIASMOS - LA GRANDE BENEDIZIONE DELLE ACQUE

  O MEGAS AGHIASMOS - La Grande Benedizione delle acque



Questa celebrazione ha luogo a conclusione della Liturgia dopo la preghiera “opisthamvonos”. Si forma una processione per recarsi alla fontana fuori della chiesa oppure in fondo alla chiesa dove è preparato un tetrapodio con la kolinvrithra piena d'acqua per la benedizione. Durante la processione si cantano i seguenti tropari:

P. Foni Kiriu epi ton idaton voà legusa Defte, lavete pandes Pnevma sofias Pnevma sineseos, Pnevma fovu Theù,tu epifanendos Christù.

P. La voce del Signore echeggia sulle acque e dice: su via, del Cristo apparso ricevete tutti lo Spirito di sapienza, del timor di Dio.

P. Simeron ton idaton aghiazete i fisis ke righnite o Iordanis, ke ton idion namaton epechi to revma, Despotin oron riptomenon.

P. Oggi viene santificata la natura delle acque: il Giordano si ferma e trattiene il corso delle proprie acque vedendo il Signore purificarsi.

P. Os anthropos en potamo ilthes, Christe Vasilev ke dulikon vaptisma lavin spevdis, agathè, ipòton tu Prodromu chiron dià tas amartias imon, filanthrope.

P. Come uomo sei venuto al fiume, o Cristo Re; e ti sei affrettato, o Buono, a ricevere un battesimo da schiavo dalle mani del Precursore per i nostri peccati, o amico degli uomini.

P. Doxa Patrì ke Iiò ke Aghio Pnevmati, ke nin ke aì ke is tus eonas ton eonon. Amin.

P. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, e adesso e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

P. Pros tin fonin tu voondos en ti erimo, Etimasate tin odon tu Kiriu, ilthes, Kirie, morfin dulu lavon, Vaptisma eton o mi ghnus amartian. Idosan se idata ke efovithisan sintromos ghegonen o Prodromos, ke evoise legon pos fotisi o lichnos to Fos; pos chirothetisi o dulos ton Despotin; aghiason emè ke ta idata, Sotir, o eron tu kosmu tin amartian.

P. All'invito di colui che grida nel deserto: preparate la via del Signore, sei venuto, o Signore, prendendo forma di schiavo e chiedendo il Battesimo Tu che non hai conosciuto il peccato. Ti videro le acque ed ebbero paura; fu preso da timore il Precursore ed esclamò dicendo: come la lucerna potrà illuminare la luce? Come potrà il se Come potrà il servo imporre la mano sul suo Signore? Santifica me e le acque, o Salvatore, Tu che togli i peccati del mondo.

D. Sapienza!

L. Lettura dalla profezia di Isaia (35,1-10).

D. Stiamo attenti.

L. Queste cose dice il Signore: il deserto e la terra gioiranno, esulterà la steppa e fiorirà; che essa fiorisca come il narciso, esulti ed elevi grida di giubilo. Le sarà concessa la gloria del Libano, come pure la magnificenza del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, lo splendore del nostro Dio.Fortificate le mani deboli, rinfrancate le ginocchia vacillanti! dite ai pusillanimi: fatevi coraggio, non temete, ecco il vostro Dio: la sua vendetta viene, la retribuzione di Dio; egli stesso viene e vi salverà. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e si apriranno le orecchie dei sordi; lo zoppo salterà come un cervo, la lingua del muto eleverà canti di trionfo, poiché sorgenti
d'acqua sgorgheranno nel deserto e ruscelli scorreranno nella steppa. La terra arida diventerà uno stagno e il suolo riarso avrà sorgenti abbondanti, e dove erano i covi degli sciacalli, si avranno erba, canna e giunco. La via sarà una via battuta, sarà chiamata la via santa; l'impuro non vi passerà. Dio stesso istruirà il viaggiatore, e i semplici non si smarriranno. Là non vi saranno leoni, nessuna belva feroce vi metterà piede; vi cammineranno i liberati. Di lì torneranno i redenti dal Signore, giungeranno in Sion fra canti di trionfo, eterna letizia coronerà le loro teste; gioia e allegrezza li invaderanno, tristezza e lamenti saranno terminati. 

D. Sapienza!

L. Lettura della profezia di Isaia (55,1-13).

D. Stiamo attenti.

L. Queste cose dice il Signore: su, voi assetati, venite tutti all'acqua, anche se non avete denaro. Venite, comprate del grano e mangiate, senza denaro, e senza pagare acquistate vino e latte. Perché spendete il vostro denaro per altro che non è pane e la vostra paga per cose che non saziano? Ascoltatemi, e mangerete ciò che è buono e sarete allietati da cibi squisiti. Aprite l'orecchio e venite a me: ascoltate e l'anima vostra vivrà. Io concluderò con voi un patto eterno secondo le promesse fatte a David. Ecco, io l'ho dato come testimonio ai popoli, capo e maestro delle nazioni. Ecco, chiamerai popoli che non conoscevi e nazioni che t'ignoravano accorreranno a te, per amore del Signore, tuo Dio, per amore del Santo d'Israele, che ti glorifica. Cercate il Signore fino a che può essere trovato, invocatelo mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via, l'iniquo desista dai suoi pensieri, ritorni al Signore, che ne avrà misericordia, al nostro Dio, che largheggia nel perdono; poiché i miei pensieri non sono i vostri, e le vostre vie non sono le mie, - dice il Signore. Quanto il cielo è più elevato della terra, altrettanto i miei disegni superano i vostri progetti e i miei pensieri sono al disopra dei vostri. E come la pioggia e la neve discendono dall'alto dei cieli ma non vi ritornano senza aver irrigata, fecondata e fatta germogliare la terra, affinché produca il seme al seminatore e il pane per mangiare, così la parola che  esce dalla mia bocca non ritorna a me senza frutto, ma compie ciò che desidero e adempie la sua missione. Così partirete con gioia e camminerete in pace. Monti e colline vi acclameranno e tutti gli alberi dei campi vi applaudiranno. Al posto dei roveti crescerà il cipresso, al posto delle ortiche verdeggerà il mirto. Questo sarà per il Signore un nome glorioso, un monumento eterno che non verrà mai distrutto.

D. Sapienza!

L. Lettura dalla profezia di Isaia (12,3-6).

D. Stiamo attenti.

L. Queste cose dice il Signore: attingerete con gioia le acque dalle fonti del Salvatore e direte in quel giorno: “Lodate il Signore, invocate il suo nome, proclamate le sue opere tra le nazioni, ricordate che il suo nome è sublime. Cantate al Signore, perché ha fatto grandi cose: e questo sia noto su tutta la terra. Esulta e giubila abitante di Sion, perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele”.

D. Stiamo attenti.

L. Il Signore è mia illuminazione e mio Salvatore, chi temerò io? il Signore è il protettore della mia vita, di chi paventerò?

D. Sapienza.

L. Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (10,1-4).

 Fratelli, desidero che voi sappiate bene questo: i nostri padri furono tutti sotto la nube e tutti attraversarono il mare, e tutti, seguendo Mosè, furono battezzati in lui, nella nube e nel mare, e tutti mangiarono dello stesso cibo spirituale, e tutti bevettero la stessa bevanda spirituale. Bevevano infatti ad una pietra spirituale che li seguiva, e questa pietra era il Cristo.

P. Alliluia, alliluia, alliluia. 

L. La voce del Signore sopra le acque.

P. Alliluia, alliluia, alliluia. 


L. Il Dio della gloria tuona sopra le acque.
P. Alliluia, alliluia, alliluia. 

D. Sapienza! in piedi, ascoltiamo il S. Evangelo.

S. Pace a tutti.

P. Ke to pnevmatì su.

S. Lettura del S. Vangelo secondo S. Marco (1,9-11)

D. Stiamo attenti.

P. Dhòxa si, Kìrie, dhòxa si. 

S. In quei giorni, Gesù giunse da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. Nel momento in cui usciva dall'acqua, vide spalancarsi i cieli e lo Spirito scendere sopra di lui quasi come colomba. E dal cielo una voce si fece udire: “Tu sei il mio Figlio diletto, in Te mi sono compiaciuto”.

P. Dhòxa si, Kìrie, dhòxa si. 

Mentre il Diacono recita l’ektenia seguente, il celebrante dice sommessamente la seguente preghiera. 

Se il diacono manca il sacerdote la recita durante le profezie.


S. Signore Gesù Cristo, Figlio unigenito, che sei nel seno del Padre, vero Dio, sorgente di vita e di Immortalità, luce da luce, venuto al mondo per illuminarlo, rischiara la nostra mente col tuo Santo Spirito ed accogli il ringraziamento che Ti tributiamo per le mirabili e prodigiose tue opere, disposte fin dall’eternità col tuo salutare ordinamento. Così rivestito della nostra debole e povera natura, sottomesso alle leggi dei tuoi servi, sei disceso Tu, Sovrano di ogni cosa, ed hai accettato di essere battezzato nel Giordano da mano di servo affinché, santificata la natura delle acque, Tu incontaminato, aprissi a noi la via della rigenerazione per l’acqua e il Santo Spirito, restituendoci alla primitiva libertà. Nel celebrare il ricordo di un tal divino mistero Ti preghiamo, o Signore, amico degli uomini, di versare sopra di noi, indegni tuoi servi, per la tua divina promessa, l’acqua purificatrice, dono della tua misericordia, affinché, per mezzo di quest’acqua, sia accetta alla tua bontà la supplica di noi peccatori e sia accordata per essa la tua benedizione a noi e a tutto il tuo popolo fedele, a gloria del santo ed adorabile tuo nome. Poiché a Te si conviene ogni gloria, onore ed adorazione, assieme al Padre tuo eterno e al tutto santo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.

D. In pace preghiamo il Signore.

P. Kìrie elèison. (e così dopo le invocazioni successive)

D. Per la pace che viene dall'alto e per la salvezza delle anime nostre, preghiamo il Signore.

Per la pace del mondo intero, per la prosperità delle sante Chiese di Dio e per l'unione di tutti, preghiamo il Signore.

Per questa santa dimora e per coloro che vi entrano con fede, pietà e timore di Dio, preghiamo il Signore.


Per il nostro piissimo vescovo NN. per il venerabile presbiterio e per il diaconato in Cristo, per tutto il clero e il popolo, preghiamo il Signore

Per i nostri governanti, preghiamo il Signore.

Per questa città, per ogni città e paese, e per i fedeli che vi abitano, preghiamo il Signore.

Per la salubrità del clima, per l'abbondanza dei frutti della terra e per tempi di pace, preghiamo il Signore.

Per i naviganti, per i viandanti, i malati, i sofferenti, i prigionieri e per la loro salvezza, preghiamo il Signore.

Affinché sia santificata quest'acqua con la virtù e la potenza e la venuta dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

Affinché discenda su queste acque l'azione purificatrice della sovrasostanziale Trinità, preghiamo il Signore.

Affinché siano donate ad esse la grazia della redenzione e la benedizione del Giordano, preghiamo il Signore.

Affinché noi possiamo essere illuminati con la luce della conoscenza e della pietà per la venuta dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

Perché quest'acqua possa divenire dono di santificazione, lavacro dei peccati per la guarigione dell'anima e del corpo, ed idonea per ogni utilità, preghiamo il Signore.

Perché quest'acqua divenga sorgente di vita eterna, preghiamo il Signore.

Affinché si manifesti riparo contro tutte le insidie dei nemici visibili ed invisibili, preghiamo il Signore.

Per coloro che ne attingono e ne prendono per la benedizione delle loro case, preghiamo il Signore.

Perché possa servire per purificazione delle anime e dei corpi di tutti quelli che la prendono e la usano con fede, preghiamo il Signore.

Affinché siamo resi degni di essere ripieni di santificazione per la partecipazione di queste acque all'invisibile manifestazione dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

Affinché il Signore Iddio esaudisca la voce della preghiera di noi peccatori ed abbia misericordia di noi, preghiamo il Signore.

Per essere liberati da ogni afflizione, flagello, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, immacolata, benedetta, gloriosa Signora nostra, Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi, raccomandiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

P. Si, Kìrie.

Al termine dell’ektenia il sacerdote recita ad alta voce la seguente preghiera (opera di Sofronio, patriarca di Gerusalemme)

S. Trinità sovrasostanziale, buonissima, divinissima, onnipotente, onniveggente, invisibile, incomprensibile, creatrice delle sostanze spirituali e delle creature ragionevoli, innata bontà, luce inaccessibile che illumina ogni uomo che viene nel mondo, illumina anche me, indegno tuo servo; illuminami gli occhi della mente affinché possa anch'io inneggiare l'incommensurabile tua opera e potenza. Bene accetta ti sia la mia supplica per il popolo qui presente e fa che le mie colpe non impediscano che scenda il tuo Santo Spirito, ma concedimi di invocarti senza condanna e dire anche ora, tutto buono: Ti glorifichiamo, Signore amico degli uomini, onnipotente, eterno Re. Glorifichiamo Te, autore e fattore di ogni cosa. Ti glorifichiamo, Figlio di Dio unigenito, nato senza padre dalla Madre e senza madre dal Padre. Nella precedente Festa infatti Ti abbiamo visto bambino, in questa invece Ti vediamo perfetto, essendoti da perfetto manifestato Dio nostro perfetto. Oggi infatti è giunto il tempo della Festa, e il coro dei Santi si unisce a noi, gli Angeli fanno festa assieme agli uomini. Oggi la grazia del Santo Spirito, in forma di colomba, è discesa sopra le acque. Oggi è spuntato il sole che mai tramonta, e il mondo risplende alla luce del Signore. Oggi la luna con i suoi lucenti raggi brilla assieme al mondo. Oggi le luminose stelle con la chiarezza della loro luce rendono bello l'universo. Oggi le nuvole dall'alto dei cieli fanno piove 7 indietro e i monti trepidarono guardando Dio nella carne; e le nubi emisero una voce, ammirando Colui che veniva, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. Contempliamo oggi la solennità del Signore nel Giordano: Egli infatti vi sommerge la morte della trasgressione, il pungolo dell'errore, il collegamento con l'inferno, e dà al mondo il Battesimo di salvezza. Per cui anch'io, peccatore ed indegno servo, narrando le grandezze dei tuoi prodigi, preso da timore, con compunzione a te esclamo:

Grande sei, o Signore, e prodigiose sono le opere tue, e nessuna parola è sufficiente ad inneggiare le tue meraviglie. (tre volte)

Ogni volta che il sacerdote pronunzia tale esclamazione il coro canta:

P. Dhòxa si, Kìrie, dhòxa si. 

Tu infatti, con la tua volontà, dal nulla hai portato all'esistenza tutte le cose, con la tua potenza trattieni il creato e con la tua provvidenza governi il mondo. Tu, con quattro elementi, hai costituito il creato, hai coronato con quattro stagioni il ciclo dell'anno. Innanzi a Te tremano tutte le intellettuali potenze. Te inneggia il sole, Te glorifica la luna, a Te sono sottoposti gli astri, a Te obbedisce la luce, di Te tremano gli abissi, a Te servono le sorgenti. Tu hai disteso il cielo come una cortina, Tu hai consolidata la terra sopra le acque, Tu hai arginato il mare con la sabbia, Tu hai effuso l'aria per la respirazione. Le angeliche potenze servono Te, i cori degli Arcangeli Ti adorano, i Cherubini dai molti occhi e i Serafini dalle sei ali, stando attorno e volando intorno, con timore si nascondono alla tua inaccessibile gloria. Poiché Tu, Dio non circoscritto, senza inizio ed ineffabile, sei venuto sulla terra, assumendo forma di servo, divenendo somigliante agli uomini: non hai sopportato, infatti, o Signore, per la tua grande misericordia, di vedere tiranneggiato dal diavolo il genere umano, ma sei venuto e ci hai salvato. Confessiamo la grazia, predichiamo la misericordia, non nascondiamo il beneficio. Hai liberato i figli della nostra natura, hai santificato il seno verginale con la tua nascita, tutto il creato ha sciolto a Te inni quando sei apparso. Perché Tu, o Dio nostro, Ti sei mostrato sulla terra ed hai voluto vivere insieme agli uomini. Tu, avendo mandato dal cielo il tuo Santo Spirito, hai santificato le acque del Giordano ed hai stritolato le teste dei dragoni colà annidati. 

Tu stesso dunque, o Re amico degli uomini, sii presente anche ora per la venuta del tuo Santo Spirito e santifica questa acqua. (tre volte).

  E dà ad essa la grazia della redenzione, la benedizione del Giordano. Rendila sorgente d'incorruttibilità, dono di santificazione, lavacro dei peccati, rimedio contro le infermità, rovina per i demoni, inaccessibile alle potenze contrarie, ripiena di angelica forza, affinché tutti coloro che ne attingono e ne prendono possano averla per purificazione delle anime, per medicina delle passioni, per santificazione delle case, vantaggiosa per ogni bisogno. Tu sei il Dio nostro, che con l'acqua ha annegato il peccato al tempo di Noè. Tu sei il Dio nostro, che attraverso il mare ha liberato dalla schiavitù del faraone,  8 per mezzo di Mosè il popolo ebreo. Tu sei il Dio nostro, che ha spaccato la pietra nel deserto, e ne sgorgarono le acque e si riempirono i torrenti e ha soddisfatto il suo popolo assetato. Tu sei il Dio nostro, che con l'acqua e col fuoco, per mezzo di Elia, ha liberato Israele dall'errore di Baal. 

Tu stesso anche ora, o Signore, santifica quest'acqua con il Tuo Santo Spirito. (tre volte) 

E concedi a tutti quelli che la toccano, che ne usano, che ne partecipano: la santificazione, la benedizione, la purificazione, la salute. E salva o Signore i tuoi servi, i fedeli nostri governanti. E custodiscili sotto la tua protezione, in pace. concedi loro tutto quello che si richiede per la salute e la vita eterna. ricordati del nostro vescovo (NN), di tutto il presbiterato, del diaconato in Cristo, di tutto l'ordine sacerdotale, e del popolo qui presente e dei nostri fratelli che per giusta causa sono assenti, ed abbi pietà di loro e di noi secondo la tua grande misericordia, affinché dagli elementi, dagli Angeli e dagli uomini, dalle cose visibili e invisibili sia glorificato il tuttosanto nome tuo, col Padre e col Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.


P. Amìn 

S. Pace a tutti

P. Ke to pnevmatì su. 

D. Inchinate il vostro capo al Signore

P. Si, Kìrie.

Il celebrante aggiunge

S. Porgi, o Signore il tuo orecchio ed esaudiscici, Tu che ti sei degnato di farti battezzare nel Giordano e di santificare le acque; e benedici tutti noi, che inchinando il nostro capo significhiamo la condizione di servitù. E concedici di essere ripieni della tua santificazione, per la partecipazione e l'aspersione di quest'acqua; e sia per noi, o Signore, di salute per l'anima e per il corpo. Tu sei infatti la santificazione delle anime e dei corpi nostri, e a Te rendiamo la gloria, il ringraziamento e l'adorazione, assieme al Padre tuo eterno e al tuttosanto e buono e vivificante tuo Spirito ora e sempre e nei secoli dei secoli.

P. Amìn 

Il celebrante immerge nell'acqua per tre volte la S. Croce, tenendola con le mani assieme al mazzetto di erbe aromatiche. E prima il sacerdote e poi il coro cantano, per tre volte, il tropario:

.En Iordani vaptizomenu su, Kirie, i tis Triados efanerothi proskinisis tu gar Ghennitoros i fonì prosemartiri si, agapiton se Iion onomazusa ke to Pnevma en idi peristeras eveveu tu logu to asfales. O epifanis, Christè o Theos, ke ton kosmon fotisas, doxa si.



Tutti i presenti vanno poi a baciare la S. Croce tenuta dal celebrante, mentre questi connun ramo spruzza sul capo di ciascuno l'acqua benedetta.