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giovedì 13 maggio 2021

13 Maggio 2021 - Ascensione del Signore - Foglio della Divina Liturgia della Festa

 13 MAGGIO 2021

ASCENSIONE DEL SIGNORE DIO E SALVATORE NOSTRO GESÙ CRISTO.





1^ ANTIFONA

Pànda ta éthni, krotìsate chìras, alalàxate to Theò en fonì agalliàseos. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Popoli tutti, applaudite; acclamate a Dio con voce d’esultanza. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.


2^ ANTIFONA

Mègas Kìrios ke enetòs sfòdhra, en pòli tu Theù imon, en òri aghìo aftù. Sòson imàs, Iiè Theù, o en dhòxi analifthìs af’imòn is tus uranùs, psàllondàs si: Alliluia.


Grande è il Signore e altamente da lodare nella città del nostro Dio, sul suo santo monte. O Figlio di Dio, che sei stato innalzato nella gloria, lontano da noi nei cieli, salva noi che a te cantiamo: Allilùia.


3^ ANTIFONA


Akùsate tàfta, pànda ta èthni, enotìsasthe, pàndes i kati-kùndes tin ikumènin.


Anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, charopiìsas tus mathitàs ti epanghelìa tu Aghìu Pnèvmatos, veveothèndon aftòn dhià tis evloghìas, òti si ì o Iiòs tu Theù, o Litrotìs tu kòsmu.


Udite questo, popoli tutti, prestate orecchio, voi tutti che abitate il mondo.

Ascendesti nella gloria, o Cristo Dio nostro, e rallegrasti i discepoli con la promessa del Santo Spirito, essendo essi confermati per la tua benedizione, che tu sei il Figlio di Dio, il Redentore mondo.


ISODIKÒN

Anèvi o Theòs en alalagmò, Kìrios en fonì sàlpingos. Sòson imàs, Iiè Theù, o en dhòxi analifthìs af’imòn is tus uranùs, psàllondàs si: Alliluia.


È asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. O Figlio di Dio, che sei stato innalzato nella gloria, lontano da noi nei cieli, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


APOLITIKIA

 Anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, charopiìsas tus mathitàs ti epanghelìa tu Aghìu Pnèvmatos, veveothèndon aftòn dhià tis evloghìas, òti si ì o Iiòs tu Theù, o Litrotìs tu kòsmu.

Ascendesti nella gloria, o Cristo Dio nostro, e rallegrasti i discepoli con la promessa del Santo Spirito, essendo essi confermati per la tua benedizione, che tu sei il Figlio di Dio, il Redentore mondo.


KONDAKION

Tin ipèr imòn pliròsas ikonomìan ke ta epì ghìs enòsas tis uranìis, anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, udhamòthen chorizòmenos, allà mènon adhiàstatos, ke voòn tis agapòsi se: egò imì meth’imòn, ke udhìs kath’imòn.

Dopo aver compiuto l’economia in nostro favore e unito le creature celesti alle terrestri, sei asceso al cielo in gloria, o Cristo Dio nostro, senza separarti da nessuna parte, ma rimanendo sempre unito e dicendo a coloro che ti amano: Io sono con voi e nessuno contro di voi.


APOSTOLOS (Atti 1, 1 - 12)


- Innalzati sopra i cieli, o Dio, su tutta la terra la tua gloria. (Sal.07,6).

- Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore; voglio cantare e inneggiare nella mia gloria. (Sal. 107,2).


Dagli Atti degli Apostoli.


Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni».

     Così venutisi a trovare insieme, gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».

    Detto questo, fu elevato in alto sotto ì loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

    Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

Alliluia (3 volte).


- Popoli tutti, applaudite, acclamate Dio con voci di gioia. (Sal. 46,2).

Alliluia (3 volte).

- È asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. (Sal. 46,6).

Alliluia (3 volte).



VANGELO  (Luca. 24, 36-53)


   In quel tempo, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: Pace a voi! Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

    Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: Avete qui qualche cosa da mangiare?. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi.

    Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto. Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.

   Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio.


MEGALINARION


Se tin ipèr nùn ke lògon mitra Theù, tin en chròno ton àchronon afràstos kiìsasan, i pistì omofrònos megalìnomen. 

Noi fedeli concordemente magnifichiamo te, Madre di Dio, che, in modo inconcepibile e ineffabile, nel tempo concepisti l’Eterno.


KINONIKON


Anèvi o Theòs en alalagmò, Kìrios en fonì sàlpingos. Alliluia. 

È asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Allilùia.


DOPO “SOSON, O THEOS”: 


 Anelìfthis en dhòxi....      Ascendesti nella gloria......


Preghiera dell’Ambone

Innalza, Sovrano, fino ai cieli i pensieri di noi che adoriamo la tua potenza, e la mente nostra solleva a te dalle cure terrene, tu che in te stesso innalzasti la nostra natura umiliata, e la ponesti nel trono insieme con l'Altissimo Padre. E noi, che cerchiamo le realtà dall'Alto, rendi degni che sulla terra come nel cielo partecipiamo alla cittadinanza dove tu stai intronizzato alla destra di Dio, noi che attendiamo la tua gloriosa e tremenda Parusia, nel modo che mediante gli Angeli facesti conoscere ai beati tuoi Apostoli che contemplavano la tua ascesa al cielo. 

   E annoveraci tra quelli rapiti nelle nubi incontro a te, che viene a giudicare il mondo in giustizia, affinché insieme con essi noi eternamente esultiamo, godendo della tua soavità. Per il compiacimento e l'amore per gli uomini del Padre tuo che non ha principio, con il quale tu sei benedetto e glorificato con il tuo Spirito tuttosanto e buono e vivificante, ora e sempre e per i secoli dei secoli


INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

  Anelìfthis en dhòxi....     Ascendesti nella gloria......



martedì 8 settembre 2020

8 Settembre: Natività di Nostra Signora la Santissima Madre di Dio e sempre Vergine Maria.

 8 SETTEMBRE

 

NATIVITÀ DELLA SANTISSIMA SOVRANA NOSTRA LA MADRE DI DIO




1^ ANTIFONA

Mnìsthiti, Kirie, tu David, ke pàsis tis praòtitos aftù. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Ricordati, o Signore, di David e di tutte le sue opere. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Omose Kìrios to Davìd alìthian, ke u mi athetìsi aftìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o en aghìis thavmostòs, psàllondàs si: Alliluia

Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola. O Figlio di Dio, ammirabile nei santi, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


3^ ANTIFONA

Odhe katikìso, òti iretisàmin aftìn.

I ghennisis su, Theotòke, charàn emìnise pàsi ti ikumèni, ek su gar anètile o ìlios tis dhikeosìnis, Christè o Theòs imon, ke lìsas tin katàran èdhoke tin evloghìan ke katarghìsas ton thànaton edhorì-sato imìn zoìn tin eònion.


Qui abiterò perché l’ho voluta.

La tua nascita o Madre di Dio, annunziò gioia a tutta la terra; da te infatti è spuntato il sole della giustizia, cristo Dio nostro. Aven-do sciolto la maledizione, ha dato la benedizione; e distrutta la morte, ci ha fatto dono della vita eterna.

ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o en aghìis thavmostòs, psallondàs si: Allilùia.


Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, ammirabile nei santi, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.


APOLITIKIA

I ghennisis su, Theotòke, charàn emìnise pàsi ti ikumèni, ek su gar anètile o ìlios tis dhikeosìnis, Christè o Theòs imon, ke lìsas tin katàran èdhoke tin evloghìan ke katarghìsas ton thànaton edhorìsato imìn zoìn tin eònion.

La tua nascita o Madre di Dio, annunziò gioia a tutta la terra; da te infatti è spuntato il sole della giustizia, cristo Dio nostro. Avendo sciolto la maledizione, ha dato la benedizione; e distrutta la morte, ci ha fatto dono della vita eterna.


KONDAKION

 Ioakìm ke Ànna onidhismù ateknìas ke Adhàm ke Èva ek tis fthoràs tu thanàtu ileftheròthisan, Àchrande, en ti aghìa ghennìsi su. Aftìn eortàzi ke o laòs su, enochìs ton ptesmàton litrothìs en to kràzin si. I stìra tìkti tin Theotòkon ke trofòn tis zoìs imòn. 

Gioacchino ed Anna furono liberati dall’obbrobrio della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte, o Immacolata, per la tua natività. Ancor questa festeggia il tuo popolo, riscattato dalla schiavitù dei peccati; esclamando a te: la sterile genera la Madre di Dio e la nutrice della nostra vita.


APOSTOLOS (Filp 2, 5-11)

- L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore.  (Lc 1,46-47).

- Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Lc. 1,48).

Dalla lettera di San Paolo ai Filippesi

Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

    Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Alliluia (3 volte).

- Ascolta, figlia, e guarda e porgi il tuo orecchio, e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. (Sal 44,11).

Alliluia (3 volte).

- I più ricchi del popolo cercano il tuo volto. (Sal 44,13b). 

Alliluia (3 volte).


VANGELO (Luca 10, 38-42 e 11, 27-28)

    In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. 

    Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”. 

    Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”. 


MEGALINARION 

 Allòtrion ton mitèron iparthenìa, ke xènon tes parthènis i pedhopiìa, epì si, Theotòke, anfòtera okonomìthi; dhiò se pàse e filè tis ghis apàvstos megalìnomen. 

Inconcepibile la verginità delle madri, e inaudita la procreazione nelle vergini; ma in te, Madre di Dio, si sono entrambi conciliate. Perciò tutte le genti della terra senza fine ti magnificano.


KINONIKON

 Potìrion sotirìu lìpsome, ke to ònoma Kirìu epikalèso-me. Alliluia. (3 volte)

Prenderò il calice della salvezza, ed invocherò il nome del Signore. Alliluia. (3 volte)


Preghiera dell’Ambone.


 Colui che non ha principio e ultraessenziale, tuttovedente e tuttoreggente, Sovrano Cristo Dio nostro, l'artefice delle meraviglie e Dio dei prodigi, e operatore e perfezionatore dei miracoli, Sovrano delle buone richieste, e redentore dei disperati e degli smarriti, e ricompensatore generoso dei desideri attraverso la preghiera, tu che ai tuoi servi Gioacchino e Anna, irreprensibilmente chiamati alla comunità, tramutasti la tristezza della sterile mancanza di figli e dell'infecondità in letizia di ottima prole, che misticamente le bocche dei divini araldi preannunciarono che sarebbe fiorito come il virgulto dalla radice di Iesse, dalla quale stavi per far nascere nella carne il fiore che avrebbe profumato il mondo, o principio di tutti i beni e di ogni pienezza, tu anche ora esisti quale fonte di ogni dono buono di irraggiamento di luce, e dispensatore ricchissimo, avendo compiuto da colei che ti partorì senza nozze la manifesta nascita della comune grazia e salvezza, e noi, che abbiamo in sorte la sacra divinizzante azione dei tuoi divini misteri, tu allontana da noi con le opere buone la sterilità infruttuosa, rendici degni di portare sempre come frutto a te le virtù affinché noi partecipiamo anche dell’eredità dei giusti nel regno tuo.

    Liberaci dall’amaro e perenne assalto dei potenti barbari. 

  Alleggerisci il pesante e molesto giogo della loro schiavitù, piuttosto, dona a noi il perfetto rigetto della tirannia e della condanna di quelli. 

    Benedici il popolo tuo e circonda di difesa la tua eredità, e salva noi da ogni assalto e malvagità dei nemici. Accresci la gloria del popolo tuo che trae nome da Cristo, e innalza il corno e riempi dei doni celesti e terreni dell’abbondanza e della fruttuosità, come provvidente e causa di tutti i beni.

    Per le intercessioni dell'immacolata tua Madre, Sovrana nostra, e di tutti i Santi, con i quali noi tributiamo culto e adorazione a te, con il Padre tuo che non ha principio e il vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. 



sabato 30 maggio 2020

La Domenica Bizantina - Domenica 31 Maggio 2020 - Domenica di Pentecoste

31 MAGGIO 2020
DOMENICA DI PENTECOSTE 






1^ ANTIFONA

I uranì dhiigùnde dhòxan Theù, pìisin dhe chiròn aftù ananghèlli to sterèoma. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Epakùse su Kìrios en imèra thlìpseos, iperaspìse su to ònoma tu Theù Iakòv. Sòson imàs, Paràklite agathè, psàllondàs si: Alliluia.

Ti ascolti il Signore nel giorno della prova, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe. Salva, o Paraclito buono, noi che a te cantiamo: Alliluia. 

3^ ANTIFONA

Kìrie, en ti dhinàmi effranthìsete o vasilèfs, ke epì to sotirìo su agalliàsete sfòdhra.

Evloghitòs ì, Christè o Theòs imòn, o pansòfus tus aliìs anadhìxas, katapèmpsas aftìs to Pnèvma to Àghion, ke dhi’aftòn tin ikumènin saghinèfsas, Filànthrope, dhòxa si.

Signore, il re gioisce della tua potenza, ed esulta per la tua salvezza.

Benedetto sei tu, o Cristo Dio nostro, che hai mostrato sapienti i pescatori per aver mandato lo Spirito Santo, e per mezzo di essi hai preso, nelle reti il mondo; o amico degli uomini, gloria a te.

ISODIKÒN

Ipsòthiti, Kìrie, en ti dhinàmi su, àsomen ke psalùmen tas dhinastìas su. Sòson imàs, Paràklite agathè, psàllondàs si: Alliluia. 


Innàlzati, Signore, nella tua potenza, canteremo ed inneggeremo alle tue gesta. Salva, o Paraclito buono, noi che a te cantiamo: Alliluia. 

APOLITIKIA

Evloghitòs i, Christè o Theòs imòn, o pansòfus tus aliìs anadhìxas, katapèmpsas aftìs to Pnèvma to Àghion, ke dhi’aftòn tin ikumènin saghinèfsas. Filànthrope, dhòxa si.

Benedetto sei tu, o Cristo Dio nostro, che hai mostrato sapienti i pescatori per aver mandato lo Spirito Santo, e per mezzo di essi hai preso nelle reti il mondo; o amico degli uomini, gloria a te.

KONDAKION

Òte katavàs tas glòssas sinèchee, dhiemèrisen èthni o Ìpsistos; òte tu piròs tas glòssas dhiènimen, is enòtita pàndas ekàlese; ke sinfònos dhoxàzomen to panàghion Pnèvma.

Quando l’Altissimo discese e confuse le lingue, divise le genti; ma quando distribuì le lingue di fuoco, tutti richiamò all’unità; ancor noi unitamente glorifichiamo il Santissimo Spirito.

TRISÀGHION

Òsi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Allilùia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Allilùia.


APOSTOLOS (Atti 2, 1-11)

- Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola. (Sal 18,5).

- I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani. (Sal 18,2).

Dagli Atti degli Apostoli.

    Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
   Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.
   Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
   Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio”.

Alliluia (3 volte).

- Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, e dal soffio della sua bocca ogni loro schiera. (Sal. 32,6).

Alliluia (3 volte).

- Il Signore guarda dal cielo, vede tutti i figli degli uomini. (Sal. 32,13).
Alliluia (3 volte).


VANGELO (Giovanni 7, 37-52; 8,12)

   Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. 
   Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato. All’udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: “Questi è davvero il profeta!”. Altri dicevano: “Questi è il Cristo!”. 
    Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?”.
   E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”. Ma i farisei replicarono loro: “Forse vi siete lasciati ingannare anche voi? Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!”. 
    Disse allora Nicodèmo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?”. Gli risposero: “Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea”. 
   Di nuovo Gesù parlò loro: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

MEGALINARION

Mi tis fthoràs dhiapìra kioforìsasan, ke pandechnìmoni Lògo sàrka dhanìsasan, Mìter apìrandhre, Parthène Theotòke, dhochìon tu astèktu, chorìon tu apìru Plasturgù su, se megalìnomen.

Madre inviolata, Vergine genitrice di Dio, noi magnifichiamo te, che, senza opera di uomo, hai concepito e dato la carne al Verbo creatore, o ricettacolo di colui che è infinito, abitazione dell’immenso tuo fattore.

KINONIKON

To Pnèvma su to agathòn odhighìsi me en ghi efthìa. Allilùia. 

Il tuo Spirito buono mi guidi per la via diritta. Allilùia..


DOPO “SOSON, O THEOS”: 

Evloghitòs ì, Christè .... Benedetto sei tu, o Cristo ...

Preghiera dell’Ambone

    Dopo la passione e la Resurrezione, avendo tu adempiuto la tua ascensione al cielo, che abbassasti per incarnarti a favore nostro dalla Vergine, e disceso, Cristo, la tua promessa fondasti sulla terra con la venuta del tuo Spirito Paraclito sui tuoi discepoli terreni.
   Ferma e tuttasanta dimora in essi, e mediante essi a quelli che avrebbero creduto con confermata stabilità, e con i tuoi variegati doni fondata la Chiesa, non togliere via la sua grazia da noi, contaminati dai peccati, ma fa morire ogni animo carnale presente in noi, che impedisce la sua Presenza in noi, respingi via da noi ogni pensiero che con parole e atti lo contristino, e ogni contaminata passione molesta e ottenebrante le nostre anime con la fermezza della sua luce.
   Fa’ di noi i ricettacoli della sua gloria, imitando noi il cenacolo di Sion, riempito del suo irraggiare. Mostra noi come troni del suo fuoco spirituale, ad imitazione degli Apostoli tuoi che lo ricevettero all'inizio, così che da lui resi saldi, siamo guidati sulla terra retta della tua immortale e beata promessa, dove sta la dimora di quanti si allietano in te e senza cessare glorificano te. Poiché tu sei il tutto glorificato insieme con il Padre tuo che non ha principio e il tuo coeterno e tuttosanto e buono vivificante Spirito, ora e sempre e per i secoli dei secoli.

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

Evloghitòs ì, Christè .... Benedetto sei tu, o Cristo ....


QUESTA SERA: VESPERO DELLO SPIRITO SANTO.

giovedì 21 maggio 2020

21 Maggio - Ascensione del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo - Foglio della Divina Liturgia

21 MAGGIO 2020

ASCENSIONE DEL SIGNORE DIO E SALVATORE NOSTRO GESÙ CRISTO.



Santi Costantino ed Elena.



1^ ANTIFONA

Pànda ta éthni, krotìsate chìras, alalàxate to Theò en fonì agalliàseos. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Popoli tutti, applaudite; acclamate a Dio con voce d’esultanza. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Mègas Kìrios ke enetòs sfòdhra, en pòli tu Theù imon, en òri aghìo aftù. Sòson imàs, Iiè Theù, o en dhòxi analifthìs af’imòn is tus uranùs, psàllondàs si: Alliluia.

Grande è il Signore e altamente da lodare nella città del nostro Dio, sul suo santo monte. O Figlio di Dio, che sei stato innalzato nella gloria, lontano da noi nei cieli, salva noi che a te cantiamo: Allilùia.

3^ ANTIFONA

Akùsate tàfta, pànda ta èthni, enotìsasthe, pàndes i kati-kùndes tin ikumènin.

Anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, charopiìsas tus mathitàs ti epanghelìa tu Aghìu Pnèvmatos, veveothèndon aftòn dhià tis evloghìas, òti si ì o Iiòs tu Theù, o Litrotìs tu kòsmu.

Udite questo, popoli tutti, prestate orecchio, voi tutti che abitate il mondo.

Ascendesti nella gloria, o Cristo Dio nostro, e rallegrasti i discepoli con la promessa del Santo Spirito, essendo essi confermati per la tua benedizione, che tu sei il Figlio di Dio, il Redentore mondo.

ISODIKÒN

Anèvi o Theòs en alàlagmo, Kìrios enfònì sàlpingos. Sòson imàs, Iiè Theù, o en dhòxi analifthìs af’imòn is tus uranùs, psàllondàs si: Alliluia.

È asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. O Figlio di Dio, che sei stato innalzato nella gloria, lontano da noi nei cieli, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, charopiìsas tus mathitàs ti epanghelìa tu Aghìu Pnèvmatos, veveothèndon aftòn dhià tis evloghìas, òti si ì o Iiòs tu Theù, o Litrotìs tu kòsmu.

Ascendesti nella gloria, o Cristo Dio nostro, e rallegrasti i discepoli con la promessa del Santo Spirito, essendo essi confermati per la tua benedizione, che tu sei il Figlio di Dio, il Redentore mondo.

Tu Stavrù su ton tipon en uranò theasamenos ke os o Pavlos tin klisin ux ex antropon dexamenos, on en vasilevsin Apostolos su, Kirie, Vasilevusan polin ti chirì su paretheto; in pirisoze dia pandòs en irni presvies this Theotoku, mone filantrope.     


Contemplo in cielo il segno della tua croce, e come Paolo, ricevuta la chiamata non da parte di uomini, il tuo apostolo trai re, o Signore, ha consegnato in tua mano la città regia: tu dunque conservala sempre in pace per l’intercessione della Madre di Dio, o solo amico degli uomini.

KONDAKION

Tin ipèr imòn pliròsas ikonomìan ke ta epì ghìs enòsas tis uranìis, anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, udhamòthen chorizòmenos, allà mènon adhiàstatos, ke voòn tis agapòsi se: egò imì meth’imòn, ke udhìs kath’imòn.

Dopo aver compiuto l’economia in nostro favore e unito le creature celesti alle terrestri, sei asceso al cielo in gloria, o Cristo Dio nostro, senza separarti da nessuna parte, ma rimanendo sempre unito e dicendo a coloro che ti amano: Io sono con voi e nessuno contro di voi.

APOSTOLOS (Atti 1, 1 - 12)

- Innalzati sopra i cieli, o Dio, su tutta la terra la tua gloria. (Sal.07,6).

- Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore; voglio cantare e inneggiare nella mia gloria. (Sal. 107,2).


Dagli Atti degli Apostoli.

    Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni».
     Così venutisi a trovare insieme, gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».
    Detto questo, fu elevato in alto sotto ì loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».
    Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

Alliluia (3 volte).

- Popoli tutti, applaudite, acclamate Dio con voci di gioia. (Sal. 46,2).

Alliluia (3 volte).

- È asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. (Sal. 46,6).

Alliluia (3 volte).

VANGELO  (Luca. 24, 36-53)

In quel tempo, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: Pace a voi! Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
    Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: Avete qui qualche cosa da mangiare?. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi.
    Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto. Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.
  Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio.


MEGALINARION

Se tin ipèr nùn ke lògon mitra Theù, tin en chròno ton àchronon afràstos kiìsasan, i pistì omofrònos megalìnomen.

Noi fedeli concordemente magnifichiamo te, Madre di Dio, che, in modo inconcepibile e ineffabile, nel tempo concepisti l’Eterno.


KINONIKON

Anèvi o Theòs en alalagmò, Kìrios en fonì sàlpingos. Alliluia.

È asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Allilùia.

DOPO “SOSON, O THEOS”: 

Anelìfthis en dhòxi....     Ascendesti nella gloria......


Preghiera dell’Ambone

    Innalza, Sovrano, fino ai cieli i pensieri di noi che adoriamo la tua potenza, e la mente nostra solleva a te dalle cure terrene, tu che in te stesso innalzasti la nostra natura umiliata, e la ponesti nel trono insieme con l'Altissimo Padre. E noi, che cerchiamo le realtà dall'Alto, rendi degni che sulla terra come nel cielo partecipiamo alla cittadinanza dove tu stai intronizzato alla destra di Dio, noi che attendiamo la tua gloriosa e tremenda Parusia, nel modo che mediante gli Angeli facesti conoscere ai beati tuoi Apostoli che contemplavano la tua ascesa al cielo. 
   E annoveraci tra quelli rapiti nelle nubi incontro a te, che viene a giudicare il mondo in giustizia, affinché insieme con essi noi eternamente esultiamo, godendo della tua soavità. Per il compiacimento e l'amore per gli uomini del Padre tuo che non ha principio, con il quale tu sei benedetto e glorificato con il tuo Spirito tuttosanto e buono e vivificante, ora e sempre e per i secoli dei secoli

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

Anelìfthis en dhòxi....     Ascendesti nella gloria......

sabato 1 febbraio 2020

La Domenica Bizantina - Domenica 02 Febbraio 2020 - Solennità della Presentazione al Tempio del Signore - Domenica del Fariseo e del pubblicano

2 FEBBRAIO 2020

Del Fariseo e del Pubblicano
PRESENTAZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO AL TEMPIO
YPAPANTÌ


Tono I; Eothinòn I


1^ ANTIFONA

Exirèfxato i kardhìa mu lògon agathòn; lègo egò ta èrga mu to vasilì. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Effonde il mio cuore una soave parola, canto i miei versi al re. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Perìzose tin romfèan su epì ton miròn su, Dhinatè, ti oreòtitì su ke to kàlli su. Sòson imàs, Iiè Theù, o en angàles tu dhikèu Simeòn vastachthìs, psàllondàs si: Alliluia.

Cingiti la tua spada al fianco, o Fortissimo, nel tuo splendore e nella tua maestà. Salva, o Figlio di Dio, che sei stato portato tra le braccia del giusto Simeone, noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Akuson, thìgater, ke ìdhe; ke klìnon to ùs su, ke epilàthu tu laù su ke tu ìku tu patròs su.

Chère, kecharitomèni Theotòke Parthène; ek sù gar anètilen o Ìlios tis dhikeosìnis, Christòs o Theòs imòn, fotìzon tus en skòti. Effrènu ke sì, Presvìta dhìkee, dexàmenos en angàles ton eleftherotìn ton psichòn imòn, charizòmenon imìn ke tin anàstasin.

Ascolta, o figlia, guarda e china il tuo orecchio, e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Salve, o piena di grazia, Madre di Dio e Vergine, poiché da te spuntò il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, illuminante coloro che giacevano nelle tenebre. Rallegrati anche tu, giusto Vegliardo, che hai ricevuto tra le braccia il Redentore delle anime nostre, che ci dona anche la resurrezione.

ISODIKÒN

Eghnòrise Kìrios to sotìrion aftù enandìon pàndon ton ethnòn. Sòson imàs, Iiè Theù, o en angàles tu dhikèu Simeòn vastachthìs, psàllondàs si: Alliluia. 

Il Signore ha reso nota la sua salvezza al cospetto di tutte le genti. Salva, o Figlio di Dio, che sei stato portato tra le braccia del giusto Simeone, noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKION

Tu lìthu sfraghisthèndos ipò ton Iudhèon, ke stratiotòn filassòndonto àchrandòn su sòma, anèstis triìmeros, Sotìr, dhorùmenos to kòsmo tin zoìn. Dhià tùto e Dhinàmis ton uranòn evòon si, Zoodhòta: Dhòxa ti anastàsi su, Christè, dhòxa ti vasilìa su, dhòxa ti ikonomìa su, mòne filànthrope.

Sigillata la pietra dai giudei, mentre i soldati erano a guardia del tuo corpo immacolato, sei risorto il terzo giorno, o Salvatore, donando la vita al mondo. Per questo le schiere celesti gridavano a te, datore di vita: Gloria alla tua risurrezione, o Cristo, gloria al tuo regno, gloria alla tua economia, o solo amico degli uomini.

Chère, kecharitomèni Theotòke Parthène; ek sù gar anètilen o Ìlios tis dhikeosìnis, Christòs o Theòs imòn, fotìzon tus en skòti. Effrènu ke sì, Presvìta dhìkee, dexàmenos en angàles ton eleftherotìn ton psichòn imòn, charizòmenon imìn ke tin anàstasin.


Salve, o piena di grazia, Madre di Dio e Vergine, poiché da te spuntò il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, illuminante coloro che giacevano nelle tenebre. Rallegrati anche tu, giusto Vegliardo, che hai ricevuto tra le braccia il Redentore delle anime nostre, che ci dona anche la resurrezione.

KONDAKION

O Mìtran Parthenikìn aghiàsas to tòko su, ke chìras tu Simeòn evloghìsas, os èprepe, profthàsas ke nin èsosas imàs, Christè o Theòs. All’irìnevson en polèmis to polìtevma, ke kratèoson Vasilìs us igàpisas, o mònos filànthropos.

Tu che hai santificato con la tua nascita il seno della Vergine ed hai benedetto come conveniva le mani di Simeone, sei venuto e hai salvato anche noi, Cristo Dio. Conserva nella pace il tuo popolo e rendi forti coloro che ci governano, o solo amico degli uomini.

APOSTOLOS (Eb. 7, 7-17)

- L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore. (Lc.1,46-47).

- Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Lc.1,48).

Dalla lettera agli Ebrei.

    Fratelli, senza dubbio, è l’inferiore che è benedetto dal superiore. Inoltre, qui riscuotono le decime uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si attesta che vive. Anzi si può dire che lo stesso Levi, che pur riceve le decime, ha versato la sua decima in Abramo: egli si trovava infatti ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne incontro Melchìsedek.
    Or dunque, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico - sotto di esso il popolo ha ricevuto la legge - che bisogno c’era che sorgesse un altro sacerdote alla maniera di Melchìsedek, e non invece alla maniera di Aronne? Infatti, mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge. Questo si dice di chi è appartenuto a un’altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all’altare.
    È noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio. Ciò risulta ancor più evidente dal momento che, a somiglianza di Melchìsedek, sorge un altro sacerdote, che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. Gli è resa infatti questa testimonianza: Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.

Alliluia (3 volte).

- Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza. (Lc.2,29-30).
Alliluia (3 volte).

- Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele. (Lc.2,32).

Alliluia (3 volte).

VANGELO (Luca. 2, 22-40) 

    In quel tempo, i Genitori portarono il bambino Gesù a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
    Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”. Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
    Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.
    C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
    Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui. 

MEGALINARION

Theotòke, i elpìs pàndon ton Christianòn, skèpe, frùri, fìlat-te tus elpìzondas is sè. En nòmo, skià ke gràmmati tìpon katìdhomen i pistì; pàn àrsen to tin mìtran dhianìgon àghion Theò; dhiò protòtokon Lògon, Patròs anàrchu Iiòn, prototo-kùmenon Mitrì apiràndhro megalìnomen.

Madre di Dio, speranza di tutti i cristiani, proteggi, difendi, custodisci coloro che sperano in te. Nella legge, ombra e lettera, noi credenti abbiamo visto la figura: ogni primogenito maschio sarà consacrato a Dio; perciò noi magnifichiamo il Verbo primoge-nito, il Figlio del Padre eterno, divenuto primogenito della Madre ignara di nozze.

KINONIKON

Potìrion sotirìu lìpsome, ke to ònoma Kirìu epikalèsome. Alliluia.

Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.


Preghiera dell’Ambone

Sovrano Signore Dio, che inviasti il monogenito tuo Figlio e Verbo nel mondo, nato dalla donna, nato sotto la Legge, per riscattarlo, e mediante lo Spirito tuo preannunziasti all'anziano Simeone la sua presenza, e a lui lo indicasti come ormai presente, benedici anche noi, indegni servi tuoi, con il tuo rifulgere, e accetta le nostre suppliche, come la confessione della tua profetessa Anna, e rendici degni di sostenere con braccia spirituali il tuo Verbo incarnato, e come tempi santificati di contenere il tuttosanto tuo Spirito, e i fedeli governanti rendi lieti con la tua potenza, gratificandoli della vittoria contro i loro nemici, affinché anche in noi sia glorificato il magnifico nome tuo e del monogenito tuo Figlio e dell'adorato e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e per i secoli dei secoli.