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sabato 11 gennaio 2020

La Domenica Bizantina - Domenica 12 Gennaio 2020 - Domenica dopo le Luci

12 GENNAIO 2020
DOMENICA DOPO LA TEOFANIA 
Memoria della martire Taziana.


Tono pl. II; Eothinòn IX

1^ ANTIFONA

En exòdho Israìl ex Eghìptu, ìku Iakòv, ek laù varvàru. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Igàpisa, òti isakùsete Kìrios tis fonìs tis dheìseòs mu. Sòson imàs, Iiè Theù, o en Iordhàni ipo Ioànnu vaptisthis psàllondàs si alliluia.

Amo il Signore perché egli ascolta la voce della mia supplica. O figlio di Dio, che sei stato battezzato da Giovanni nel Giordano, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Exomologhìsthe to Kirìo, òti agathòs, òti is ton eòna to èleos aftù.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.

Celebrate il Signore perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

ISODIKÒN

Evloghìmenos o erchòmenos en onòmati Kirìu. Theòs Kìrios ke epèfanen imìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o ana-stàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Dio è il Signore ed è apparso a noi. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Anghelikè Dhinàmis epì to mnìma su, ke i filàssondes apenekròthisan; ke ìstato Marìa en to tàfo, zitùsa to achrandòs su Sòma; eskìlevsas ton Àdhin, mi pirasthìs ip’aftù; ipìndisas ti Parthèno, dhorùmenos tin zoìn. O anastàs ek ton nekròn, Kìrie, dhòxa si.

Le potenze angeliche si appressa-rono al tuo sepolcro, e i custodi divennero come morti, mentre Maria stava presso la tomba, cercan-do il tuo corpo immacolato. Tu hai depredato l’ade, senza esserne toccato; tu sei andato incontro alla Vergine, donando la vita. O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

En Iordhàni vaptizomènu su, Kìrie, i tis Triàdhos efaneròthi proskìnisis; tu gar Ghennìtoros i fonì prosemartìri si, agapitòn se Iiòn onomàzusa; ke to Pnèvma en ìdhi peristeràs evevèu tu lògu to asfalès.  O epifanìs, Christè o Theòs, ke ton kòsmon fotìsas, dhòxa si.


Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, si è manifestata l’adorazione della Trinità: la voce del Padre ti rendeva infatti testimonianza, chiamandoti ‘Figlio diletto’, e lo Spirito in forma di colomba confermava la sicura verità di questa parola. O Cristo Dio che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo gloria a te.

APOLITIKION

Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos enkratìas dhidàskalon anèdhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alìthia; dhià tùto ektìso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia; Pàter Ierarcha Nicòlae, prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.

KONDAKION

Epefànis sìmeron ti ikumèni, ke to fòs su, Kìrie, esimiòthi ef’imàs en epignòsi imnùndas se: Ilthes, efànis, to fòs to apròsiton.

Ti sei manifestato oggi a tutto il mondo, e la tua luce, Signore, è stata impressa su di noi, che riconoscendoti a te inneggiamo: Sei venuto, sei apparso, o luce inaccessibile.

INVECE DEL TRISÀGHION

Osi is Christòn evaptìsthite, Christòn enedhìsasthe. Alliluia.

Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Alliluia.

APOSTOLOS (Ef. 4,7-13)

- Scenda su di noi la tua misericordia, o Signore, come abbiamo sperato in te. (Sal. 32,22).
- Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode. (Sal. 32,1).

Dalla lettera di San Paolo agli Efesini

    Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.
   Ma che significa la parola “ascese”, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. E` lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. 

Alliluia (3 volte).

- Canterò in eterno la tua misericordia, o Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà di generazione in generazione. (Sal. 88,2). 

Alliluia (3 volte).

- Poiché hai detto: “La mia grazia durerà per sempre”; la tua verità è fondata nei cieli. (Sal. 88,3).  Alliluia (3 volte).


VANGELO (Mt.4, 12-17)

    In quel tempo, avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.

MEGALINARION 

Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endhoksotéran ton àno stratevmàton. Aporì pàsa glòssa evfimìn pros aksìan; ilinghià dhe nus ke iperkòsmios imnìn se, Theotòke; òmos agathì ipàrchusa tin pìstin dhèhu; ke gar ton pòthon ìdhas ton èntheon imòn: si gar Christianòn i prostàtis, se megalìnomen.

Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Ogni lingua è incapace di cantarti degnamente ed anche uno spirito celeste esita a cantarti o madre di Dio; ma tu, piuttosto, essendo buona, accetta la fede; tu conosci infatti il nostro desiderio da Dio ispirato; tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

KINONIKON

Epefàni i chàris tu Theù i sotìrios pàsin anthròpis. Alliluia.

La grazia salvatrice di Dio s’è mostrata a tutti gli uomini. Alliluia.

DOPO “SOSON, O THEOS”: 

En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano,

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
En Iordhàni vaptizomènu su,     Al tuo battesimo nel Giordano, 


VENERDÌ 17: Festività di Sant’Antonio il Grande


sabato 19 ottobre 2019

La Domenica Bizantina - Domenica 20 Ottobre 2019 - Domenica VI di Luca

20 OTTOBRE 2019
DOMENICA XIX
(VI DI SAN LUCA)
SANT’ARTEMIO MEGALOMARTIRE.
Tono II; Eothinòn VIII


1^ ANTIFONA

Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs. 

Buona cosa è lodare il Signore, ed inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia

Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.

Òte katìlthes pros ton thànaton, i zoì i athànatos, tòte ton Àdhin enèkrosas ti astrapì tis Theòtitos; òte dhe ke tus tethneòtas ek ton katachthonìon anèstisas, pàse e Dhinàmis ton epuranìon ekràvgazon; Zoodhòta Christè, o Theòs imòn, dhòxa si.

Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.

Quando discendesti nella morte, o vita immortale, allora mettesti a morte l’Ade con la folgore della tua divinità; e quando risuscitasti i morti dalle regioni sotterranee, tutte le schiere delle regioni celesti gridavano: O Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Òte katìlthes pros ton thànaton, i zoì i athànatos, tòte ton Àdhin enèkrosas ti astrapì tis Theòtitos; òte dhe ke tus tethneòtas ek ton katachthonìon anèstisas, pàse e Dhinàmis ton epuranìon ekràvgazon; Zoodhòta Christè, o Theòs imòn, dhòxa si.

Quando discendesti nella morte, o vita immortale, allora mettesti a morte l’Ade con la folgore della tua divinità; e quando risuscitasti i morti dalle regioni sotterranee, tutte le schiere delle regioni celesti gridavano: O Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

Pikìlis vasànis enathlìsas, Makàrie, os sterròs adhàmas ton paravàtin katìschinas; ke gar en pètra meghìsti piesthìs, dhià tin pètran Christòn ke ekisthìs, stèfos edhèxo tu martirìu, Megalomàrtis Artèmie; dhòxa to se enischìsanti, dhòxa to se stefanòsandi, dhòxa to energùndi dià su, pasin iàmata.

Lottando fra tormenti multiformi, o beato, come solido acciaio hai svergognato l’apostata: schiacciato infatti con un’enorme pietra, percosso per la pietra che è Cristo, hai ricevuto la corona del martirio, megalomartire Artemio. Gloria a colui che ti ha dato forza, gloria a colui che ti ha incoronato, gloria a colui che per mezzo tuo opera guarigioni per tutti.

APOLITIKION (DEL SANTO DELLA CHIESA)

Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos enkratìas dhidàskalon anèdhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alìthia; dhià tùto ektìso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia; Pàter Ierarcha Nicòlae, prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre. 

KONDAKION

O katharòtatos naòs tu Sotìros, i politìmitos pastàs ke Parthènos, to ieròn thisàvrisma tis dhòxis tu Theù sìmeron isàghete en to ìko Kirìu, tin chàrin sinisàgusa tin en Pnèvmati thìo; in animnùsin àngheli Theù; àfti ipàrchi skinì epurànios. 

Il tempio purissimo del Salvatore, il preziosissimo talamo e Vergine, il tesoro sacro della gloria di Dio viene introdotto in questo giorno nella casa del Signore, recando con sé la grazia dello Spirito divino; a Lei inneggiano gli Angeli di Dio: Costei è celeste dimora.

APOSTOLOS (Gal 1, 11-19)

- Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola. (Sal 18,5)

- I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani. (Sal 18, 2)

Dalla lettera di San Paolo ai Galati.

Vi dichiaro fratelli, che il vangelo da me annunziato non è modellato sull’uomo; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo. Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando colui che mi scelse sin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro; ma solo Giacomo, il fratello del signore.

Alliluia (3 volte).

- I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, e la tua fedeltà nella assemblea dei Santi. (Sal. 88, 6).

Alliluia (3 volte).

- Dio è tremendo nell’assemblea dei Santi, grande e terribile tra quanti lo circondano. (Sal. 88, 8). Alliluia (3 volte).

VANGELO (Luca. 8, 26-39)

In quel tempo, Gesù e i suoi approdarono nella regione dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri. Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: “Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!”. Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti s’era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?”. Rispose: “Legione”, perché molti demòni erano entrati in lui. E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso.
Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise. I demòni uscirono dall’uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio dalla rupe nel lago e annegò. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei villaggi. La gente uscì per vedere l’accaduto, arrivarono da Gesù e trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento. Quelli che erano stati spettatori riferirono come l’indemoniato era stato guarito. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: “Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto”. L’uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto.

KINONIKON

Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.

Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell’alto. Alliluia.


Sabato 26: San Demetrio megalomartire. Patrono della Nostra Eparchia di Piana degli Albanesi. Ricordo del grande sisma di Costantinopoli.

venerdì 13 settembre 2019

Foglio Liturgico della Festa dell'Esaltazione della Santa Croce

UNIVERSALE ESALTAZIONE DELLA CROCE PREZIOSA E VIVIFICANTE




PRIMA ANTIFONA

O Theòs, o Theòs mu, pròsches mi: ìna ti enkatelipès me. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs. 

Dio, Dio mio, guarda a me: perché mi hai abbandonato? Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci. 

SECONDA ANTIFONA

Ìna ti, o Theòs, apòso is tèlos, orghìsthi o thimòs su epì pròvata nomì su.  Sòson imàs, Iiè Theù, o sarkì stavrothìs, psallondàs si: Allilùia. 

Perché, o Dio, ci hai rigettato per sempre? Perché divampa il tuo furore contro le pecorelle del tuo gregge? Salva, o Figlio di Dio, che sei stato crocifisso nella carne, noi che a te cantiamo: Alliluia.


TERZA ANTIFONA

O Kyrios evasìlevsen orghizèsthosan laì, o kathìmenos epì ton Cheruvìm, salevthìto i ghi.

Sòson, Kyrie, ton laòn su ke evlòghison tin klironomìan su, nìkas tis evsevèvsi katà varvaron dhorùmenos ke to son filàtton dhià tu Stavrù su polìtevma.

Il Signore regna, tremino i popoli! Siede sui Cherubini, si scuota la terra!

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; accorda ai pii fedeli vittoria sul maligno e proteggi con la tua croce il tuo popolo.

ISODIKON

Ipsùte Kyrion ton Theòn imòn, ke proskinìte to ipopodhìo ton podhòn aftù, òti àghios estì. Sòson imàs, Iiè Theù, o sarkì stavrothìs, psallondàs si: Allilùia.

Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché egli è santo.  Salva, o Figlio di Dio, che sei stato crocifisso nella carne, noi che a te cantiamo: alliluia. 

TROPARI

Sòson, Kyrie, ton laòn su ke evlòghison tin klironomìan su, nìkas tis evsevèvsi katà varvaron dhorùmenos ke to son filàtton dhià tu Stavrù su polìtevma.


Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; accorda ai pii fedeli vittoria sul maligno e proteggi con la tua croce il tuo popolo.

O ipsothìs en do Stavrò ekusìos, ti eponìmo su kenì politìa, tus iktirmùs su dhòrise, Christè o Theòs, èffranon en ti dhinàmi su tus pistùs evsevìs imòn, nìkas chorigòn aftìs katà ton polemìon. Tin simmachìan èchien tin sin, òplon irìnis aìttiton tròpeon. 

 Tu che volontariamente sei stato innalzato sulla croce, dona, o Cristo Dio, la tua compassione, al popolo nuovo che porta il tuo nome: rallegra con la tua potenza i tuoi pii fedeli, concedendo loro vittoria contro il maligno. Possano avere la tua alleanza, arma di pace, invitto trofeo. 

TRISAGHION

Ton Stavròn su proskinùmen,  Dhèspota, ke tin  aghìan Ìpsosin dhoxàzomen.

 Adoriamo la tua Croce, o  Sovrano, e glorifichiamo la  santa Esaltazione.


EPISTOLA

Esaltate il Signore nostro Dio. 

Il Signore regna, tremino i popoli; siede sui cherubini si scuota la terra. 

Lettura della prima lettera di Paolo ai Corinzi (1, 18 - 24) 

Fratelli, la parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti. Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. 

Ricordati del tuo popolo, che ti sei acquistato nei tempi antichi; hai riscattato lo scettro della tua eredità. 

Eppure Dio che è nostro re prima dei secoli ha operato la salvezza nella nostra terra.

VANGELO

Lettura del santo Vangelo secondo Giovanni (19, 6 - 11. 13-20. 25 - 28a. 30 – 35) 

In quel tempo, i sommi sacerdoti e gli Anziani tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. E lo condussero da Pilato dicendo: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litostroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 

MEGALINARION

Mistikòs i, Theotòke, Paràdhisos, agheorghìtos vlastìsasa Christòn, if’ù to tu Stavrù zoifòron en ghi pefitùrghite dhèndhron; dhi’ù nin ipsumènu proskinùndes aftòn, se megalìnomen. 

Sei mistico paradiso che, senza coltivazione, o Madre di Dio, ha prodotto il Cristo, dal quale è stato piantato sulla terra l’albero vivificante della croce: adorando lui, per essa che ora viene esaltata, noi magnifichiamo te 

KINONIKON 

Esimiòthi ef’imàs to fos tu prosòpu su, Kyrie. Allilùia. 

Risplenda su di noi, o Signore, la luce del tuo volto. Allìluia.

PREGHIERA OPISTAMVONOS

Signore, tu che sei più sublime di ogni altezza, hai sopportato volontariamente l’innalzamento del corpo sulla Croce, affinché distendendo le tue mani pure attirassi tutti a te. Compiuto il tuo innalzamento di umiliazione, hai rialzato la nostra natura precipitata fino all’Ade a causa della falsa esaltazione e della vuota presunzione. Sulla terra le genti ti celebrano con teologici inni come sublime potenza dell’altissimo Padre e sei glorificato con sacrificio di lode. Tu, con l’esaltazione della tua preziosa Croce, scolpisci su una colonna la rovina della superbia dei demoni, che hai in essa operato. Tu ottieni il trionfo con la vittoria sulla morte. Tu annunzi davanti a tutti che hai rialzato la nostra stirpe dall’antica caduta. Non disprezzare ora le nostre suppliche, con cui abbiamo invocato e invochiamo la tua compassione, ma come misericordioso abbi pietà di noi, che celebriamo l’esaltazione del tuo trofeo e la sua divina adorazione. Donaci un potente aiuto contro ogni velenosa astuzia dei serpenti spirituali; agisci con noi come anticamente con gli Israeliti morsi dai serpenti, ai quali concedesti la guarigione quando alzavano lo sguardo verso il serpente di bronzo innalzato da Mosè. Abbatti il peccato che si è innalzato contro di noi, e - per mezzo delle virtù a esso contrarie - rialza noi che siamo caduti sotto il suo potere. A vantaggio dei regnanti che hanno per vanto la Croce, sottometti ogni ribellione dei barbari; spezza ogni forza dei nemici; distruggi ogni tracotanza dei tiranni. Come un tempo hai volto in fuga Amalek, quando Mosè sul colle alzò le mani in forma di croce, così atterra ogni potenza che si leva contro la tua Chiesa. Annienta ogni altezza che si solleva contro la tua conoscenza; chiudi ogni bocca che si apre per lanciare bestemmie contro di te; illumina ogni cuore ottenebrato dall’ignoranza; allontana la nostra mente da ogni pensiero che la spinge lontano da te. Affinché anche noi innalzati dalla contemplazione di cose celesti e beate, possiamo pervenire alla perpetua, eterna e vera esaltazione che si addice a coloro che senza limiti sono guidati da te e amano il tuo regno. Tu sei infatti colui che esalta e che umilia, e noi rendiamo gloria a te, e al Padre e al Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

sabato 31 agosto 2019

La Domenica Bizantina - Domenica 1 Settembre 2019

1 SETTEMBRE
DOMENICA XII DI MATTEO
Inizio dell’Indizione e memoria del nostro santo padre Simeone stilita; celebrazione della Santissima Madre di Dio del monastero dei Miaseni, del santo martire Aeitala, delle sante 40 donne e di Ammone diacono; memoria dei santi martiri Callista, Evodio e Ermogene, fratelli; memoria di San Giosuè di Navì e commemorazione del grande incendio (461). 
Tono III; Eothinòn IV


1^ ANTIFONA

Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Buona cosa è lodare il Signore, e inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

O Kìrios evasìlefen, efprè-pian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.

Effrenèstho ta urània, agaliàstho ta epighia, òte epiìse kràtos en vrachioni aftù o Kìrios; epàtise to thanàto ton thànaton, protòkos ton nekròn eghèneto; ek kilias Adhu errìsato imàs ke parèsche to kòsmo to mèga èleos.

Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore. 

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dei morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.

ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.

Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Effrenèstho ta urània, agaliàstho ta epighia, òte epiìse kràtos en vrachioni aftù o Kìrios; epàtise to thanàto ton thànaton, protòkos ton nekròn eghèneto; ek kilias Adhu errìsato imàs ke parèsche to kòsmo to mèga èleos.

Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dei morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.


O pàsis Dhímiurgòs tis ktìseos, o kerùs ke chrònus en ti idhìa exusìa thèmenos, evlòghison ton stèfanon tu eniaftù tis christòtitòs su, Kìrie, filàtton en irìni tus vasilìs ke tas pòlis su, presvìes tis Theotòku ke sòson imàs.

Artefice di tutto il creato, che hai posto in tuo potere tempi e momenti, benedici la corona del-l’anno della tua benignità, Signo-re, custodendo nella pace i tuoi re e la tua città, per intercessione della Madre di Dio: e salvaci.  

Chère kecharitomèni Theotòke Parthène, limìn ke prostasìa tu ghènus ton anthròpon; ek su gar esarkòthi o Litrotìs tu kòsmu; mòni gar ipàrchis Mìtir ke Parthènos, aì evloghimèni ke dhedhoxasmèni. Prèsveve Chri-stò to Theò, irìnin dhorìsasthe pàsi ti ikumèni.

Gioisci, piena di grazia, Vergine Madre di Dio, porto e protezione del genere umano: da te infatti si è incarnato il Redentore del mondo, e tu sola sei madre e vergine, sempre bene-detta e glorificata: intercedi presso il Cristo Dio perché doni pace a tutta la terra.

Ipomonìs stì1os ghègonas, zilòsas tus propàtoras, òsie, ton Iòv en tis pàthesi, ton Iosìf en tis pirasmìs, ke tin ton asomàton politìan, ipàrchon en sòmati. Simeòn patìr imòn òsie, prèsveve Christò to Theò sothìne tas psichàs imòn.


Sei divenuto colonna di pazienza, emulando i progenitori, o santo: Giobbe nei patimenti, Giuseppe nelle tentazioni, e il modo di vita degli incorporei, pur essendo in un corpo. Simeone, santo padre nostro, intercedi presso il Cristo Dio per la salvezza delle anime nostre.

APOLITIKION (DEL SANTO DELLA CHIESA)

Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos enkratìas dhidàskalon anèdhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alìthia; dhià tùto ektìso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia; Pàter Ierarcha Nicòlae, prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.

Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.

KONDAKION

O ton eònon piitìs ke Despòtis, Theè ton òlon iperùsie òndos tin eniàfsion evlòghison perìodhon sòzon to elèi su to apìro, Iktìrmon, pàndas tus latrèvondas si to mòno Dhespòti, ke ekvoòndas fòvo, Litrotà. Èfforon pàsi to ètos chorìghison.

O Sovrano Creatore dei secoli, Dio sovrasostanziale di tutte le cose, benedici il ciclo dell’anno salvando, con la tua infinita misericordia, o Compassionevole, tutti coloro che adorano Te, come solo Signore, ed esclamano con timore; o Redentore, fa che l’anno sia abbondante per tutti.

APOSTOLOS (1 Tim. 2, 1-7)

- Grande è il Signore nostro e grande è la sua potenza e la sua sapienza non ha confini (Sal 146,5)

- Lodate il Signore perché il Signore è buono; cantate il suo nome perché è buono (Sal 146, 1)


Dalla prima lettera di San Paolo a Timoteo.

    Figlio Timoteo, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo -dico la verità, non mentisco-, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

Alliluia (3 volte).

- A Te spetta la lode, o Dio, in Sion e a Te si rivolge la preghiera a Gerusalemme. (Sal 64,2)      Alliluia (3 volte).

- Ci sazieremo dei beni della tua casa. (Sal 64, 5) 
Alliluia (3 volte).

VANGELO (Luca 4, 16-22)

    Gesù, si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo, trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”.  Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi». Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».

KINONIKON

Evlòghison ton stèfanon tu eniaftù tis christòtitòs su, Kìrie. Allilùia

Benedici il ciclo dell’anno con la tua bontà, Signore. Allilùia. 




domenica 11 agosto 2019

15 Agosto- Solennità della Dormizione (Kimisis) della Madre di Dio - Foglietto Liturgico

15 AGOSTO

Dormizione della Ss.ma Signora nostra, 
Madre di Dio e sempre Vergine Maria.



1^ ANTIFONA

Alalàxate to Kirìo pàsa i ghì, psàlate dhì to onòmati aftù, dhòte dhòxan enèsi aftù. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

Applaudite a Dio, o abitanti della terra tutta; inneggiate al suo nome, date gloria alla sua lode. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Agapà Kìrios tas pìlas Siòn, ipèr pànda ta skinòmata Iakòv. Sòson imàs, Iiè Theù, o en aghìis thavmastòs, psàllondàs si: Alliluia.

Ama il Signore le porte di Sion sopra tutte le dimore di Giacobbe. O Figlio di Dio, ammirabile nei Santi, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Etìmi i kardhìa mu, o Theòs, etìmi i kardhìa mu; àsome ke psalò en ti dhòxi mu.

Pronto è il mio cuore, o Dio, pronto è il mio cuore, canterò ed inneggerò nella mia gloria.

En ti ghennìsi tin parthenìan efìlaxas, en ti Kimìsi ton kòsmon u katèlipes, Theotòke. Metèstis pros tin zoìn, Mìter ipàrchusa tis zoìs, ke tes presvìes tes ses litrumèni ek thanàtu tas psichàs imòn.

Nel parto hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; tu passasti alla vita, essendo Madre della vita, e per le tue preghiere liberasti le anime nostre dalla morte.

ISODIKÒN

Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o en aghìis thavmastòs, psàllondàs si: Alliluia.

Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, ammirabile nei Santi, salva noi che a te cantiamo: Alleluia.

APOLITIKION

En ti ghennìsi tin parthenìan efìlaxas, en ti Kimìsi ton kòsmon u katèlipes, Theotòke. Metèstis pros tin zoìn, Mìter ipàrchusa tis zoìs, ke tes presvìes tes ses litrumèni ek thanàtu tas psichàs imòn.

Nel parto hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; tu passasti alla vita, essendo Madre della vita, e per le tue preghiere liberasti le anime nostre dalla morte.

KONDAKION

Tin en presvìes akìmiton Theotòkon ke prostasìes ametàtheton elpìdha, tàfos ke nèkrosis uk ekràtisen; os gar zoìs Mitèra pros tin zoìn metèstisen o mìtran ikìsas aipàrthenon.

La tomba e la morte non prevalsero sulla Madre di Dio che intercede incessantemente per noi pregando e rimane immutabile speranza nelle nostre necessità. Infatti colui che abitò un seno sempre vergine ha assunto alla vita colei che è Madre della vita.

APOSTOLOS (Filip 2, 5-11)

- L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore. (Lc 1,46-47).
- Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Lc. 1,48).

Dalla lettera di S. Paolo ai Filippesi.

Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, no  considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; m  spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni
ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Alliluia (3 volte).

- Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo, tu e l’arca della tua santità. (Sal 131,8).

Alliluia (3 volte).

- Il Signore ha giurato a Davide la verità e non la ritratterà: “Il frutto del tuo seno io porrò sul tuo trono”. (Sal 131,11).

Alliluia (3 volte).

VANGELO (LUCA 10, 38-42 e 11, 27-28)

In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”. Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

MEGALINARION

E gheneè pàse makarizomèn se tin mònin Theotòkon. Nenìkinde tis fìseos i òri en si, nParthène àchrande: parthenèvi gar tòkos ke zoìn promnistèvete thànatos. I metà tòkon Parthènos ke metà thànaton zòsa, sòzis aì, Theotòke, tin klironomìan su.

Tutte le generazioni ti proclamano beata e unica Madre di Dio. In Te, Vergine immacolata, son vinte le leggi della natura! Verginale infatti è stato il tuo parto e la tua morte ha annunziato la vita. Tu, o Madre di Dio, rimasta vergine dopo il parto e vivente dopo la morte, salva sempre la tua eredità.

KINONIKON

Potìrion sotirìu lìpsome, ke to ònoma Kirìu epikalèsome. Allilùia

Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Allilùia.

Preghiera dell'Ambone

Cristo Dio nostro, che in forza della morte trasponesti l'incorrotta tua Madre dalla vita alla vita pura, e sepolta lei nella tomba della corruzione la rendesti indicibilmente più alta, e dopo la cura funebre di lei radunasti da ogni dove i tuoi Apostoli, tu, per le intercessioni di lei, lava da ogni pensiero e opera di morte tutti noi che festeggiamo il suo trapasso, e libera da ogni corruzione spirituale, e salva dalla disperazione della morte, e custodisci dalla tomba dell'incredulità e dell'eresia, e per i fedeli governanti seppellisci ogni insidia e tirannia, e rendi morta ogni audacia dei barbari, e umilia l'arroganza di tutti quelli che si levano contro la tua predicazione, e rendi tutti degni della vita eterna, poiché tu vuoi che tutti gli uomini siano salvati, e conviene la gloria a te, insieme con tuo Padre che non ha principio e con il tuttosanto e buono e vivificante Spirito, ora e sempre e per i secoli dei secoli.

INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”

Apòstoli ek peràton sinathristhèndes enthàde, Ghetsimanì to chorìo kidhefsatè mu to sòma; ke si, Iiè kè Theè mu, paralavè mu to pnèvma.

O Apostoli, accorsi da lontano qui, nella località del Getsemani, seppellite il mio corpo; e tu, o mio Figlio e Dio, prendi il mio spirito.