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domenica 24 novembre 2019
lunedì 28 gennaio 2019
domenica 20 gennaio 2019
domenica 13 gennaio 2019
giovedì 10 gennaio 2019
sabato 22 dicembre 2018
La Domenica Bizantina - Domenica 23 Dicembre 2018
23 DICEMBRE 2018
Domenica prima del Natale: dei Ss. Padri: da Adamo
fino a Giuseppe, sposo di Maria
1^ ANTIFONA
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.
Anghelikè Dhinàmis epì to mnìma su, ke i filàssondes apenekròtisan; ke istato Marìa en to tàfo zitùsa to achrandòn su sòma. Eskìlefsas ton Adhin mi pirasthìs ip’aftù, ipìndisas ti Parthèno, dhorùmenos tin zoìn. O anastàs ek ton nekròn, Kìrie, dhòxa si.
Le potenze angeliche si appressarono al tuo sepolcro, e i custodi divennero come morti, mentre Maria stava presso la tomba, cercando il tuo corpo immacolato. Tu hai depredato l’Ade, senza esserne toccato; tu sei andato incontro alla Vergine, donano la vita. O risorto dai morti, Signore, gloria a te.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKIA
Anghelikè Dhinàmis epì to mnìma su, ke i filàssondes apenekròtisan; ke istato Marìa en to tàfo zitùsa to achrandòn su sòma. Eskìlefsas ton Adhin mi pirasthìs ip’aftù, ipìndisas ti Parthèno, dhorùmenos tin zoìn. O anastàs ek ton nekròn, Kìrie, dhòxa si.
Le potenze angeliche si appressarono al tuo sepolcro, e i custodi divennero come morti, mentre Maria stava presso la tomba, cercando il tuo corpo immacolato. Tu hai depredato l’Ade, senza esserne toccato; tu sei andato incontro alla Vergine, donano la vita. O risorto dai morti, Signore, gloria a te.
Etimàzu Vithleèm, ìnikte pàsin i Edhèm; evtrepìzu Efrathà, òti to xìlon tis zoìs en do spilèo exìnthisen ek tis Parthènu. Paràdisos ke gar i ekìnis gastìr edhìchthi noitòs, en o to thìon fitòn ex u fagòndes zìsomen, uchì dhe os o Adhàm tethnixòmetha. Chistòs gennàte, tin prin pesùsan anastìson ikòna.
Preparati, o Bethlem, a tutti si apre l'Eden; esulta, o Efrata, poiché nella grotta sta per fiorire dalla Vergine l'albero della vita! Il di Lei seno appare come un giardino spirituale, nel quale germoglia il frutto divino, e noi mangiandone vivremo e non morremo come Adamo. Cristo nasce per rialzare la decaduta immagine dell'uomo.
Megàla ta tis pìsteos katorthòmata! En ti pighì tis flogòs, os epì ìdhatos anapàfseos, i Aghii tris Pèdhes igàllondo; ke o profìtis Dhaniìl leòndon pimìn os provàton edhìknito. Tes aftòn ikesìes, Christè o Theòs, sòson tas psichàs imòn.
Grandi sono le opere della fede! I tre fanciulli nella fornace ardente gode-vano come in un’acqua ristoratrice! E il santo profeta Daniele se ne stava in mezzo ai leoni, come un pastore di pecorelle. Deh! Per la loro intercessione, o Cristo Dio, salva le anime nostre.
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.
KONDAKION
I Parthènos sìmeron ton proeònion Lògon en spilèo èrchete apotekìn aporrìtos. Chòreve, i ikumèni akutisthìsa; dhòxason metà anghèlon ke ton pimènon vulithènda epofthìne pedhìon nèon, ton pro eònon Theòn.
Oggi la Vergine si dirige alla grotta per dare ineffabilmente alla luce il Verbo eterno. Esulta, o universo, nell'udire ciò; glorifica con gli angeli e i pastori l’eterno Dio, che ha voluto apparire tenero bambino.
APOSTOLOS (Eb 11, 9-10. 32-40)
- Benedetto sei tu, o Signore, Dio dei Padri nostri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli. (Dan 3,26).
- Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie. (Dan 3,27).
Dalla lettera agli Ebrei.
Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. E che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, i quali per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trovarono forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri.
Alcune donne riacquistarono per risurrezione i loro morti. Altri poi furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia.
Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati di loro il mondo non era degno!, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra. Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa: Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi, perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
Alliluia (3 volte).
- O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito, i nostri Padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei tempi antichi. (Sal. 43,2).
Alliluia (3 volte).
- Gridano i giusti, e il Signore li ascolta; e da tutte le loro angosce li salva. (Sal 33,18)
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Matteo 1, 1-25)
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
MEGALINARION
Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endoxotèran ton àno stratevmàton. Mistìrion xènon orò ke paràdhoxon: uranòn to spìleon, thrònon cheruvikòn tin parthènon, tin fàtnin chorìon en ò aneklìthi o achòritos Christòs o Theòs; on animnùndes megalìnomen.
Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Contemplo un mistero meraviglioso ed incredibile: cielo è la spelonca, trono cherubico la Vergine, la mangiatoia culla in cui è adagiato Dio infinito, che inneggiando magnifichiamo.
KINONIKON
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.
INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
Christòs ghennate doxasate, Christòs es uranòn apantisate, Christòs epì ghis ipsotite. Asate to Kirìo pasa i ghi ke en evfrosini anìmnisate lai, oti dhedhòxaste.
Cristo nasce, glorificatelo, Cristo discende dal cielo andategli incontro. Cristo è sulla terra, siatene fieri. Canta al signore terra tutta, e voi popoli nella gioia celebratelo con inni, perché si è coperto di gloria.
τελος και τω Θεω δοξα
sabato 8 dicembre 2018
La Domenica Bizantina - Domenica 9 Dicembre 2018
Domenica 9 Dicembre 2018
Concezione di Sant'Anna, madre della Madre di Dio
1^ ANTIFONA
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.
To fedhròn tis anastaseos kìrighma ek tu anghèlu mathùse e tu Kirìu mathìtrie, ke tin progonokìn apòfasin aporrìpsase tis Apostolis kafchòmene èlegon: Eskìlefte o thànatos, ighèrthi Christòs o Theòs, dhorùmenos to kòsmo to mèga èleos.
Appreso dall'angelo il radioso annuncio della risurrezione, e libere dalla sentenza data ai progenitori, le discepole del Signore dicevano fiere agli apostoli: È stata spogliata la morte, è risorto Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKIA
To fedhròn tis anastaseos kìrighma ek tu anghèlu mathùse e tu Kirìu mathìtrie, ke tin progonokìn apòfasin aporrìpsase tis Apostolis kafchòmene èlegon: Eskìlefte o thànatos, ighèrthi Christòs o Theòs, dhorùmenos to kòsmo to mèga èleos.
Appreso dall'angelo il radioso annuncio della risurrezione, e libere dalla sentenza data ai progenitori, le discepole del Signore dicevano fiere agli apostoli: È stata spogliata la morte, è risorto Cristo Dio, per donare al mondo la grande misericordia.
Sìmeron tis ateknìas dhesmà dhialìonde; tu Ioakìm gar ke tis Annis isakùon Theòs par'elpìdha tekìn aftùs ipischnìte Theòpedha, ex is aftòs etèkthi o aperìgraptos, vrotòs ghegonòs, dhi'anghèlu kelèvsas voìse aftì: Chère, kecharitomèni, o Kìrios metà su.
Oggi si spezzano i vincoli della sterilità; Dio infatti esaudendo Gioacchino ed Anna, contro ogni speranza, promette loro di generare una divina fanciulla, dalla quale fu dato alla luce l'Incircoscritto, divenuto uomo, che per mezzo dell'Angelo ordinò di gridarLe: Salve, o piena di grazie, il Signore è teco.
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.
KONDAKION
Eortàzi sìmeron i ikumèni tin tis Annis sìllipsin gheghenimènin ek Theù, ke gar aftì apekìise, tin ipèr lògon ton Lògon kiìsasan.
Oggi l'universo festeggia la concezione di Anna avvenuta per opera di Dio, poiché ancor questa concepì colei la quale in un modo indicibile concepì il Verbo.
APOSTOLOS (Gal 4, 22-27)
- Il giusto gioirà nel Signore, e riporrà in lui la sua speranza. (Sal 63,11)
- Ascolta, Dio, la mia voce, ora che ti prego. (Sal 63,2)
Dalla lettera di San Paolo ai Galati
Fratelli, Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma quello dalla schiava è nato secondo la carne; quello dalla donna libera, in virtù della promessa. Ora, tali cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due Alleanze; una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, rappresentata da Agar - il Sinai é un monte dell'Arabia -; essa corrisponde alla Gerusalemme attuale, che di fatto è schiava insieme ai suoi figli. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre. Sta scritto infatti: Rallegrati, sterile, che non partorisci, grida nell'allegria tu che non conosci i dolori del parto, perché molti sono i figli dell'abbandonata, più di quelli della donna che ha marito.
Alliluia (3 volte).
- Il giusto fiorirà come palma, e crescerà come cedro del Libano. (Sal 91,13).
Alliluia (3 volte).
- Piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. (Sal 91,14).
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 13, 10-17)
In quel tempo Gesù stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C’era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: “Donna, sei libera dalla tua infermità”, e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: “Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”. Il Signore replicò: “Ipocriti, non sciogliete forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarlo? Questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”. Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
MEGALINARION
Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endoxotèran ton àno stratevmàton. Mistìrion xènon orò ke paràdhoxon: uranòn to spìleon, thrònon cheruvikòn tin parthènon, tin fàtnin chorìon en ò aneklìthi o achòritos Christòs o Theòs; on animnùndes megalìnomen.
Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Contemplo un mistero meraviglioso ed incredibile: cielo è la spelonca, trono cherubico la Vergine, la mangiatoia culla in cui è adagiato Dio infinito, che inneggiando magnifichiamo.
KINONIKON
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.
INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
Christòs ghennate doxasate, Christòs es uranòn apantisate, Christòs epì ghis ipsotite. Asate to Kirìo pasa i ghi ke en evfrosini anìmnisate lai, oti dhedhòxaste.
Cristo nasce, glorificatelo, Cristo discende dal cielo andategli incontro. Cristo è sulla terra, siatene fieri. Canta al signore terra tutta, e voi popoli nella gioia celebratelo con inni, perché si è coperto di gloria.
martedì 4 dicembre 2018
Foglio della Liturgia della Solennità di San Nicola
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Presvìes ton aghìon su sòson imàs,. Kirie.
O Figlio di Dio, ammirabile nei Santi, salva noi che a te cantiamo: Allilùia .
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn. Sòson imàs Iiè Theù, o en aghìis thavmastòs, psàllonda si: Alliluia.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore. O Figlio di Dio, ammirabile nei Santi, salva noi che a Te cantiamo: Alliluia.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs Iiè Theù, o en aghìis thavmastòs, psàllondas si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, ammirabile nei Santi, salva noi che a Te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKION
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.
KONDAKION
I Parthènos sìmeron ton proeònion Lògon en spilèo èrchete apotekìn aporrìtos. Chòreve, i ikumèni akutisthìsa; dhòxason metà anghèlon ke ton pimènon vulithènda epofthìne pedhìon nèon, ton pro eònon Theòn.
Oggi la Vergine si dirige alla grotta per dare ineffabilmente alla luce il Verbo eterno. Esulta, o universo, nell'udire ciò; glorifica con gli angeli e i pastori l’eterno Dio, che ha voluto apparire tenero bambino.
APOSTOLOS (Eb. 13, 17-21)
- Preziosa agli occhi del Signore, la morte del suo Santo. (Sal 155,6.)
- Popoli tutti applaudite, acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 46,2)
Dalla lettera agli Ebrei.
Fratelli, obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano per le vostre anime, come chi ha da renderne conto; obbedite, perché facciano questo con gioia e non gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi. Pregate per noi, poiché crediamo di avere una buona coscienza, volendo comportarci bene in ogni cosa. Con maggiore insistenza poi vi esorto a farlo, perché io vi sia restituito al più presto. Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un'alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Così sia.
Alliluia (3 volte).
- I tuoi sacerdoti si rivestiranno di giustizia, e i tuoi fedeli esulteranno. (Sal. 131,9).
Alliluia (3 volte).
- Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua dimora. (Sal. 131,13).
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 6, 17-23)
In quel tempo Gesù disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù disse: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.
MEGALINARION
Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endoxotèran ton àno stratevmàton. Mistìrion xènon orò ke paràdhoxon: uranòn to spìleon, thrònon cheruvikòn tin parthènon, tin fàtnin chorìon en ò aneklìthi o achòritos Christòs o Theòs; on animnùndes megalìnomen.
Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Contemplo un mistero meraviglioso ed incredibile: cielo è la spelonca, trono cherubico la Vergine, la mangiatoia culla in cui è adagiato Dio infinito, che inneggiando magnifichiamo.
KINONIKON
Is mnimòsinon eònon èste dhìkeos, ke apò akoìs poniràs u fovithìsete. Allilùia.
In memoria eterna sarà il giusto, di cattiva fama non avrà paura. Alliluia.
INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
Christòs ghennate doxasate, Christòs es uranòn apantisate, Christòs epì ghis ipsotite. Asate to Kirìo pasa i ghi ke en evfrosini anìmnisate lai, oti dhedhòxaste.
Cristo nasce, glorificatelo, Cristo discende dal cielo andategli incontro. Cristo è sulla terra, siatene fieri. Canta al signore terra tutta, e voi popoli nella gioia celebratelo con inni, perché si è coperto di gloria.
sabato 1 dicembre 2018
La Domenica bizantina - Domenica 2 Dicembre 2018
Domenica 2 Dicembre 2018
Domenica XXVIII (XIV di San Luca)
Sant'Abacuc Profeta
1^ ANTIFONA
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.
Effrenèstho ta urània, agaliàstho ta epighia, òte epiìse kràtos en vrachioni aftù o Kìrios; epàtise to thanàto ton thànaton, protòkos ton nekròn eghèneto; ek kilias Adhu errìsato imàs ke parèsche to kòsmo to mèga èleos.
Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dei morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKIA
Effrenèstho ta urània, agaliàstho ta epighia, òte epiìse kràtos en vrachioni aftù o Kìrios; epàtise to thanàto ton thànaton, protòkos ton nekròn eghèneto; ek kilias Adhu errìsato imàs ke parèsche to kòsmo to mèga èleos.
Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dei morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.
KONDAKION
I Parthènos sìmeron ton proeònion Lògon en spilèo èrchete apotekìn aporrìtos. Chòreve, i ikumèni akutisthìsa; dhòxason metà anghèlon ke ton pimènon vulithènda epofthìne pedhìon nèon, ton pro eònon Theòn.
Oggi la Vergine si dirige alla grotta per dare ineffabilmente alla luce il Verbo eterno. Esulta, o universo, nell'udire ciò; glorifica con gli angeli e i pastori l’eterno Dio, che ha voluto apparire tenero bambino.
APOSTOLOS (Col. 1, 12-18)
- Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate. (Sal 46,7)
- Popoli tutti applaudite, acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 46,2)
Dalla lettera di San Paolo ai Colossesi
Fratelli, ringraziamo con gioia Dio e Padre che ci ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
Alliluia, (3 volte).
- Colui che abita al riparo dell'Altissimo dimorerà all'ombra del Dio del Cielo. (Sal 90,1)
Alliluia, (3 volte).
- Dirà al Signore: tu sei mio sostegno e mio rifugio, mio Dio, in cui confido. (Sal 90,2)
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 18, 35-43)
Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!». Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.
MEGALINARION
Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endoxotèran ton àno stratevmàton. Mistìrion xènon orò ke paràdhoxon: uranòn to spìleon, thrònon cheruvikòn tin parthènon, tin fàtnin chorìon en ò aneklìthi o achòritos Christòs o Theòs; on animnùndes megalìnomen.
Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Contemplo un mistero meraviglioso ed incredibile: cielo è la spelonca, trono cherubico la Vergine, la mangiatoia culla in cui è adagiato Dio infinito, che inneggiando magnifichiamo.
KINONIKON
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.
INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
Christòs ghennate doxasate, Christòs es uranòn apantisate, Christòs epì ghis ipsotite. Asate to Kirìo pasa i ghi ke en evfrosini anìmnisate lai, oti dhedhòxaste.
Cristo nasce, glorificatelo, Cristo discende dal cielo andategli incontro. Cristo è sulla terra, siatene fieri. Canta al signore terra tutta, e voi popoli nella gioia celebratelo con inni, perché si è coperto di gloria.
martedì 20 novembre 2018
Foglio Liturgico della Festa del 21 Novembre
Ingresso della Tuttasanta Madre di Dio
nel Tempio
A mEZZOJUSO FESTA DA mARONNA RI MENZI SIMENTI
1^ ANTIFONA
Mègas Kìrios ke enetòs sfòdhra, en pòli tu Theù imòn, en
òri aghìo aftù. Tes
presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Grande è il Signore e altamente da lodare nella città
del nostro Dio, sul monte santo di lui. Per
l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
Ighìase to skìnoma aftù o Ipsistos. Sòson imàs. Iiè Theù, o en aghìis tnavmastòs,
psàllondàs si alliluia
L’Altissimo ha santificato il suo tabernacolo. O Figlio di Dio, ammirabile nei santi, salva noi che
a te cantiamo: Alliluia
3^ ANTIFONA
To pròsopòn su
litanèvsusin i plùsii tu laù.
Tutti i ricchi del popolo
imploreranno con doni il favore del Tuo volto.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs. Iiè Theù, o en aghìis tnavmastòs, psàllondàs si alliluia
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, ammirabile nei santi, salva noi che a te cantiamo: Alliluia
APOLITIKION
Sìmeron tis evdhokìas Theù to proìmion ke tis ton anthròpon sotirìas i prokìrixis; en naò tu Theù tranòs i Parthènos dhìknite ke ton Christòn tis pàsi prokatanghèlete. Aftì ke imìs megalofònos voìsomen: chère tis ikonomìas tu ktìstu i ekplìrosis.
Oggi è il preludio della divina benevolenza, e l’annunzio della salvezza degli uomini, nel tempio di Dio la Vergine si mostra apertamente e a tutti preannunzia Cristo. Gridiamole anche noi ad alta voce: Salve, o adempimento della economia del Creatore.
KONDAKION
O katharòtatos naòs tu Sotìros, i politìmitos pastàs ke Parthènos, to ieròn thisàvrisma tis dhòxis tu Theù sìmeron isàghete en to ìko Kirìu, tin chàrin sinisàgusa tin en Pnèvmati thìo; in animnùsin àngheli Theù; àfti ipàrchi skinì epurànios.
Il tempio purissimo del Salvatore, il preziosissimo talamo e Vergine, il tesoro sacro della gloria di Dio viene introdotto in questo giorno nella casa del Signore, recando con sé la grazia dello Spirito divino; a Lei inneggiano gli Angeli di Dio: Costei è celeste dimora.
APOSTOLOS (Ebr 9, 1-7)
- L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta
in Dio mio Salvatore. (Lc 1,46).
-
Perché ha guardato
l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno
beata. (Lc. 1,48).
Dalla lettera agli
Ebrei.
Fratelli, la prima alleanza aveva norme per
il culto e un santuario terreno. Fu costruita infatti una tenda: la prima,
nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell'offerta: essa
veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo poi c’era una Tenda, detta
Santo dei Santi, con l'altare d'oro per i profumi e l'arca dell'alleanza tutta
ricoperta d'oro, nella quale si trovavano un’urna d'oro contenente la manna, la
verga di Aronne che aveva fiorito e le tavole dell'alleanza. E sopra l'arca
stavano i cherubini della gloria, che facevano ombra al luogo dell'espiazione.
Di tutte queste cose non è necessario ora parlare nei particolari. Disposte in
tal modo le cose, nella prima Tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrarvi
il culto; nella seconda invece solamente il sommo sacerdote, una volta
all'anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per i
peccati involontari del popolo.
Alliluia (3 volte).
- Ascolta, figlia, e guarda e porgi il tuo orecchio, e dimentica il tuo
popolo e la casa di tuo padre. (Sal 44,11).
Alliluia (3 volte).
-
I più ricchi del
popolo cercano il tuo volto. (Sal 44,13b).
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca 10, 38-42 e 11, 27-28)
MEGALINARION
Àngheli
tin ìsodhon tis panàghnu, oròndes exeplìttondo, pos i Parthènos isìlthen is ta
àghia ton aghìon. Os empsìcho naò Theù kivotò psavèto midhamòs chìr amiìton;
Chìli dhe pistòn ti Theotòko asighìtos, fonìn tu anghèlu anamèlponda, en agalliàsi
voàto: Ondos anotèra pàndon ipàrchis, Parthène agnì.
Gli
Angeli, contemplando l’ingresso della Vergine, si stupirono, come la Vergine
fosse entrata nel Santo dei Santi? Come tempio vivente, arca di Dio, mai accada
che mano di profani la tocchi: ma le labbra dei fedeli, incessantemente
cantando alla Madre di Dio le parole dell’angelo, acclami-no esultanti: O Vergine
pura, vera-mente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.
KINONIKON
Potìrion sotirìu
lìpsome, ke to ònoma Kirìu epikalèsome.
Alliluia
Prenderò
il calice della salvezza, ed invocherò il nome del Signore. Alliluia
Preghiera dell'Ambone
Chi parlerà delle tue imprese potenti,
Signore, chi farà ascoltare tutte le lodi della tua bontà verso noi, poiché
volendo manifestare il mistero nascosto nei secoli per la salvezza del genere
degli uomini, dell'incarnazione del monogenito tuo figlio, e nel proposito di
condurre al termine la tua promessa al profeta David, ti scegliesti la pura
Madre sua per dimora della tua epifania nella carne, e da lei procedendo,
salvasti il simile con il simile, e mediante l'assunzione da lei tu operasti la
riplasmazione dell'intero genere umano. Di lei ancora adesso festeggiando il giorno
augusto dell'entrata al Tempio, noi rendiamo grazie a te, il donatore dei beni
e chiediamo a te che mediante lei manifesti il volto tuo su noi e ci faccia
conoscere la via, sulla quale procedendo noi siamo graditi alla tua bontà,
scampandoci dalle insidie del diavolo, e ci guidi alla salvezza mediante la
conversione, e nella lietezza dell'anima festeggiamo questa santa festa. Tu
infatti sei il Dio della misericordia e della consolazione, e noi innalziamo la
gloria a te, Padre e Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e per i secoli dei
secoli.
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