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giovedì 10 gennaio 2019
sabato 1 dicembre 2018
La Domenica bizantina - Domenica 2 Dicembre 2018
Domenica 2 Dicembre 2018
Domenica XXVIII (XIV di San Luca)
Sant'Abacuc Profeta
1^ ANTIFONA
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.
Effrenèstho ta urània, agaliàstho ta epighia, òte epiìse kràtos en vrachioni aftù o Kìrios; epàtise to thanàto ton thànaton, protòkos ton nekròn eghèneto; ek kilias Adhu errìsato imàs ke parèsche to kòsmo to mèga èleos.
Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dei morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKIA
Effrenèstho ta urània, agaliàstho ta epighia, òte epiìse kràtos en vrachioni aftù o Kìrios; epàtise to thanàto ton thànaton, protòkos ton nekròn eghèneto; ek kilias Adhu errìsato imàs ke parèsche to kòsmo to mèga èleos.
Si rallegrino le regioni celesti, esultino quelle terrestri, perché il Signore ha operato potenza con il suo braccio: con la morte ha calpestato la morte, è divenuto primogenito dei morti, dal ventre dell’ade ci ha strappati, e ha elargito al mondo la grande misericordia.
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.
KONDAKION
I Parthènos sìmeron ton proeònion Lògon en spilèo èrchete apotekìn aporrìtos. Chòreve, i ikumèni akutisthìsa; dhòxason metà anghèlon ke ton pimènon vulithènda epofthìne pedhìon nèon, ton pro eònon Theòn.
Oggi la Vergine si dirige alla grotta per dare ineffabilmente alla luce il Verbo eterno. Esulta, o universo, nell'udire ciò; glorifica con gli angeli e i pastori l’eterno Dio, che ha voluto apparire tenero bambino.
APOSTOLOS (Col. 1, 12-18)
- Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate. (Sal 46,7)
- Popoli tutti applaudite, acclamate a Dio con voci di gioia. (Sal 46,2)
Dalla lettera di San Paolo ai Colossesi
Fratelli, ringraziamo con gioia Dio e Padre che ci ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
Alliluia, (3 volte).
- Colui che abita al riparo dell'Altissimo dimorerà all'ombra del Dio del Cielo. (Sal 90,1)
Alliluia, (3 volte).
- Dirà al Signore: tu sei mio sostegno e mio rifugio, mio Dio, in cui confido. (Sal 90,2)
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 18, 35-43)
Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!». Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.
MEGALINARION
Megàlinon, psichì mu, tin timiotèran ke endoxotèran ton àno stratevmàton. Mistìrion xènon orò ke paràdhoxon: uranòn to spìleon, thrònon cheruvikòn tin parthènon, tin fàtnin chorìon en ò aneklìthi o achòritos Christòs o Theòs; on animnùndes megalìnomen.
Esalta, o anima mia, Colei che è più onorabile e più gloriosa delle schiere celesti. Contemplo un mistero meraviglioso ed incredibile: cielo è la spelonca, trono cherubico la Vergine, la mangiatoia culla in cui è adagiato Dio infinito, che inneggiando magnifichiamo.
KINONIKON
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.
INVECE DI “II TO ÒNOMA KIRÌU”
Christòs ghennate doxasate, Christòs es uranòn apantisate, Christòs epì ghis ipsotite. Asate to Kirìo pasa i ghi ke en evfrosini anìmnisate lai, oti dhedhòxaste.
Cristo nasce, glorificatelo, Cristo discende dal cielo andategli incontro. Cristo è sulla terra, siatene fieri. Canta al signore terra tutta, e voi popoli nella gioia celebratelo con inni, perché si è coperto di gloria.
domenica 25 novembre 2018
Video della Scinnuta del Simulacro di San Nicola
Video della Scinnuta del Simulacro di San Nicola per l'inizio della Novena
sabato 17 novembre 2018
Foglio della Liturgia Domenicale - Domenica 18 Novembre 2018
18 NOVEMBRE 2018
Domenica XXIV
(IX di San Luca)
Santi Platone e Romano, martiri.
Tono I; Eothinòn IV
1^ ANTIFONA
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.
Tu
lìthu sfraghisthèndos ipòton Iudhèon, ke stratiotòn filassòn-donto àchrandòn su
sòma, anèstis triìmeros, Sotìr, dhorùmenos to kòsmo tin zoìn. Dhià tùto e
Dhinàmis ton uranòn evòon si, Zoodhòta: Dhòxa
ti anastàsi su, Christè, dhòxa ti vasilìa su, dhòxa ti ikonomìa su, mòne
filànthrope.
Sigillata la pietra dai giudei, mentre i soldati erano
a guardia del tuo corpo immacolato, sei risorto il terzo giorno, o Salvatore,
donando la vita al mondo. Per questo le schiere celesti gridavano a te, datore
di vita: Gloria alla tua risurrezione, o Cristo, gloria
al tuo regno, gloria alla tua economia, o solo amico degli uomini.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKIA
Tu lìthu sfraghisthèndos ipòton Iudhèon, ke stratiotòn filassòn-donto àchrandòn su sòma, anèstis triìmeros, Sotìr, dhorùmenos to kòsmo tin zoìn. Dhià tùto e Dhinàmis ton uranòn evòon si, Zoodhòta: Dhòxa ti anastàsi su, Christè, dhòxa ti vasilìa su, dhòxa ti ikonomìa su, mòne filànthrope.
Sigillata la pietra dai giudei, mentre i soldati erano a guardia del tuo corpo immacolato, sei risorto il terzo giorno, o Salvatore, donando la vita al mondo. Per questo le schiere celesti gridavano a te, datore di vita: Gloria alla tua risurrezione, o Cristo, gloria al tuo regno, gloria alla tua economia, o solo amico degli uomini.
O màrtis su Kìrie, en di
athlìsi aftù to stèfos ekomìsato tis aftharsìas ek su tu Theù imòn; èchon gar
tin ischìn su, tus tirànnus kathìlen, èthravse ke dhemònon ta anìschira thràsi;
aftù tes ikesìes, Christè o Theòs, sòson tas psichàs imòn
Il tuo
martire, o Signore, nella lotta ha conseguito la corona dell'immortalità da
te, nostro Dio. Infatti per mezzo della tua potenza egli ha sconfitto i tiranni
ed ha infranto l'audacia impotente dei demoni. Per la sua intercessione, o
Cristo Dio, salva le anime nostre.
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse, con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di salvare le anime nostre.
KONDAKION
O katharòtatos naòs tu Sotìros, i politìmitos pastàs ke Parthènos, to ieròn thisàvrisma tis dhòxis tu Theù sìmeron isàghete en to ìko Kirìu, tin chàrin sinisàgusa tin en Pnèvmati thìo; in animnùsin àngheli Theù; àfti ipàrchi skinì epurànios.
Il tempio purissimo del Salvatore, il preziosissimo talamo e Vergine, il tesoro sacro della gloria di Dio viene introdotto in questo giorno nella casa del Signore, recando con sé la grazia dello Spirito divino; a Lei inneggiano gli Angeli di Dio: Costei è celeste dimora.
APOSTOLOS (Ef 5, 9-19)
- Scenda su di noi la tua
misericordia, o Signore, come abbiamo sperato in te. (Sal 32, 22).
- Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la
lode. (Sal 32, 1).
Dalla lettera di San Paolo agli Efesini.
Fratelli, comportatevi come i figli della
luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate
ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle
tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da
costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono
apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si
manifesta è luce. Per questo sta scritto: “Svègliati, o tu che dormi, dèstati
dai morti e Cristo ti illuminerà”. Vigilate dunque attenta-mente sulla vostra
condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del
tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non siate
perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio. E non
ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello
Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali,
cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore.
Alliluia (3
volte).
- Iddio fa le mie vendette, e piega i popoli sotto di
me. (Sal. 17,48).
Alliluia (3
volte).
-
Iddio esalta le vittorie del re, e fa misericordia al suo Unto (Sal. 17,51).
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 12,
16-21; 8,8)
In quel tempo disse Gesù una parabola: “La
campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé:
Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò cosi:
demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto
il grano e i miei beni.Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a
disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla
gioia. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua
vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per
sé, e non arricchisce davanti a Dio”. Chi ha orecchie da intendere, intenda!
KINONIKON
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.
sabato 3 novembre 2018
Foglio della Liturgia Domenicale - Domenica 04 Novembre 2018
Domenica 4 Novembre 2018
- Domenica V di San Luca -
San Giovannicio il Grande. San Nicandro ieromartire. Sant’Ermeo
1^ ANTIFONA
Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo, ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.
Buona cosa è lodare il Signore, inneggiare al tuo nome, o Altissimo. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.
2^ ANTIFONA
O Kìrios evasìlefen, efprèpian enedhìsato, enedhìsato o Kìrios dhìnamin ke periezòsato. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Il Signore regna, si è rivestito di splendore, il Signore si è ammantato di fortezza e se n’è cinto. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
3^ ANTIFONA
Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo, alalàxomen to Theò to Sotìri imòn.
Venite, esultiamo nel Signore, cantiamo inni di giubilo a Dio, nostro Salvatore.
Katèlisas to stavrò su ton thànaton; inèoxas to listì
ton Paràdhison; ton Mirofòron ton thrìnon metèvales; ke tis sis apostòlis
kirìttin epètaxas: òti anèstis, Christè o Theòs, parèchon ton kòsmo to mèga
èleos.
Con la tua croce hai distrutto la morte, hai aperto al ladrone il paradiso, hai mutato in gioia il lamento delle miròfore, e ai tuoi apostoli ha ordinato di annunciare che sei risorto, o Cristo Dio, per elargire al mondo la grande misericordia.
ISODIKÒN
Dhèfte proskinìsomen ke prospèsomen Christò. Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs ek nekròn, psàllondàs si: Alliluia.
Venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, che sei risorto dai morti, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.
APOLITIKIA
Katèlisas to stavrò su ton thànaton; inèoxas to listì ton Paràdhison; ton Mirofòron ton thrìnon metèvales; ke tis sis apostòlis kirìttin epètaxas: òti anèstis, Christè o Theòs, parèchon ton kòsmo to mèga èleos.
Con la tua croce hai distrutto la morte, hai aperto al ladrone il paradiso, hai mutato in gioia il lamento delle miròfore, e ai tuoi apostoli ha ordinato di annunciare che sei risorto, o Cristo Dio, per elargire al mondo la grande misericordia.
Tes ton dhakrìon su roès, tis
erìmu to àgonon egheòrghisas, ke tis ek vàthus stenagmìs, is ekatòn tus pònus
ekarpofòrisas, ke ghègonas fostìr, ti ikumèni làmbon tis thàvmasin, Ioànnichie Pàter imòn òsie. Prèsveve Christò to Theò, sothìne tas psichàs imòn.
Coi torrenti delle tue
lacrime, rendesti fecondo lo sterile deserto, e, coi profondi sospiri, facesti
rendere al cento per cento le tue fatiche; e divenisti un luminare, splendente
al mondo in prodigi, Giovannicio padre santo nostro. Intercedi presso Cristo
Iddio che siano salve le anime nostre.
Kanona pìsteos ke ikona praòtitos, enkratìas dhidhàskalon anèdhixè se ti pimni su i ton pragmaton alìthia; dhià tuto ektiso ti tapinosi ta ipsilà, ti ptochìa ta plùsia, pater ierarcha Nikòlae: prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn.
Regola di fede
immagine di mansuetudine, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la
verità dei fatti; e in vero con l’umiltà hai raggiunto le vette più eccelse,
con la povertà la vera ricchezza, Padre Gerarca Nicola prega Cristo Dio di
salvare le anime nostre.
KONDAKION
O katharòtatos naòs tu Sotìros, i politìmitos pastàs ke Parthènos, to ieròn thisàvrisma tis dhòxis tu Theù sìmeron isàghete en to ìko Kirìu, tin chàrin sinisàgusa tin en Pnèvmati thìo; in animnùsin àngheli Theù; àfti ipàrchi skinì epurànios.
Il tempio purissimo del Salvatore, il preziosissimo talamo e Vergine, il tesoro sacro della gloria di Dio viene introdotto in questo giorno nella casa del Signore, recando con sé la grazia dello Spirito divino; a Lei inneggiano gli Angeli di Dio: Costei è celeste dimora.
APOSTOLOS (Ef 2, 14-22)
-
Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il suo popolo con la
pace. (Sal 28, 11)
- Portate al Signore, figli di Dio, portate al
Signore dei figli di arieti. (Sal 28, 1)
Dalla lettera di San Paolo agli Efesini.
Fratelli, Cristo è la nostra pace, colui
che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era
fra mezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne la legge
fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo
uomo nuovo, facendo la pace e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo
corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia. Egli è
venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che
erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al
Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma
siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento
degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo
Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel
Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare
dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
Alliluia
(3 volte).
- Buona cosa è lodare
il Signore, e inneggiare al tuo nome, o Altissimo. (Sal. 91, 2).
Alliluia (3 volte).
- Annunziare al
mattino la tua misericordia, la tua verità nella notte. (Sal. 91, 3). Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 16,
19-31)
Disse il Signore questa parabola:
“C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni
banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta,
coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del
ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero
morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno
tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a
lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a
intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa
fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi
beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è
consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito
un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di
costì si può attraversare fino a noi. E
quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché
ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo
di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui:
No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse
dai morti saranno persuasi”.
KINONIKON
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Enìte ton Kìrion ek ton uranòn; enìte aftòn en tis ipsìstis. Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo lassù nell'alto. Alliluia.
sabato 27 ottobre 2018
Foglio della Liturgia Domenicale - Domenica 28 Ottobre 2018
Domenica 28 Ottobre 2018
- Domenica VII di San Luca - Santi Terenzio e Neonilla.
Santo Stefano il Sabaita
APOSTOLOS (Ef 2, 4-10)
- Salva, o Signore, il
tuo popolo e benedici la tua eredità. (Sal. 27,9).
- A te, Signore io
grido; non restare in silenzio, mio Dio. (Sal. 27,1).
Dalla lettera di San
Paolo agli Efesini.
Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per
il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati,
ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati.
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha
fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la
straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in
Cristo Gesù.
Per questa grazia infatti siete salvi mediante
la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché
nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le
opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo
Alliluia
(3
volte).
- Colui che abita al
riparo dell’Altissimo dimorerà all’ombra del Dio del cielo. (Sal 90,1).
Alliluia
(3
volte).
- Dirà al Signore: Tu sei mio sostegno e mio
rifugio, mio Dio in cui confido. (Sal 90,2).
Alliluia (3 volte).
VANGELO (Luca. 8, 41-56)
In quel tempo, un uomo di nome Giàiro, che
era capo della sinagoga, andò da Gesù e, gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava
di recarsi a casa sua, perché aveva un’unica figlia, di circa dodici anni, che
stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.
Una donna che soffriva di emorragia da
dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, gli si avvicinò alle spalle
e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò. Gesù
disse: “Chi mi ha toccato?”. Mentre tutti negavano, Pietro disse: “Maestro, la
folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha
toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me”.
Allora la donna, vedendo che non poteva
rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò
davanti a tutto il popolo il motivo per cui l’aveva toccato, e come era stata
subito guarita. Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata, va’ in
pace!”. Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga
a dirgli: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”. Ma Gesù che
aveva udito rispose: “Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata”.
Giunto alla casa, non lasciò entrare
nessuno con sé, all’infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre
della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse:
“Non piangete, perché non è morta, ma dorme”.
Essi lo deridevano, sapendo che era morta,
ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: “Fanciulla, alzati!”. Il suo
spirito ritornò in lei ed ella si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da
mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non
raccontare a nessuno ciò che era accaduto.
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