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martedì 24 marzo 2020

Proprio del Vespro dell'Annunciazione

Parti proprie del Vespro dell'Annunciazione della Madre di Dio



Dopo il Canto del Kirie Ekèkraksa, cantiamo i seguenti inni.

Perché presso il Signore è la misericordia, e grande è presso di lui la redenzione, ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

Per rivelarti l’eterno consiglio, si presentò Gabriele, o Vergine, salutandoti e così parlando: Gioisci, terra non seminata; gioisci, roveto incombusto; gioisci, abisso imperscrutabile; gioisci, ponte che fa passare ai cieli e scala elevata contemplata da Giacobbe; gioisci, divina urna della manna; gioisci, liberazione dalla maledizione; gioisci, ritorno di Adamo dall’esilio: il Signore è con te. 

Lodate il Signore, genti tutte dategli lode, popoli tutti.

Mi appari come uomo, disse la Vergine incorrotta al principe dell’esercito celeste: come dunque pronunci parole che oltrepassano l’uomo? Mi hai detto infatti che Dio sarà con me e prenderà dimora nel mio grembo: ma, dimmi, come potrò divenire ampio spazio e luogo di santità per colui che cavalca i cherubini? Non trarmi in inganno: non ho conosciuto piacere, sono estranea a nozze, come dunque partorirò un figlio? 

Perché più forte si è fatta per noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

Quando Dio vuole, l’ordine della natura è superato, rispose l’incorporeo, e si opera ciò che oltrepassa l’uomo. Credi alle mie veraci parole, o santissima più che immacolata. Ed essa esclamò: Mi avvenga dunque, secondo la tua parola, e io partorirò colui che non ha carne, che da me prenderà la carne per ricondurre l’uomo, grazie a questa unione, alla dignità antica: egli è il solo potente. 

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo. E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin

Fu mandato dal cielo l’arcangelo Gabriele ad annunciare alla Vergine il concepimento. Giunto a Nazaret, rifletteva in se stesso sul prodigio e ne era sbigottito: Dunque l’inafferrabile che è nel più alto dei cieli nasce da una vergine! Colui che ha il cielo per trono e la terra come sgabello si rinchiude nel grembo di una donna! Colui che i serafini dalle sei ali e i cherubini dai molti occhi non possono fissare, si compiace di incarnarsi da lei in virtù della sola parola. Colui che qui è presente è il Verbo di Dio. Che attendo dunque, perché non parlo alla fanciulla? Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te; gioisci, Vergine pura; gioisci sposa senza nozze; gioisci, Madre della vita. Benedetto il frutto del tuo seno.

INGRESSO

Fos ilaròn aghìas dhòksis athanàtu Patròs, uranìu, aghìu, màkaros, Iisù Christè, elthòndes epì tin ilìu dhìsin, idhòndes fòs esperinòn, imnùmen Patèra Iiòn, kiè àghion Pnèvma Theòn. Axiòn se en pàsi kierìs imnìsthe fonès esìes, Iiè Theù, zoìn o dhidhùs, dhiò o kòsmos se dhoxàzi. 

Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale, celeste, santo, beato, o Cristo Gesú! Giunti al tramonto del sole, e vista la luce vespertina, cantiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Dio. È cosa degna cantarti in ogni tempo con voci armoniose, o Figlio di Dio, tu che dai la vita: perciò a te dà gloria il mondo.

Prokimeno della sera

La tua misericordia mi inseguirà tutti i giorni della mia vita. (2v.)

 Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.


Lettura del libro della Genesi (28,10-17).

Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbattè in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì, se le pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra e la sua cima raggiungeva il cielo, e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava, e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra, e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente, e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. E Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo.

Lettura della profezia di Ezechiele (43,27-44,4).

A partire dal giorno ottavo, i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici, e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente, ed essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele, e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi, ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.

Lettura del libro dei Proverbi (9,1-11).

La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e continuerà ad accogliere istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore, e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.

Stichirà idiomela

Il sesto mese fu inviato l’arcangelo a una vergine pura; ed egli rivolgendole il saluto: Gioisci, le annunciò che da lei sarebbe venuto il Redentore. Accolto dunque con fede il saluto, essa concepì te, che sei Dio dall’eternità, e che ineffabilmente ti sei compiaciuto di farti uomo per la salvezza delle anime nostre.

 Date di giorno in giorno il buon annuncio della sua salvezza.

Una lingua sconosciuta udì la Madre di Dio: le parlava l’arcangelo, con le parole della buona novella; ed essa, accolto con fede il saluto, concepì te, Dio che sei prima dei secoli. Perciò noi, esultanti, a te acclamiamo: O Dio che da lei ti sei immutabilmente incarnato, dona al mondo la pace, e alle anime nostre la grande misericordia.

 Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra.

Ecco, si manifesta ora per noi la nostra riconcilia-zione: oltre ogni comprensione Dio si unisce agli uomini. Alla voce di un arcangelo, è dissipato l’inganno, perché la Vergine accoglie la gioia: tutto ciò che è terrestre diviene cielo, il mondo è sciolto dalla maledizione antica. Esulti il creato e faccia udire voci inneggianti: O Creatore e Redentore nostro, Signore, gloria a te.

Gloria. Ora e sempre. Tono 4. Di Andrea di Gerusalemme.

Oggi, annunci di gioia, festa della Vergine! Le realtà della terra si congiungono a quelle del cielo; Adamo è rinnovato; Eva è liberata dalla tristezza di prima: e la dimora della nostra stessa sostanza, deificata da ciò che ha concepito, è divenuta tempio di Dio. O mistero! Ignoto il modo del divino annientamento, ineffabile il modo del concepimento. Un angelo è ministro del prodigio; un grembo verginale accoglie il Figlio; lo Spirito santo viene inviato; il Padre dall’alto esprime il suo beneplacito, e si opera questo incontro per il loro comune volere. In esso e per esso salvàti, ad una sola voce con Gabriele, acclamiamo alla Vergine: Gioisci, o piena di grazia dalla quale ci viene la salvezza, Cristo Dio nostro che, assunta la nostra natura, a sé l’ha innalzata. Supplicalo per la salvezza delle anime nostre.

Tropari

Sìmeron tis sotirìas imòn to kefàleon * ke tu ap’eònos Mistirìu i fanèrosis: * o Iiòs tu Theù, * Iiòs tis Parthènu ghìnete, * ke Gavriìl tin chàrin evanghelìzete. * Dhiò sin aftò ti Theotòko voìsomen: * Chère, Kecharitomèni, * o  Kìrios metà su.

Oggi inizia la nostra salvezza e la manifestazione dell’eterno mistero: il Figlio di Dio diviene figlio della Vergine e Gabriele annunzia la grazia. Con lui gridiamo alla Madre di Dio: Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.

25 Marzo - Annunciazione della Madre di Dio - Foglietto della Divina Liturgia

25 MARZO 

Annunciazione della Santissima Madre di Dio
 e sempre Vergine Maria



1^ ANTIFONA

O Theòs to krìma su to vasilì dhòs ke tin dhikeosìnin to iiò tu vasilèos. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

O Dio, il tuo giudizio concedi al re e la tua giustizia al figlio del re. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2^ ANTIFONA

Katavìsete os ietòs epì pòkon ke osì stagòn i stàzusa epì tin ghìn. Sòson imàs, Iiè Theù, o dhi’imàs sarkothìs, psàllondàs si: Alliluia.

Scenderà come pioggia sulla messe e come acqua irrorante la terra. Salva, o Figlio di Dio, che per noi ti sei incarnato dalla Vergine, noi che a te cantiamo: Alliluia.

3^ ANTIFONA

Èste to ònoma aftù evloghimènon is tus eònas, pro tu ilìu dhiamèni to ònoma aftù.

Sìmeron tis sotirìas imòn to kefàleon, ke tu ap’eònos Mistirìu i fanèrosis; o Iiòs tu Theù Iiòs tis Parthènu ghìnete, ke Ghavriìl tin chàrin evanghelìzete. Dhiò sin aftò ti Theotòko voìsomen: Chère, kecharitomèni, o Kìrios metà su.

Il suo nome sarà benedetto per sempre; il suo nome rimarrà davanti al sole.

Oggi inizia la nostra salvezza e la manifestazione dell’eterno mistero: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine e Gabriele annunzia la grazia. Con lui gridiamo alla Madre di Dio: Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.

ISODIKÒN

Evanghelìzesthe imèran ex imèras to sotìrion tu Theù imòn. Sòson imàs, Iiè Theù, o dhi’imàs sarkothìs, psàllondàs si: Alliluia.


Annunziate di giorno in giorno la salvezza del nostro Dio. Salva, o Figlio di Dio, che per noi ti sei incarnato dalla Vergine, noi che a te cantiamo: Alliluia.

APOLITIKIA

Sìmeron tis sotirìas imòn to kefàleon ke tu ap’eònos misti-rìu i fanèrosis: o Iiòs tu Theù Iiòs tis Parthènu ghìnete, ke Gavriìl tin chàrin evanghelìzete. Dhiò ke imìs sin aftò ti Theotòko voìsomen: Chère, kecharitomèni, o Kìrios metà sù.

Oggi inizia la nostra salvezza e la manifestazione dell’eterno mistero: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine e Gabriele annunzia la grazia. Con lui gridiamo alla Madre di Dio: Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.

KONDAKION

Ti ipermàcho stratigò ta nikitìria, os litrothìsa ton dhinòn efcharistìria anagràfo sì i pòlis su, Theotòke.  All’os èchusa to kràtos aprosmàchiton, ek pandìon me kindhìnon elefthèroson, ìna kràzo si: Chère, Nìmfi anìmfefte.

A te che, qual condottiera, per me combattesti, innalzo l’inno della vittoria; a te porgo i dovuti ringrazia-menti io che sono la tua città, o Madre di Dio. Tu, per l’invincibile tua potenza, liberami da ogni sorta di pericoli, affinché possa a te gridare: salve, o sposa sempre vergine.

APOSTOLOS (Ebrei 2, 11 - 18)

- L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.  (Lc.1,46- 47).

- Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; ecco d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Lc.1,48).

Dalla lettera agli Ebrei.

Fratelli, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea canterò le tue lodi; e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato. Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Alliluia (3 volte).

- Discenderà come pioggia sull’erba, e come acqua che stilla sulla terra. (Sal 71, 6).

Alliluia (3 volte).

- Sia benedetto il suo nome nei secoli, innanzi al sole durerà il suono nome. (Sal 71,17).

Alliluia (3 volte).

VANGELO (Luca 1, 24-38)

 Dopo quei giorni Elisabetta concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: “Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini”. Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.
    La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
   Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

MEGALINARION

Evanghelìzu, ghi, charàn megàlin, enìte, uranì, Theù tin dhòxan. Os empsìcho Theù kivotò psavèto midhamòs chìr amiìton; Chìli dhe pistòn ti Theotòko asighìtos fonìn tu Anghèlu anamèlponda, en agalliàsi voàto: Chère, Kecharitomèni, o Kìrios metà su.

Annunzia, o terra, una grande gioia; lodate, o cieli, la gloria di Dio. Qual spirituale arca di Dio, nessuna mano profana la tocchi! Le labbra dei fedeli, con gran voce, cantando l’inno angelico, esultino ed esclamino alla Deìpara: Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.

KINONIKON

Exelèxato Kìrios tin Siòn, iretìsato aftìn is katikìan eaftò. Alliluia.

Il Signore ha scelto Sion; se l’è scelta per sua dimora. Alliluia.


Preghiera dell’ambone

Signore Dio l’onnireggente, che ti compiacesti che il monogenito Figlio tuo si incarnasse dalla donna senza nozze, e si facesse uomo per la nostra salvezza, tu inviasti il tuo arcangelo Gabriele per evangelizzare alla santa Vergine Maria la sua concezione senza uomo, che, avendola predisposta da prima dei secoli, diventasse operazione di questo tremendo Mistero, preconosciuto da te e dallo stesso coeterno tuo Verbo, tu, per le intercessioni di lei e di tutti i tuoi Santi, evangelizza anche alle anime nostre con la tua grazia la remissione dei peccati e la gioia inalienabile.  Parla di pace sul tuo popolo. Facci conoscere la via, procedendo sulla quale noi siamo graditi al tuo regno sovraceleste, per le tenerezze del Cristo tuo, con il quale tu sei benedetto insieme con il tuttosanto e buono e vivificante Spirito, ora e sempre e per i secoli dei secoli.

lunedì 23 marzo 2020

La Festa dell'Annunciazione: Tommaso Federici

25 MARZO


L'EUAGGELISMÓS DELLA SOPRASANTA MADRE DI DIO E SEMPREVERGINE MARIA

    Le date del 25 Dicembre per la Nascita del Signore, del 25 Marzo per l'Euaggelismós, l'Annuncio alla Madre sua, ed in corrispon-denza, del 23 Settembre per l'annuncio a Zaccaria e del 24 Giugno per la nascita di Giovanni, sono storiche, come fu spiegato per il 25 Dicembre, ed in parte per il 23 Settembre. Non sono date folcloriche, o ricorrenze immaginarie e messe in bella simmetria per amore di un certo ordine. La loro memoria fu conservata gelosamente dalla Tradizione, anche se non fissata in note storiche. Delle prime due, la fissazione propriamente liturgica, di calendario, a quanto si sa, fu operata prima della metà del sec. 4°.
    Le Chiese considerano questa grande Festa di oggi come "tó Kephálaion della nostra salvezza", ossia come il "capitolo" nel senso etimologico di "testa (kephalê) di serie", ricapitolazione iniziale, come suona nell'Apolytíkion di oggi. Tale infatti è il senso della Festa, che con i charás Euaggélia, gli Evangeli della Gioia, anticipa già la Potenza della Resurrezione. E questo in due modi singolari: anzitutto sulla Vergine di Nazaret, che riceve "la Parola" dell'Angelo del Signore, alla quale si rimette totalmente; e sulla Chiesa che oggi, come invariabilmente, celebra il suo Signore Risorto contemplandone un episodio del Mistero, l'Euaggelismós, che segna anche il primo istante dell'Incarnazione indicibile.
   Questo Kephálaion salvifico è considerato così decisivo dalla fede contemplante della Chiesa, che è vita vissuta, che, per la sua connessione inscindibile con la Nascita, nella concorrenza liturgica perfino della Settimana santa e grande, escluso il suo Venerdì, prevale su qualunque altra celebrazione, e se cade nel giorno "mobile" della Resurrezione, offre alla Liturgia della Vigilia grande la metà del Canone mattutino.
    Il termine euaggelismós, "annuncio dell'Euaggélion" anzitutto alla Vergine santa, fu felicemente scelto dalla Tradizione, perfettamente in consonanza con i contenuti dell'Evento. Si deve assumere qui come origine necessaria il testo di Is 52,7, tante volte richiamato nelle nostre considerazioni. Esso parla dei "bei passi dell'Evangelizzatore", che qui è l'Angelo Gabriele; dei contenuti intorno al “fatto", che è: "Regna il Signore tuo!", e dunque regnando arreca la Pace, il Bene e la Salvezza finalmente sperimentabili. Maria è chiamata così a contemplare quei "passi belli", ed il regnare in Lei del Signore, con tutte le immani conseguenze.
    Già dalla Proeórtia del 24 Marzo (con preparazione però precedente) comincia il flusso enorme delle lodi di Marìa", chiamata Panagía, Panamômêtos, Hyperámômos. E così solo per cogliere alcune gemme, anche Regina, Reggia di luce, Nube spirituale del Sole divino, Roveto che senza consumarsi riceve il Fuoco della Divinità nel seno, Vaso divino irraggiante, che porta la Manna, Roccia spirituale dalla quale è ritagliato solo il Figlio (allusione a Is 51,1 2, dove questa cava da cui si traggono i figli che ripopolano la Sion devastata sono Abramo e Sara), Eva nuova, Distruzione della maledizione antica, Rialzamento dei caduti.
     La Vergine è divenuta Tenda e Santuario di Colui che cavalca i Cherubini (cf Ez 1), fattasi Trono regale verginale, che finalmente permette al Re che sovrasta i cieli di regnare anche sulla terra degli uomini.
    Al Grande Vespro le visuali teologiche, rese spesso con titoli funzionali, diventano folla. Il Consiglio preeterno è adesso rivelato per la prima volta a Maria, che è la Terra vergine (cf Gen 2,7) non seminata, l'Abisso di santità inesplorato, il Ponte per il cielo, la Scala di Giacobbe finalmente innalzata fino al cielo, il divino Vaso per la Manna, la Riconvocazione di Adamo.
    Nella Vergine di Nazaret è vinto 1`ordine della natura" creata.

    Le Letture (vedi l'8 Settembre) sono Gen 29,10 17, sulla visione della Scala di Giacobbe; Ez 43,27   4,4, sull'Altare nuovo sacrificale, sulla Porta del santuario inviolata "poiché vi passò solo il Signore Dio d'Israele", ed è destinata ad essere la Dimora del Principe del popolo; Prov 9,1 11, sul Convito della Sapienza ormai inaugurato. Esse si ritrovano in diverse ricorrenze mariane, a cominciare dell'8 Settembre.

    Vengono qui altri temi teologici della Vergine visitata dalla Grazia. Ella è la Città spirituale, Sion (vedi poi l'Evangelo di oggi), la Porta spirituale che fa accedere al Figlio, la Reggia della divina Gloria, la Dimora indicibile, il Trono fiammeggiante, il Trono regale celeste, il Monte non tagliato se non per il Figlio (ancora Is 51,1 2), il tuttoprezioso Ricettacolo della Divinità. Per l'Eudokía del Padre e per la Synérgeia dello Spirito Santo, in Lei inabita corporalmente il Plêrôma della Divinità (cf. Col 1, 19; 2,9; e Apóstolos del I° Gennaio).
    Al Mattutino il Canone fino all'Ode 8a fa dialogare nei Tropari la Theotókos con l'Angelo, in un certo senso prolungando ed esplicitando il Saluto di Lc 1,28; gli effetti sono suggestivi. L'Evangelo eotino è quello della Visita e Saluto ad Elisabetta (Lc 1,39 49.56).
    Poiché la Liturgia delle sante Ore circonda la celebrazione della Divina Liturgia come di un tessuto connettivo che è la necessaria ed illustrativa esplicitazione di temi e contenuti   in specie in funzione dell'Evangelo del giorno  , e così contribuiscono al senso profondo della Festa.

T. Federici: “Resuscitò Cristo” Commento alle letture della Divina Liturgia Bizantina, Eparchia di Piana degli Albanesi - Palermo 1996

domenica 24 marzo 2019

L'Annunciazione della Santissima Madre di Dio

25 MARZO

L’Annunciazione della Santissima Madre di Dio.



Dio diviene uomo per rendere Adamo Dio

La festa dell’Annunciazione della Santissima Madre di Dio e sempre vergine Maria, è una delle poche feste che troviamo lungo la Quaresima nella tradizione bizantina, ed ha il suo fondamento biblico nei Vangeli, specialmente in quello di Luca. Si tratta di una delle antiche feste cristiane, e ne abbiamo testimonianze precise quando viene introdotta a Costantinopoli attorno al 530; anche Romano il Melode (VI sec.) ne ha un kondákion. Allo sviluppo di questa festa contribuirono le omelie patristiche di tendenza antiariana che cercavano di sottolineare, accanto all'umanità di Cristo, anche la sua divinità eternamente sussistente in Dio; ed anche l’omiletica di origine siriaca che sottolineava fortemente il parallelo Eva – Maria, e che troviamo molto presente nell'ufficiatura della festa. A Roma la festa fu introdotta da papa Sergio I (687-701) di origine siriaca, che ne stabilì una celebrazione liturgica a Santa Maria Maggiore con una processione.
Sin dall'inizio la festa fu celebrata il 25 di marzo e quindi sempre nel periodo quaresimale, tempo che esclude qualsiasi solennità fino a Pasqua. Il concilio di Costantinopoli del 692, detto in Trullo, prescrive di celebrare con tutta solennità la festa, in qualsiasi tempo e giorno essa accada. E così nelle chiese bizantine si sviluppa un ben particolare sistema di rubriche liturgiche che cercano di combinare l’Annunciazione con le ufficiature quaresimali e della Settimana Santa. La festa del 25 marzo ha una vigilia il 24 ed un dopo festa il 26, giorno in cui si celebra la memoria dell’arcangelo Gabriele. Infatti molto spesso le grandi feste nella tradizione bizantina hanno, il giorno successivo alla festa, la celebrazione del personaggio di cui Dio si serve per portare a termine il suo mistero di salvezza. L’iconografia della festa è assai sobria e riprende di solito la pericope di Lc 1, 26-38.
La festa ha come tema portante l’annuncio dell’Incarnazione del Verbo di Dio e la gioia che ne scaturisce. Molti dei tropari avranno, quasi un ritornello il “gioisci”; si tratta di una gioia che non ha niente di superficiale bensì nasce dalla consapevolezza della salvezza che ci viene data in Cristo, in una festa che cerca di coinvolgere tutta la creazione alla lode e alla contemplazione  del mistero celebrato, appunto l’Incarnazione del Verbo di Dio. Nella lettura dei testi dell’ufficiatura del 25 marzo ci accorgiamo che sono testi che riassumono tutto il mistero della nostra fede. I tropari sono un intreccio di citazioni bibliche, soprattutto veterotestamentarie, profezie dell’AT che annunciano il Cristo e che la tradizione patristica ha letto sempre in chiave cristologica. Questa stessa accentuazione cristologica è già in tutti i titoli dati a Maria, titoli legati al mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio, e della divina maternità di Maria: Gioisci, terra non seminata; gioisci, roveto incombusto (Es 3,2); gioisci abisso imperscrutabile; gioisci, ponte che fa passare ai cieli e scala elevata contemplata da Giacobbe (Gen 28,12); gioisci, divina urna della manna (Es 16,33); gioisci, liberazione dalla maledizione (Gen 3,15); gioisci, ritorno di Adamo dall'esilio: il Signore è con te (Lc 1,28). Ben otto “gioisci” di cui cinque ripresi dalla Sacra Scrittura.
Un’altro tema che torna nei testi liturgici è l’accostamento di meraviglia e di dubbio in Maria; "meraviglia" di fronte a quello che le viene annunciato, "dubbio" non tanto di fronte a quello che dovrà avverarsi, bensì il dubbio di non essere come Eva nuovamente vittima dell''inganno di chi annuncia grandi cose: "sarete come Dio…". Un altro accostamento di meraviglia e stupore è applicato dalla liturgia anche all'arcangelo di fronte al contenuto dell’annuncio, con una serie di affermazioni cristologicamente contrastanti, molto simili ai temi degli Inni di sant'Efrem il Siro: "l’inafferrabile che è nel più alto dei cieli, nasce da una vergine! Colui che ha il cielo per trono e la terra come sgabello si rinchiude nel grembo di una donna! Colui che i serafini dalle sei ali… non possono fissare, si compiace di incarnarsi da lei… Colui che qui è presente è il Verbo di Dio".
Le letture del vespro sono prese dall'Antico Testamento, pericopi che già tutta la tradizione patristica di Oriente e di Occidente legge in chiave cristologica: Gen 28, 10-17: la scala di Giacobbe; Ez 43, 27-44,4: la porta chiusa da dove passa soltanto il Signore; Pr 9, 1-11: la casa costruita dalla sapienza di Dio. Il tropario della festa riassume in modo breve e chiaro il tema di fondo della celebrazione, cioè il Figlio di Dio che diventa Figlio della Vergine: "Oggi è il principio della nostra salvezza e la manifestazione del mistero nascosto da secoli: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine, e Gabriele porta la buona novella della grazia. Con lui dunque acclamiamo alla Vergine: Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te".
Vorrei accennare all'ufficiatura del mattutino in uno dei suoi testi: la composizione (cànone) di un autore bizantino, Teodoro Graptos (778-845) vissuto in piena controversia iconoclasta. L’opera è un’acrostico, e si svolge servendosi di un genere letterario che già Efrem usa spesso, cioè quello del dialogo o disputa tra due personaggi, nel nostro casi tra l’arcangelo e la Madre di Dio a strofe alterne. L’autore riprende quel tema accennato già al vespro, la meraviglia dello stesso arcangelo per quello che deve annunciare, lo stupore e la paura della Vergine, paura ad essere di nuovo come Eva ingannata:
L’angelo: Il roveto che, accolta la fiamma, è rimasto incombusto, o piena di grazia ignara di nozze, ha mostrato l’ineffabile realtà del mistero che ti riguarda: dopo il parto infatti, o pura, tu rimarrai sempre vergine.
La Madre-di-Dio: Tu che risplendi della luce del Dio onnipotente, o araldo di verità, dimmi, Gabriele, con tutta sincerità: come, rimanendo integra la mia purezza, partorirò il Verbo incorporeo nella carne?
L’angelo: Con riverenza io sto davanti a te, come servo davanti alla padrona; con timore dunque, o Vergine, con trepido rispetto ti considero: come pioggia sul vello scenderà su di te il Verbo del Padre, secondo il suo beneplacito.
La Madre-di-Dio: Come potrà colui che da nulla è contenuto e che per tutti è invisibile abitare nel grembo di una vergine che egli stesso ha plasmato? Come dunque concepirò Dio, il Verbo che, come il Padre e lo Spirito, è senza principio?
L’angelo: Gioisci, Sovrana, gioisci, Vergine tutta pura; gioisci, ricettacolo di Dio; gioisci, lampada luminosa; riconciliazione di Adamo, riscatto di Eva, monte santo, fulgido santuario e talamo di immortalità.
L’ultimo dei tropari del mattutino riassume tutto il mistero della nostra salvezza già manifestato nei Vangeli ed in tutta la tradizione patristica: Il mistero che è dall'eternità è oggi rivelato, e il Figlio di Dio diviene Figlio dell’uomo, affinché, assumendo ciò che è inferiore, possa comunicarmi ciò che è superiore… ma Dio diviene uomo per rendere Adamo Dio… La Divina Liturgia del giorno 25 legge le pericope di Eb 2, 11-18, e Lc 1, 24-38: E l’angelo andò via da lei. Il versetto del vangelo di Luca che chiude la pericope dell’Annunciazione mi fa sempre impressione. Il Signore ci annuncia la sua Buona Novella, poi ci lascia…? Non è l’abbandono né la solitudine che dobbiamo leggere nel versetto del vangelo di Luca, ma sì il fatto che nella nostra vita cristiana saremo chiamati a dare una risposta dalla nostra propria responsabilità e maturità umana e cristiana.

Manuel Nin, OSB

25 Marzo- Annunciazione della Santissima Madre di Dio

25 MARZO 2019
ANNUNCIAZIONE DELLA SANTISSIMA MADRE DI DIO
E SEMPRE VERGINE MARIA



I ANTIFONA

O Theòs, to krìma su to vasilì dhos, ke tin dhikeosìnin su to iiò tu vasilèos. Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson imàs.

O Dio, concedi il tuo giudizio al re e la tua giustizia al figlio del re. Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

II ANTIFONA

Katavìsete os ietòs epì pòkon, ke osì stagòn i stàzusa epì tin Sòson imàs, Iiè Theù, o ek Parthènu sarkothìs, psallondàs si: Allilùia.

Scenderà come pioggia sulla messe e come acqua irrorante la terra. o Figlio di Dio, che ti sei incarnato dalla Vergine, salva noi che a te cantiamo: Alliluia.

III ANTIFONA

Èste to ònoma aftù evloghimènon is tus eònas, pro tu ilìu dhiamèni to ònoma aftù.

Sìmeron tis sotirìas imòn to kefàleon, ke tu ap’eònos Mistirìu i fanèrosis; o Iiòs tu Theù Iiòs tis Parthènu ghìnete, ke Ghavriìl tin chàrin evanghelìzete. Dhiò sin aftò ti Theotòko voìsomen: Chère, kecharitomèni, o Kyrios metà su.

Sarà il suo nome benedetto per i secoli, davanti al sole resterà il suo nome.

Oggi è il principio della nostra salvezza e la manifestazione del mistero nascosto da secoli: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine, e Gabriele porta la buona novella della grazia. Con lui dunque acclamiamo alla Vergine: Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te.

ISODIKON

Evanghelìzete imèran ex imèras to sotìrion tu Theù imòn.Sòson imàs, Iiè Theù, o ek Parthènu sarkothìs, psallondàs si: Allilùia.

Annunziate di giorno in giorno la salvezza del nostro Dio. Salva, o Figlio di Dio, che ti sei incarnato dalla Vergine, noi che a te cantiamo: Alliluia.

TROPARIO

Sìmeron tis sotirìas imòn to kefàleon, ke tu ap’eònos Mistirìu i fanèrosis; o Iiòs tu Theù Iiòs tis Parthènu ghìnete, ke Ghavriìl tin chàrin evanghelìzete. Dhiò sin aftò ti Theotòko voìsomen: Chère, kecharitomèni, o Kyrios metà su.

Oggi è il principio della nostra salvezza e la manifestazione del mistero nascosto da secoli: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine, e Gabriele porta la buona novella della grazia. Con lui dunque acclamiamo alla Vergine: Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te.

KONTAKION

Ti ipermàcho stratigò ta nikitìria, os litrothìsa ton dhinòn efcharistìria anagràfo sì i pòlis su, Theotòke.  All’os èchusa to kràtos aprosmàchiton, ek pandìon me kindhìnon elefthèroson, ìna kràzo si: Chère, Nìmfi anìmfefte.

 A te che, qual condottiera, per me combattesti, innalzo l’inno della vittoria; a te porgo i dovuti ringraziamenti io che sono la tua città, o Madre di Dio. Tu, per l’invincibile tua potenza, liberami da ogni sorta di pericoli, affinché possa a te gridare: salve, o sposa sempre vergine.

EPISTOLA

L’anima mia magnifica il Signore, ed il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.

Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Lettura dalla Lettera agli Ebrei (2, 11 - 18)

Fratelli, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annuncerò il tuo  nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi; e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccomi, io e i figli che Dio mi ha dato. Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. 

Alliluia (3 volte)

Discenderà come pioggia sull’erba, e come acqua che stilla sulla terra. 

Alliluia (3 Volte)

Sia benedetto il suo nome nei secoli, innanzi al sole durerà il suo nome.

Alliluia (3 volte)

VANGELO

Lettura del santo Vangelo secondo Luca (1, 24 – 38)

In quei giorni, Elisabetta moglie di Zaccaria concepì; si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere lamia vergogna fra gli uomini». Al sesto mese,l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei,disse:«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere,Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco,concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo,poiché non conosco uomo?».Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. 

MEGALINARION

Evanghelìzu, ghi, charàn megàlin, enìte, uranì, Theù tin dhòxan. Os empsìcho Theù kivotò psavèto midhamòs chìr amiìton; Chìli dhe pistòn ti Theotòko asighìtos Fonìn tu Anghèlu anamèlponda, en agalliàsi voàto: Chère, Kecharitomèni, o Kyrios metà su.

Annuncia, o terra, una grande gioia, celebrate, o cieli, la gloria di Dio. Come tempio vivente, arca di Dio, mai accada che mano profana la tocchi: ma le labbra dei fedeli, incessantemente cantando alla Madre di Dio le parole dell’angelo, acclamino esultanti: Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te.

KINONIKON

Exelèxato Kyrios tin Siòn, iretìsato aftìn is katikìan eaftò. Allilùia.

Il Signore ha scelto Sion, la elesse come dimora per se stesso. Alliluia.

DOPO SOSON O THEOS ED AL POSTO DI II TO ONOMA..

Simeron tis sotirias.... Oggi è l'inizio (Tropario)


PREGHIERA DELL'AMBONE

Signore Dio che tutto governi, tu ti sei compiaciuto che il tuo unigenito Figlio si incarnasse da una vergine e si facesse uomo per la nostra salvezza; tu hai inviato il tuo arcangelo Gabriele a evangelizzare la sua concezione verginale alla santa vergine Maria, eletta prima dei secoli per essere il luogo in cui si è realizzato tale tremendo mistero, noto da sempre a te e al tuo Logos eterno. Per sua intercessione e per le preghiere di tutti i tuoi santi, per mezzo della tua grazia, porta anche a noi la lieta novella della remissione dei peccati e di una gioia eterna; annuncia la pace al tuo popolo; mostraci la via da seguire per essere graditi nel tuo regno celeste. Per la compassione del tuo Cristo, con il quale sei benedetto insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.