venerdì 4 gennaio 2019

O MEGAS AGHIASMOS - LA GRANDE BENEDIZIONE DELLE ACQUE

  O MEGAS AGHIASMOS - La Grande Benedizione delle acque



Questa celebrazione ha luogo a conclusione della Liturgia dopo la preghiera “opisthamvonos”. Si forma una processione per recarsi alla fontana fuori della chiesa oppure in fondo alla chiesa dove è preparato un tetrapodio con la kolinvrithra piena d'acqua per la benedizione. Durante la processione si cantano i seguenti tropari:

P. Foni Kiriu epi ton idaton voà legusa Defte, lavete pandes Pnevma sofias Pnevma sineseos, Pnevma fovu Theù,tu epifanendos Christù.

P. La voce del Signore echeggia sulle acque e dice: su via, del Cristo apparso ricevete tutti lo Spirito di sapienza, del timor di Dio.

P. Simeron ton idaton aghiazete i fisis ke righnite o Iordanis, ke ton idion namaton epechi to revma, Despotin oron riptomenon.

P. Oggi viene santificata la natura delle acque: il Giordano si ferma e trattiene il corso delle proprie acque vedendo il Signore purificarsi.

P. Os anthropos en potamo ilthes, Christe Vasilev ke dulikon vaptisma lavin spevdis, agathè, ipòton tu Prodromu chiron dià tas amartias imon, filanthrope.

P. Come uomo sei venuto al fiume, o Cristo Re; e ti sei affrettato, o Buono, a ricevere un battesimo da schiavo dalle mani del Precursore per i nostri peccati, o amico degli uomini.

P. Doxa Patrì ke Iiò ke Aghio Pnevmati, ke nin ke aì ke is tus eonas ton eonon. Amin.

P. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, e adesso e sempre e nei secoli dei secoli. Amen

P. Pros tin fonin tu voondos en ti erimo, Etimasate tin odon tu Kiriu, ilthes, Kirie, morfin dulu lavon, Vaptisma eton o mi ghnus amartian. Idosan se idata ke efovithisan sintromos ghegonen o Prodromos, ke evoise legon pos fotisi o lichnos to Fos; pos chirothetisi o dulos ton Despotin; aghiason emè ke ta idata, Sotir, o eron tu kosmu tin amartian.

P. All'invito di colui che grida nel deserto: preparate la via del Signore, sei venuto, o Signore, prendendo forma di schiavo e chiedendo il Battesimo Tu che non hai conosciuto il peccato. Ti videro le acque ed ebbero paura; fu preso da timore il Precursore ed esclamò dicendo: come la lucerna potrà illuminare la luce? Come potrà il se Come potrà il servo imporre la mano sul suo Signore? Santifica me e le acque, o Salvatore, Tu che togli i peccati del mondo.

D. Sapienza!

L. Lettura dalla profezia di Isaia (35,1-10).

D. Stiamo attenti.

L. Queste cose dice il Signore: il deserto e la terra gioiranno, esulterà la steppa e fiorirà; che essa fiorisca come il narciso, esulti ed elevi grida di giubilo. Le sarà concessa la gloria del Libano, come pure la magnificenza del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, lo splendore del nostro Dio.Fortificate le mani deboli, rinfrancate le ginocchia vacillanti! dite ai pusillanimi: fatevi coraggio, non temete, ecco il vostro Dio: la sua vendetta viene, la retribuzione di Dio; egli stesso viene e vi salverà. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e si apriranno le orecchie dei sordi; lo zoppo salterà come un cervo, la lingua del muto eleverà canti di trionfo, poiché sorgenti
d'acqua sgorgheranno nel deserto e ruscelli scorreranno nella steppa. La terra arida diventerà uno stagno e il suolo riarso avrà sorgenti abbondanti, e dove erano i covi degli sciacalli, si avranno erba, canna e giunco. La via sarà una via battuta, sarà chiamata la via santa; l'impuro non vi passerà. Dio stesso istruirà il viaggiatore, e i semplici non si smarriranno. Là non vi saranno leoni, nessuna belva feroce vi metterà piede; vi cammineranno i liberati. Di lì torneranno i redenti dal Signore, giungeranno in Sion fra canti di trionfo, eterna letizia coronerà le loro teste; gioia e allegrezza li invaderanno, tristezza e lamenti saranno terminati. 

D. Sapienza!

L. Lettura della profezia di Isaia (55,1-13).

D. Stiamo attenti.

L. Queste cose dice il Signore: su, voi assetati, venite tutti all'acqua, anche se non avete denaro. Venite, comprate del grano e mangiate, senza denaro, e senza pagare acquistate vino e latte. Perché spendete il vostro denaro per altro che non è pane e la vostra paga per cose che non saziano? Ascoltatemi, e mangerete ciò che è buono e sarete allietati da cibi squisiti. Aprite l'orecchio e venite a me: ascoltate e l'anima vostra vivrà. Io concluderò con voi un patto eterno secondo le promesse fatte a David. Ecco, io l'ho dato come testimonio ai popoli, capo e maestro delle nazioni. Ecco, chiamerai popoli che non conoscevi e nazioni che t'ignoravano accorreranno a te, per amore del Signore, tuo Dio, per amore del Santo d'Israele, che ti glorifica. Cercate il Signore fino a che può essere trovato, invocatelo mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via, l'iniquo desista dai suoi pensieri, ritorni al Signore, che ne avrà misericordia, al nostro Dio, che largheggia nel perdono; poiché i miei pensieri non sono i vostri, e le vostre vie non sono le mie, - dice il Signore. Quanto il cielo è più elevato della terra, altrettanto i miei disegni superano i vostri progetti e i miei pensieri sono al disopra dei vostri. E come la pioggia e la neve discendono dall'alto dei cieli ma non vi ritornano senza aver irrigata, fecondata e fatta germogliare la terra, affinché produca il seme al seminatore e il pane per mangiare, così la parola che  esce dalla mia bocca non ritorna a me senza frutto, ma compie ciò che desidero e adempie la sua missione. Così partirete con gioia e camminerete in pace. Monti e colline vi acclameranno e tutti gli alberi dei campi vi applaudiranno. Al posto dei roveti crescerà il cipresso, al posto delle ortiche verdeggerà il mirto. Questo sarà per il Signore un nome glorioso, un monumento eterno che non verrà mai distrutto.

D. Sapienza!

L. Lettura dalla profezia di Isaia (12,3-6).

D. Stiamo attenti.

L. Queste cose dice il Signore: attingerete con gioia le acque dalle fonti del Salvatore e direte in quel giorno: “Lodate il Signore, invocate il suo nome, proclamate le sue opere tra le nazioni, ricordate che il suo nome è sublime. Cantate al Signore, perché ha fatto grandi cose: e questo sia noto su tutta la terra. Esulta e giubila abitante di Sion, perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele”.

D. Stiamo attenti.

L. Il Signore è mia illuminazione e mio Salvatore, chi temerò io? il Signore è il protettore della mia vita, di chi paventerò?

D. Sapienza.

L. Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (10,1-4).

 Fratelli, desidero che voi sappiate bene questo: i nostri padri furono tutti sotto la nube e tutti attraversarono il mare, e tutti, seguendo Mosè, furono battezzati in lui, nella nube e nel mare, e tutti mangiarono dello stesso cibo spirituale, e tutti bevettero la stessa bevanda spirituale. Bevevano infatti ad una pietra spirituale che li seguiva, e questa pietra era il Cristo.

P. Alliluia, alliluia, alliluia. 

L. La voce del Signore sopra le acque.

P. Alliluia, alliluia, alliluia. 


L. Il Dio della gloria tuona sopra le acque.
P. Alliluia, alliluia, alliluia. 

D. Sapienza! in piedi, ascoltiamo il S. Evangelo.

S. Pace a tutti.

P. Ke to pnevmatì su.

S. Lettura del S. Vangelo secondo S. Marco (1,9-11)

D. Stiamo attenti.

P. Dhòxa si, Kìrie, dhòxa si. 

S. In quei giorni, Gesù giunse da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. Nel momento in cui usciva dall'acqua, vide spalancarsi i cieli e lo Spirito scendere sopra di lui quasi come colomba. E dal cielo una voce si fece udire: “Tu sei il mio Figlio diletto, in Te mi sono compiaciuto”.

P. Dhòxa si, Kìrie, dhòxa si. 

Mentre il Diacono recita l’ektenia seguente, il celebrante dice sommessamente la seguente preghiera. 

Se il diacono manca il sacerdote la recita durante le profezie.


S. Signore Gesù Cristo, Figlio unigenito, che sei nel seno del Padre, vero Dio, sorgente di vita e di Immortalità, luce da luce, venuto al mondo per illuminarlo, rischiara la nostra mente col tuo Santo Spirito ed accogli il ringraziamento che Ti tributiamo per le mirabili e prodigiose tue opere, disposte fin dall’eternità col tuo salutare ordinamento. Così rivestito della nostra debole e povera natura, sottomesso alle leggi dei tuoi servi, sei disceso Tu, Sovrano di ogni cosa, ed hai accettato di essere battezzato nel Giordano da mano di servo affinché, santificata la natura delle acque, Tu incontaminato, aprissi a noi la via della rigenerazione per l’acqua e il Santo Spirito, restituendoci alla primitiva libertà. Nel celebrare il ricordo di un tal divino mistero Ti preghiamo, o Signore, amico degli uomini, di versare sopra di noi, indegni tuoi servi, per la tua divina promessa, l’acqua purificatrice, dono della tua misericordia, affinché, per mezzo di quest’acqua, sia accetta alla tua bontà la supplica di noi peccatori e sia accordata per essa la tua benedizione a noi e a tutto il tuo popolo fedele, a gloria del santo ed adorabile tuo nome. Poiché a Te si conviene ogni gloria, onore ed adorazione, assieme al Padre tuo eterno e al tutto santo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.

D. In pace preghiamo il Signore.

P. Kìrie elèison. (e così dopo le invocazioni successive)

D. Per la pace che viene dall'alto e per la salvezza delle anime nostre, preghiamo il Signore.

Per la pace del mondo intero, per la prosperità delle sante Chiese di Dio e per l'unione di tutti, preghiamo il Signore.

Per questa santa dimora e per coloro che vi entrano con fede, pietà e timore di Dio, preghiamo il Signore.


Per il nostro piissimo vescovo NN. per il venerabile presbiterio e per il diaconato in Cristo, per tutto il clero e il popolo, preghiamo il Signore

Per i nostri governanti, preghiamo il Signore.

Per questa città, per ogni città e paese, e per i fedeli che vi abitano, preghiamo il Signore.

Per la salubrità del clima, per l'abbondanza dei frutti della terra e per tempi di pace, preghiamo il Signore.

Per i naviganti, per i viandanti, i malati, i sofferenti, i prigionieri e per la loro salvezza, preghiamo il Signore.

Affinché sia santificata quest'acqua con la virtù e la potenza e la venuta dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

Affinché discenda su queste acque l'azione purificatrice della sovrasostanziale Trinità, preghiamo il Signore.

Affinché siano donate ad esse la grazia della redenzione e la benedizione del Giordano, preghiamo il Signore.

Affinché noi possiamo essere illuminati con la luce della conoscenza e della pietà per la venuta dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

Perché quest'acqua possa divenire dono di santificazione, lavacro dei peccati per la guarigione dell'anima e del corpo, ed idonea per ogni utilità, preghiamo il Signore.

Perché quest'acqua divenga sorgente di vita eterna, preghiamo il Signore.

Affinché si manifesti riparo contro tutte le insidie dei nemici visibili ed invisibili, preghiamo il Signore.

Per coloro che ne attingono e ne prendono per la benedizione delle loro case, preghiamo il Signore.

Perché possa servire per purificazione delle anime e dei corpi di tutti quelli che la prendono e la usano con fede, preghiamo il Signore.

Affinché siamo resi degni di essere ripieni di santificazione per la partecipazione di queste acque all'invisibile manifestazione dello Spirito Santo, preghiamo il Signore.

Affinché il Signore Iddio esaudisca la voce della preghiera di noi peccatori ed abbia misericordia di noi, preghiamo il Signore.

Per essere liberati da ogni afflizione, flagello, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, immacolata, benedetta, gloriosa Signora nostra, Madre di Dio e sempre Vergine Maria, insieme con tutti i Santi, raccomandiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

P. Si, Kìrie.

Al termine dell’ektenia il sacerdote recita ad alta voce la seguente preghiera (opera di Sofronio, patriarca di Gerusalemme)

S. Trinità sovrasostanziale, buonissima, divinissima, onnipotente, onniveggente, invisibile, incomprensibile, creatrice delle sostanze spirituali e delle creature ragionevoli, innata bontà, luce inaccessibile che illumina ogni uomo che viene nel mondo, illumina anche me, indegno tuo servo; illuminami gli occhi della mente affinché possa anch'io inneggiare l'incommensurabile tua opera e potenza. Bene accetta ti sia la mia supplica per il popolo qui presente e fa che le mie colpe non impediscano che scenda il tuo Santo Spirito, ma concedimi di invocarti senza condanna e dire anche ora, tutto buono: Ti glorifichiamo, Signore amico degli uomini, onnipotente, eterno Re. Glorifichiamo Te, autore e fattore di ogni cosa. Ti glorifichiamo, Figlio di Dio unigenito, nato senza padre dalla Madre e senza madre dal Padre. Nella precedente Festa infatti Ti abbiamo visto bambino, in questa invece Ti vediamo perfetto, essendoti da perfetto manifestato Dio nostro perfetto. Oggi infatti è giunto il tempo della Festa, e il coro dei Santi si unisce a noi, gli Angeli fanno festa assieme agli uomini. Oggi la grazia del Santo Spirito, in forma di colomba, è discesa sopra le acque. Oggi è spuntato il sole che mai tramonta, e il mondo risplende alla luce del Signore. Oggi la luna con i suoi lucenti raggi brilla assieme al mondo. Oggi le luminose stelle con la chiarezza della loro luce rendono bello l'universo. Oggi le nuvole dall'alto dei cieli fanno piove 7 indietro e i monti trepidarono guardando Dio nella carne; e le nubi emisero una voce, ammirando Colui che veniva, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. Contempliamo oggi la solennità del Signore nel Giordano: Egli infatti vi sommerge la morte della trasgressione, il pungolo dell'errore, il collegamento con l'inferno, e dà al mondo il Battesimo di salvezza. Per cui anch'io, peccatore ed indegno servo, narrando le grandezze dei tuoi prodigi, preso da timore, con compunzione a te esclamo:

Grande sei, o Signore, e prodigiose sono le opere tue, e nessuna parola è sufficiente ad inneggiare le tue meraviglie. (tre volte)

Ogni volta che il sacerdote pronunzia tale esclamazione il coro canta:

P. Dhòxa si, Kìrie, dhòxa si. 

Tu infatti, con la tua volontà, dal nulla hai portato all'esistenza tutte le cose, con la tua potenza trattieni il creato e con la tua provvidenza governi il mondo. Tu, con quattro elementi, hai costituito il creato, hai coronato con quattro stagioni il ciclo dell'anno. Innanzi a Te tremano tutte le intellettuali potenze. Te inneggia il sole, Te glorifica la luna, a Te sono sottoposti gli astri, a Te obbedisce la luce, di Te tremano gli abissi, a Te servono le sorgenti. Tu hai disteso il cielo come una cortina, Tu hai consolidata la terra sopra le acque, Tu hai arginato il mare con la sabbia, Tu hai effuso l'aria per la respirazione. Le angeliche potenze servono Te, i cori degli Arcangeli Ti adorano, i Cherubini dai molti occhi e i Serafini dalle sei ali, stando attorno e volando intorno, con timore si nascondono alla tua inaccessibile gloria. Poiché Tu, Dio non circoscritto, senza inizio ed ineffabile, sei venuto sulla terra, assumendo forma di servo, divenendo somigliante agli uomini: non hai sopportato, infatti, o Signore, per la tua grande misericordia, di vedere tiranneggiato dal diavolo il genere umano, ma sei venuto e ci hai salvato. Confessiamo la grazia, predichiamo la misericordia, non nascondiamo il beneficio. Hai liberato i figli della nostra natura, hai santificato il seno verginale con la tua nascita, tutto il creato ha sciolto a Te inni quando sei apparso. Perché Tu, o Dio nostro, Ti sei mostrato sulla terra ed hai voluto vivere insieme agli uomini. Tu, avendo mandato dal cielo il tuo Santo Spirito, hai santificato le acque del Giordano ed hai stritolato le teste dei dragoni colà annidati. 

Tu stesso dunque, o Re amico degli uomini, sii presente anche ora per la venuta del tuo Santo Spirito e santifica questa acqua. (tre volte).

  E dà ad essa la grazia della redenzione, la benedizione del Giordano. Rendila sorgente d'incorruttibilità, dono di santificazione, lavacro dei peccati, rimedio contro le infermità, rovina per i demoni, inaccessibile alle potenze contrarie, ripiena di angelica forza, affinché tutti coloro che ne attingono e ne prendono possano averla per purificazione delle anime, per medicina delle passioni, per santificazione delle case, vantaggiosa per ogni bisogno. Tu sei il Dio nostro, che con l'acqua ha annegato il peccato al tempo di Noè. Tu sei il Dio nostro, che attraverso il mare ha liberato dalla schiavitù del faraone,  8 per mezzo di Mosè il popolo ebreo. Tu sei il Dio nostro, che ha spaccato la pietra nel deserto, e ne sgorgarono le acque e si riempirono i torrenti e ha soddisfatto il suo popolo assetato. Tu sei il Dio nostro, che con l'acqua e col fuoco, per mezzo di Elia, ha liberato Israele dall'errore di Baal. 

Tu stesso anche ora, o Signore, santifica quest'acqua con il Tuo Santo Spirito. (tre volte) 

E concedi a tutti quelli che la toccano, che ne usano, che ne partecipano: la santificazione, la benedizione, la purificazione, la salute. E salva o Signore i tuoi servi, i fedeli nostri governanti. E custodiscili sotto la tua protezione, in pace. concedi loro tutto quello che si richiede per la salute e la vita eterna. ricordati del nostro vescovo (NN), di tutto il presbiterato, del diaconato in Cristo, di tutto l'ordine sacerdotale, e del popolo qui presente e dei nostri fratelli che per giusta causa sono assenti, ed abbi pietà di loro e di noi secondo la tua grande misericordia, affinché dagli elementi, dagli Angeli e dagli uomini, dalle cose visibili e invisibili sia glorificato il tuttosanto nome tuo, col Padre e col Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.


P. Amìn 

S. Pace a tutti

P. Ke to pnevmatì su. 

D. Inchinate il vostro capo al Signore

P. Si, Kìrie.

Il celebrante aggiunge

S. Porgi, o Signore il tuo orecchio ed esaudiscici, Tu che ti sei degnato di farti battezzare nel Giordano e di santificare le acque; e benedici tutti noi, che inchinando il nostro capo significhiamo la condizione di servitù. E concedici di essere ripieni della tua santificazione, per la partecipazione e l'aspersione di quest'acqua; e sia per noi, o Signore, di salute per l'anima e per il corpo. Tu sei infatti la santificazione delle anime e dei corpi nostri, e a Te rendiamo la gloria, il ringraziamento e l'adorazione, assieme al Padre tuo eterno e al tuttosanto e buono e vivificante tuo Spirito ora e sempre e nei secoli dei secoli.

P. Amìn 

Il celebrante immerge nell'acqua per tre volte la S. Croce, tenendola con le mani assieme al mazzetto di erbe aromatiche. E prima il sacerdote e poi il coro cantano, per tre volte, il tropario:

.En Iordani vaptizomenu su, Kirie, i tis Triados efanerothi proskinisis tu gar Ghennitoros i fonì prosemartiri si, agapiton se Iion onomazusa ke to Pnevma en idi peristeras eveveu tu logu to asfales. O epifanis, Christè o Theos, ke ton kosmon fotisas, doxa si.



Tutti i presenti vanno poi a baciare la S. Croce tenuta dal celebrante, mentre questi connun ramo spruzza sul capo di ciascuno l'acqua benedetta. 

Parti proprie (ITALIANO) del Vespro della Santa Teofania del Signore al Giordano





Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino speri Israele nel Signore.

Vedendo il precursore la nostra luce, * colui che illumina ogni uomo˚, * venuto per essere battezzato, * gioisce con l’anima * e trema con la mano; * lo indica e dice ai popoli: * Ecco colui che redime Israele, * colui che ci libera dalla corruzione. * O Cristo senza peccato, Dio nostro˚, * gloria a te.



Perché presso il Signore è la misericordia, e grande è presso di lui la redenzione, ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

Gli eserciti degli angeli fremettero, * al vedere il nostro Redentore battezzato da un servo, * mentre riceveva testimonianza * per la presenza dello Spirito. * E venne dal cielo la voce del Padre: * Costui a cui il precursore impone le mani * è il mio Figlio diletto, * nel quale mi sono compiaciuto˚. * O Cristo, Dio nostro, * gloria a te.




Lodate il Signore, genti tutte  dategli lode, popoli tutti.

I flutti del Giordano * hanno accolto te, la sorgente, * e il Paraclito è sceso in forma di colomba; * china il capo * colui che ha inclinato i cieli˚; * grida l’argilla a chi l’ha plasmato, * ed esclama: * Perché mi comandi ciò che mi oltrepassa? * Sono io ad aver bisogno del tuo battesimo. * O Cristo senza peccato, Dio nostro˚, * gloria a te.

Perché piú forte si è fatta per noi la sua misericordia, e la verità del Signore rimane in eterno.

Volendo salvare l’uomo * che si era sviato, * non sdegnasti di rivestire forma di servo˚: * conveniva infatti a te, Sovrano e Dio, * assumere per noi ciò che è nostro: * battezzato infatti nella carne, o Redentore, * tu hai ottenuto a noi la remissione. * Perciò a te acclamiamo: * Cristo benefattore, Dio nostro, * gloria a te.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.


Stesso tono. Di Byzas.

Hai chinato il capo davanti al precursore, * e hai spezzato le teste dei draghi˚; * sei venuto tra i flutti, * e hai illuminato l’universo, * perché esso glorifichi in te, o Salvatore, * l’illuminazione delle nostre anime.


Quindi le letture.

Lettura del libro della Genesi (1,1-13).

Quindi ci si alza per dire il tropario. Tono pl. 1.

Ti sei manifestato nel mondo, * tu che hai fatto il mondo, * per illuminare quanti siedono nelle tenebre˚. * O amico degli uomini, gloria a te.

Si riprende la finale del tropario a partire dalle parole Per illuminare, con i seguenti stichi (s. 66).

Stico 1. Dio abbia pietà di noi e ci benedica; faccia risplendere il suo volto su di noi e abbia misericordia di noi.

Stico 2. Perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza.

Stico 3. Ti confessino i popoli, o Dio, ti confessino i popoli tutti; la terra ha dato il suo frutto.

Stico 4. Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio, e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria. Ora e sempre. Il tropario completo, quindi:


Lettura del quarto libro dei Re (4[2] Re 2,6-14).

Disse Elia ad Eliseo: Siedi qui, perché il Signore mi manda al Giordano. Disse Eliseo: Viva il Signore e viva l’anima tua! Non ti lascerò. E se ne andarono entrambi. Vennero cinquanta uomini dei figli dei profeti e si fermarono a distanza, di fronte a loro. I due si fermarono alla sponda del Giordano. Elia prese il suo mantello, lo arrotolò e colpí con esso le acque che si divisero in due, ed entrambi passarono sull’asciutto. Appena passati, Elia disse ad Eliseo: Dimmi cosa devo fare per te, prima che io ti sia tolto. Disse Eliseo: Che io abbia duplice su di me lo spirito che è su di te. Disse Elia: Hai chiesto una cosa difficile. Tuttavia, se mi vedrai quando ti sarò tolto, la otterrai; ma se non mi vedrai, non la otterrai.
E mentre essi se ne andavano e parlavano, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco; essi furono divisi l’uno dall’altro, ed Elia fu assunto in un turbine come verso il cielo. Eliseo vide e gridò: Padre, padre, carro d’Israele e sua cavalleria! Poi non lo vide piú. Eliseo afferrò allora il suo abito e lo lacerò in due, quindi Eliseo raccolse il mantello che era caduto ad Elia. Poi Eliseo si volse, si fermò sulla riva del Giordano, prese il mantello caduto ad Elia, percosse con esso le acque, ma queste non si divisero. Allora Eliseo disse: Dov’è dunque il Dio di Elia? Ed Eliseo colpí le acque una seconda volta e queste si divisero ed egli passò all’asciutto.

Tropario. Tono pl. 2.

Nella ricchezza della tua misericordia * ti sei manifestato a peccatori e pubblicani, * o Salvatore nostro. * E dove mai doveva brillare la tua luce * se non fra quanti siedono nelle tenebre˚? * Gloria a te.

Si riprende la finale del tropario, a partire dalle parole: E dove mai, con i seguenti stichi .

Stico 1. Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore, si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto; e cosí ha reso saldo il mondo, che non sarà scosso. Pronto è il tuo trono fin da allora, da sempre tu sei.

Stico 2. Hanno alzato i fiumi, Signore, hanno alzato i fiumi le loro voci; alle voci di grandi acque, solleveranno i fiumi le loro ondate.

Stico 3. Mirabile l’elevarsi del mare; mirabile nelle altezze il Signore: le tue testimonianze sono degne di grande fede.

Stico 4. Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.

Gloria. Ora e sempre. Il tropario completo, quindi:

Lettura del quarto libro dei Re (4[2] Re 5,9-14).

Venne Naaman, un comandante del re degli assiri, con i suoi carri e i suoi cavalli, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: Va’, lavati sette volte nel Giordano, cosí riavrai la tua carne e sarai purificato. Naaman andò in collera e ripartí dicendo: Ecco, io mi dicevo: uscirà verso di me, invocherà il nome del Signore suo Dio, imporrà la sua mano sulla parte lebbrosa e ne ri¬sanerà la mia carne. Forse che l’Abana e il Parpar, fiumi di Damasco non sono migliori del Giordano e di tutte le acque d’Israele? Non potrei andare a lavarmi in quelli ed esserne purificato? E si voltò per andarsene pieno di collera. Ma i suoi servi gli si accostarono e gli dissero: Padre, se il profeta ti avesse parlato di una cosa grossa, non l’avresti fatta? Ma visto che ti ha detto solo: Lavati e sarai purificato! Allora Naaman scese e si bagnò nel Giordano sette volte secondo la parola dell’uomo di Dio: e la sua carne gli tornò come quella di un fanciulletto, e fu purificato.

Apostolo.

Prokímenon. Tono 3.

Il Signore è mia illuminazione e mio salvatore, chi temerò?

Il Signore è il protettore della mia vita, di chi avrò paura?

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (9,19-27).

Fratelli, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto giudeo con i giudei, per guadagnare i giudei; con coloro che sono sotto la Legge, sono diventato come uno che è sotto la Legge, pur non essendo sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro. Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo. Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitú perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

Alleluia. Tono 3.

Ha proferito il mio cuore la parola buona.

S Tu sei splendente di bellezza piú dei figli degli uomini: è stata effusa la grazia sulle tue labbra, per questo ti ha benedetto Dio in eterno.

Vangelo secondo Luca (3,1-18).



Alla lití. Gloria. Tono pl. 4. Di Giovanni monaco.

Signore, volendo portare a compimento * quanto dall’eternità avevi stabilito, * da tutto il creato * hai preso ministri del tuo mistero: * dagli angeli, Gabriele, * dagli uomini, la Vergine, * dai cieli, la stella, * e dalle acque, il Giordano: * in esso hai cancellato l’iniquità del mondo, * o Salvatore nostro. * Gloria a te.

Ora e sempre. Stesso tono. Di Anatolio.

Oggi la creazione viene illuminata, * oggi tutto è nella gioia, * gli esseri celesti e quelli terrestri. * Angeli e uomini si uniscono insieme, * poiché dove è presente il Re, * là è anche il suo seguito. * Accorriamo dunque al Giordano: * guardiamo tutti Giovanni che immerge nell’acqua * il capo non fatto da mano d’uomo e senza peccato˚. * Con¬formandoci dunque alla voce apostolica, * concordi acclamiamo: * È apparsa la grazia di Dio, * apportatrice di salvezza * per tutti gli uomini˚, * che risplende sui fedeli, * e ad essi elargisce * la grande misericordia˚.


Apósticha stichirá. Tono 2. Di Anatolio.

Vedendoti venire a lui * presso il fiume Giordano, * o Cristo Dio, * Giovanni diceva: * Perché ti sei accostato al servo, * tu che non hai macchia, Signore? * In nome di chi ti battezzerò? * Del Padre? * Ma tu lo porti in te stesso. * Del Figlio? * Ma sei tu stesso il Figlio incarnato. * Dello Spirito santo? * Ma sei tu che dalla tua bocca * puoi darlo ai credenti˚. * O Dio che ti sei manifestato˚, * abbi pietà di noi.

Il mare vide e fuggí, il Giordano si volse indietro.

Ti videro le acque, o Dio, * ti videro le acque ed ebbero timore˚; poiché alla tua gloria * non possono volgere gli occhi i cherubini, * né possono fissarla i serafini, * ma tenendosi presso di te con timore, * gli uni sostengono˚ * e gli altri glorificano la tua potenza˚. * Insieme a loro, o compassionevole, * noi proclamiamo la tua lode, dicendo: * O Dio che ti sei manifestato˚, * abbi pietà di noi.

Che hai, o mare, che sei fuggito, e tu Giordano, che ti sei volto indietro?

Oggi il Creatore del cielo e della terra * viene nella carne al Giordano * a chiedere il battesimo, * lui che è senza peccato˚, * per purificare il mondo * dall’inganno del nemico; * è battezzato da un servo * il Sovrano di tutti, * e dona al genere umano * la purificazione mediante l’acqua. * A lui acclamiamo: * O Dio che ti sei manifesta¬o˚, * gloria a te.

Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 4. Di Teofane.

Vedendo il sole rifulso dalla Vergine * chiedere il battesimo nel Giordano, * la lampada risplendente˚ * nata dalla sterile * con timore e gioia a lui gridava: * Santificami tu, o Sovrano, * con la tua divina epifania.

Apolytíkion. Tono 1.

Al tuo battesimo nel Giordano, Signore, * si è manifestata l’adorazione della Triade: * la voce del Padre * ti rendeva infatti testimonianza, * chiamandoti ‘Figlio diletto’, * e lo Spirito in forma di colomba * confermava la sicura verità * di questa parola˚. * O Cristo Dio che ti sei manifestato˚ * e hai illuminato il mondo, * gloria a te. 3 volte.

Congedo.

Colui che ha accettato di essere battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza, Cristo, vero Dio nostro...





Ufficio dell'Ora IX della Santa Teofania

ORA NONA





Sacerdote : Benedetto il Dio nostro in ogni tempo, ora e sempre nei  secoli dei secoli.

Coro: Amìn.

Sacerdote: Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.

Re celeste, Paraclito,  Spirito della verità, tu che ovunque sei e tutto riempi,  tesoro dei beni ed elargitore di vita,  vieni e poni in noi la tua dimora,  purificaci da ogni macchia  e salva, o buono, le anime nostre. 

Lettore: Santo Dio, santo forte, santo immortale, abbi pietà  di noi. (3 volte.)

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Santissima Trinità, abbi pietà di noi; Signore, placati di fronte ai nostri peccati; Sovrano, perdonaci le nostre iniquità; o santo, visitaci nelle nostre infermità e guariscici per il tuo nome.

Signore, pietà; Signore, pietà; Signore, pietà.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, cosí in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Sacerdote: Poiché tuoi sono il regno, la potenza, la gloria: del Padre, del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. 

Coro: Amen.

Lettore: Signore pietà, (12 volte.)

Gloria....... Ora e sempre.

Venite, adoriamo e prostriamoci al Re, nostro Dio.
Venite, adoriamo e prostriamoci al Cristo Re, nostro Dio.
Venite, adoriamo e prostriamoci a lui, il Cristo Re e Dio nostro.

3 prostrazioni. Quindi i salmi.


Salmo 92
1. Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore, si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto; e cosí ha reso saldo il mondo, che non sarà scosso.
2. Pronto è il tuo trono fin da allora, da sempre tu sei.
3. Hanno alzato i fiumi, Signore, hanno alzato i fiumi le loro voci; alle voci di grandi acque, solleveranno i fiumi le loro ondate.
4. Mirabile l’elevarsi del mare; mirabile nelle altezze il Signore.
5. Le tue testimonianze sono degne di grande fede; alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.

Salmo 113

1. Nell’esodo di Israele dall’Egitto, della casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
2. la Giudea divenne il suo santuario, Israele il suo dominio.
3. Il mare vide e fuggì, il Giordano si volse indietro.
4. I monti saltellarono come capri, e i colli come agnelli di un gregge.
5. Che hai, o mare, che sei fuggito, e tu Giordano, che ti sei volto indietro?
6. E voi monti, che avete saltellato come capri, e voi colli, come agnelli di un gregge?
7. Davanti al volto del Signore è stata scossa la terra, davanti al volto del Dio di Giacobbe
8. che ha mutato la roccia in laghi e la rupe in fonti di acque.
9. Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria, per la tua misericordia e la tua verità,
10. perché non dicano le genti: Dov'è il loro Dio?
11. Ma il nostro Dio è nel cielo e sulla terra: tutto ciò che ha voluto l’ha fatto.
12. Gli idoli delle genti, argento e oro, opere delle mani degli uomini:
13. hanno bocca e mai parleranno; hanno occhi, e mai vedranno;
14. hanno orecchi, e non udranno; hanno narici e non odoreranno;
15. hanno mani e non palperanno; hanno piedi e non cammineranno; mai avranno voce nella loro gola.
16. Simili ad essi diventino quelli che li fanno e tutti quelli che in essi confidano.
17. La casa di Israele ha sperato nel Signore: è loro aiuto e protettore.
18. La casa di Aronne ha sperato nel Signore: è loro aiuto e protettore.
19. Quelli che temono il Signore hanno sperato nel Signore: è loro aiuto e protettore.
20. Il Signore si è ricordato di noi e ci ha benedetti: ha benedetto la casa d’Israele, ha benedetto la casa di Aronne,
21. ha benedetto quelli che temono il Signore, i piccoli insieme con i grandi.
22. Continui a darvi i suoi doni il Signore, a voi e ai vostri figli.
23. Benedetti voi dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra.
24. Il cielo del cielo è del Signore, ma la terra l’ha data ai figli degli uomini.
25. Non i morti ti loderanno, Signore, né quanti scendono negli inferi;
26. ma noi, i viventi, benediremo il Signore, da ora e in eterno.

Salmo 85

1. Piega, Signore, il tuo orecchio ed esaudiscimi, perché povero e misero sono io.
2. Custodisci la mia anima, perché santo io sono: salva il tuo servo, Dio mio, che spera in te.
3. Misericordia di me, Signore: a te griderò tutto il giorno.
4. Rallegra l’anima del tuo servo, perché a te ho levato l’anima mia.
5. Tu infatti, Signore, sei soave e clemente, ricco di misericordia per tutti quelli che ti invocano.
6. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera, e volgiti alla voce della mia supplica.
7. Nel giorno della mia tribolazione ho gridato a te, perché tu mi hai esaudito.
8. Non c’è nessuno simile a te tra gli dei, Signore, e non c’è niente come le opere tue.
9. Tutte le genti che hai fatto verranno e si prostreranno davanti a te, Signore, e glorificheranno il tuo nome,
10. perché tu sei grande e fai meraviglie, tu solo sei Dio.
11. Guidami, Signore, nella tua via, e camminerò nella tua verità; gioisca il mio cuore temendo il tuo nome.
12. Ti celebrerò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore, e glorificherò il tuo nome in eterno.
13. Perché grande è la tua misericordia su di me, e hai liberato l’anima mia dal piú profondo dell’ade.
14. O Dio, i trasgressori sono insorti contro di me e una turba di violenti ha cercato l’anima mia, e non hanno posto te davanti a loro.
15. Ma tu, Signore Dio, sei compassionevole e misericordioso, longanime, ricco di misericordia e verace.
16. Volgi il tuo sguardo su di me e abbi pietà di me, dà la tua forza al tuo servo e salva il figlio della tua ancella.
17. Fa’ per me un segno per il bene e vedano i miei odiatori e siano confusi, perché tu, Signore, mi hai aiutato e consolato. 
Si ripete:
17. Fa’ per me un segno per il bene e vedano i miei odiatori e siano confusi, perché tu, Signore, mi hai aiutato e consolato. 

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Alleluia, Alleluia, Alleluia. Gloria a te, o Dio. 3 volte.

Signore, pietà; Signore, pietà; Signore, pietà.


Poi Gloria, e il tropario. Tono 4.

Si volse indietro un tempo * il fiume Giordano * in virtù del mantello di Eliseo, * dopo l’assunzione di Elia, * e si divisero le acque di qua e di là: * divenne così per lui la corrente * strada asciutta˚, * quale vera immagine del batte¬simo * col quale noi compiamo la traversata * della vita che scorre. * Cristo si è manifestato sul Giordano * per santificare le acque.

Ora e sempre. Theotokíon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine * e ti sei sottoposto alla crocifissione˚, * o buono, * tu che con la morte hai spogliato la morte, * e come Dio hai manifestato la risurrezione, * non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato˚, * mostra, o misericordioso, il tuo amore per gli uomini: * accogli, mentre intercede per noi, * la Madre-di-Dio che ti ha partorito, * e salva, o Salvatore nostro, * il popolo che non ha piú speranza.

Quindi i seguenti idiómela. 

Tono grave.
Faceva stupore vedere il Creatore * del cielo e della terra * nudo nel fiume, * per ricevere come un servo * il battesimo da un servo, * a nostra salvezza: * anche i cori degli angeli sbigottivano * per il timore e per la gioia. * Con loro noi ti adoriamo: * salvaci, Signore.

Stico: Perciò mi ricorderò di te, dalla terra del Giordano e dell’Ermon, lontano dal piccolo monte.

Tono 2.

Vedendo venire a lui * il Signore della gloria˚, * il precursore esclamava: * Ecco, è giunto colui che riscatta * il mondo dalla corruzione; * ecco, egli ci libera dalla tribolazione; * ecco, è venuto sulla terra * colui che dona la remissione dei peccati, * nascendo da una Vergine pura, * nella sua misericordia; * da servi, ci fa figli di Dio; * in luogo delle tenebre * dà la luce al genere umano * mediante l’acqua del suo divino battesimo. * Venite, dunque, * concordi a lui diamo gloria, * cosí come al Padre e al santo Spirito.

Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 1.

Va notato che il seguente idiómelon viene prima letto piamente e ad alta voce dal canonarca al centro della navata, e poi cantato dai due cori.

La mano con la quale * hai toccato il capo immacolato del Sovrano (3 volte), * e con la quale ce lo hai additato, * sollevala a nostro favore * verso di lui, o battista, * con la grande confidenza che possiedi: * egli stesso infatti ti ha reso testimonianza, * dicendo che sei il piú grande di tutti i profeti˚. * Volgi poi di nuovo verso di lui * gli occhi che hanno visto il santissimo Spirito * scendere in forma di colomba, * per rendercelo propizio. * E vieni qui con noi (3 volte), * per ratificare l’inno * e dare inizio alla solennità.

Prokímenon. Tono 3.

Il Signore è mia illuminazione e mio salvatore, chi  temerò? 
Stico: Il Signore è il protettore della mia vita, di chi avrò paura?

Lettura della profezia di Isaia (49,8-15).

Cosí dice il Signore: Nel tempo accetto ti ho esaudito e  nel giorno della salvezza ti ho aiutato; ti ho formato, ti ho dato e stabilito come alleanza delle genti, per riassestare la terra e far recuperare le eredità deserte, per dire ai prigionieri: Uscite; e a quelli che sono nelle tenebre: Mostratevi. In tutte le vie pascoleranno, e in ogni sentiero ci sarà pascolo per loro. Non avranno né fame né sete, non li colpirà né la calura né il sole, ma anzi, colui che ha misericordia di loro li conforterà e li condurrà attraverso sorgenti di acque. E renderò ogni monte strada, e ogni sentiero pascolo per loro. Ecco, questi verranno da lontano, questi da settentrione e da mezzogiorno, altri dalla terra di Persia. Si rallegrino i cieli ed esulti la terra, erompa dai monti la letizia e dai colli la giustizia, perché Dio ha avuto misericordia del suo popolo, e ha consolato i miseri del suo popolo. Sion aveva detto: Il Signore mi ha abbandonata, il Signore mi ha dimenticata. Forse si dimentica una donna del suo bambino, o non avrà pietà del frutto del suo grembo? Ma se anche una donna se ne dimenticasse, io non mi dimenticherò di te, dice il Signore onnipotente.

Apostolo.

Lettura dell’epistola di Paolo a Tito (2,11-14; 3,4-7).

Figlio mio Tito, è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesú Cristo; il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. Quando si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtú di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesú Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Vangelo.

Lettura del santo vangelo secondo Luca (3,1-18).

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di con¬versione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spia¬nati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco. Le folle lo interrogavano: Che cosa dobbiamo fare? Rispondeva: Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: Maestro, che dobbiamo fare? Ed egli disse loro: Non esigete nulla di piú di quanto vi è stato fissato. Lo interrogavano anche alcuni soldati: E noi che dobbiamo fare? Rispose: Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe. Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti, dicendo: Io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è piú forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile. Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

Quindi il lettore dice:
Non consegnarci del tutto [al nemico], per amore del tuo santo nome; non sciogliere la tua alleanza, e non distogliere da noi la tua misericordia, per Abramo tuo diletto, per Isacco tuo servo, e per Israele tuo santo.

Trisagio. Santissima Triade. Padre nostro.

Kondákion. Tono 4.
Giunto oggi ai flutti del Giordano, * il Signore grida a Giovanni: * Non temere di battezzarmi: * poiché io vengo a salvare Adamo, * il primo creato.

Signore, pietà, 40 volte. 

Tu che in ogni tempo e ogni ora, in cielo e sulla terra, sei adorato e glorificato, o Cristo Dio, magnanimo, ricco di misericordia, pietosissimo, tu che ami i giusti e hai pietà dei peccatori, tu che tutti chiami alla salvezza con la promessa dei beni futuri, tu, Signore, accogli anche le nostre suppliche in quest’ora, e dirigi la nostra vita nei tuoi comandamenti˚. Santifica le nostre anime; rendi casto il corpo; correggi i pensieri; purifica le intenzioni; e liberaci da ogni tribolazione, male e dolore. I tuoi angeli, come baluardi, ci circondino, affinché, custoditi e guidati dal loro schieramento, giungiamo all’unità della fede e alla conoscenza della tua gloria inaccessibile. Poiché benedetto tu sei per i secoli dei secoli. Amen. 

Signore, pietà; Signore, pietà; Signore, pietà.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Piú venerabile dei cherubini, incomparabilmente piú gloriosa dei serafini, tu che senza corruzione hai generato il Verbo Dio, realmente Madre-di-Dio, noi ti magnifichiamo. 

Nel nome del Signore, benedici, padre.

Sacerdote: Dio abbia pietà di noi e ci bene¬dica; faccia risplendere il suo volto su di noi e abbia misericordia di noi.

Poi la seguente preghiera:
Sovrano, Signore Gesú Cristo Dio nostro, tu che ti sei mostrato paziente davanti alle nostre colpe e ci hai condotti a quest’ora nella quale, pendendo dal legno vivificante, hai spianato al buon ladrone la via per entrare in paradiso˚, e con la morte hai distrutto la morte˚: sii propizio anche a noi peccatori˚ e indegni servi tuoi. Abbiamo infatti peccato e siamo stati empi˚. Non siamo degni di levare gli occhi e guardare all’alto dei cieli˚, perché abbiamo abbandonato la via della giustizia e abbiamo camminato secondo le volontà dei nostri cuori: imploriamo tuttavia la tua incomparabile bontà; risparmiaci, Signore, secondo l’abbondanza della tua misericordia˚, e salvaci per il tuo santo nome˚, perché si sono dileguati nella vanità i nostri giorni˚. Liberaci dalla mano dell’avversario, rimetti i nostri peccati e mortifica il nostro sentire carnale, affinché, deposto l’uomo vecchio, rivestiamo il nuovo˚ e viviamo per te, nostro Sovrano e protettore. Cosí, seguendo i tuoi precetti, perverremo al riposo eterno, là dove è la dimora di tutti coloro che sono nella gioia. Poiché tu sei realmente gioia ed esultanza veraci di quelli che ti amano, Cristo Dio nostro, e a te noi rendiamo gloria, insieme al Padre tuo senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Ancora il sacerdote: Gloria a te, Cristo Dio, speranza no¬stra, gloria a te.

Tutti: Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Signore, pietà; Signore, pietà; Signore, pietà. Padre santo, benedici.

Il sacerdote fa il congedo:
Cristo, vero Dio nostro, per l’intercessione della purissima Madre sua; dei santi e gloriosi apostoli, degni di ogni lode; del santo (del giorno), e di tutti i santi, abbia pietà di noi e ci salvi, poiché è buono e amico degli uomini.

Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesú Cristo, Dio nostro, abbi pietà di noi.

Tutti: Amen.



giovedì 3 gennaio 2019

La Festa della Teofania del Signore al Giordano 6 Gennaio Aspetti liturgici ed iconografici

La Festa della Teofania del Signore al Giordano
6 Gennaio
Aspetti liturgici ed iconografici



La festa del 6 gennaio è, dopo quella di Pasqua e di Pentecoste, la festa maggiore del Calendario della Chiesa di rito bizantino; è anche, sotto certi aspetti, maggiore della festa del Natale. Le sono propri quattro giorni di proeortia, o vigilia, e otto di meteortia, o dopofesta. Il ciclo festivo inizia il 2 gennaio e si chiude al 14 successivo. Il 7 gennaio la festa è più particolarmente celebrativa di Giovanni Battista detto l'Amico dello Sposo.
Un testo dell'ufficiatura del 2 gennaio stabilisce il seguente paragone tra il Natale e l'Epifania: «Splendente era la festa appena trascorsa, più luminosa ancora è quella a venire; la prima fu annunciata dall'Angelo, la seconda fu preparata dal Precursore. Nell'una Betlemme singhiozzò sul sangue dei suoi figli, nell'altra le acque furono benedette e la fonte battesimale ha rigenerato figli senza numero. Allora, una stella indicò te ai Sapienti, ora il Padre te manifesta all'universo. Salvatore che ti sei incarnato e che vieni ora per manifestarti, Signore, gloria a te!».
La festa orientale è incentrata sul battesimo di Gesù nel fiume Giordano, per mano di Giovanni. L'episodio è riferito dai quattro Vangeli (Mt 3,16-17; Mc 1,9-11; Le 3,21-22; Gv 1,32-34).
Mosso da un senso di inadeguatezza, Giovanni si sottrae con umiltà all'invito, ma subito dopo piegandosi, distingue lo Spirito che scende sotto forma di colomba a posarsi sul capo di Gesù, mentre la voce, quella del Padre, proclama: «Questi è il mio Figlio prediletto».
Altro tema della festa, intimamente legato a quello del battesimo, è la manifestazione pubblica di Gesù quale Verbo incarnato e manifestazione del mistero della SS. Trinità. Il tema può riscontrarsi nei diversi appellativi della festa: Epifania, Teofania, festa delle Luci, ecc. Il Tropario della festa così canta: «Al tuo battesimo nel Guardano, Signore, si è manifestata l'adorazione dovuta alla Trinità: la voce del Genitore ti rese testimonianza nominandoti quale Figlio prediletto, e lo Spirito sotto forma di colomba confermò la parola. Cristo Dio, che ti sei manifestato e hai illuminato il mondo, gloria a te! ».
Il battesimo fu per Gesù la sua Pentecoste personale: lo Spirito, posato dall'eternità sul Verbo, purifica con l'immersione nell'acqua la natura umana assunta da lui, e con il proprio raggio la divinizza, immettendola fra le persone Trinitarie e nella figliolanza divina.

Lo Spirito posatosi su Gesù ebbe il suo riflesso anche sull'uomo e sul cosmo: da qui gli appellativi di «illuminazione» e di «luci» dati alla festa. Si intende il significato di luce trisolare che, tramite l'umanità di Gesù, scende e compenetra l'elemento acquoso e lascia l'impronta su Adamo, ottenebrato dal peccato. Così il battesimo di Gesù assume il tipo del battesimo nuovo che lacera le tenebre del peccato e rende ogni battezzato un figlio della luce di Dio. Questa simbologia spiega il perché dei due riti celebrati dalla Chiesa orientale: la solenne benedizione dell'acqua e il non meno solenne conferimento del battesimo al catecumeni. La benedizione dell'acqua esorcizza la materia e la rende lavacro di rigenerazione: «Tu stesso, Re amico degli uomini- dice la formula - sii presente ora per la venuta del tuo Spirito e santifica questa acqua. Conferisci ad essa la grazia della redenzione, la benedizione del Giordano. Rendila sorgente di incorruttibilità, dono di santificazione, lavacro dei peccati, rimedio contro le infermità, rovina per i demoni; rendila inaccessibile alle potenze contrarie, affinché tutti coloro che ne attingono e ne prendono, possano averla a purificazione dei corpi e delle anime, a medicamento contro le passioni, a santificazione delle case, a efficacia in ogni necessità ...».
Nei testi liturgici la festa dell'Epifania è qualificata come «il grande anno nuovo», e ciò perché «l'universo si rinnova nella luce della Trinità». Sino dalle origini la festa fu considerata momento scelto dai vescovi per annunciare alle rispettive Chiese il tempo della grande Quaresima e della celebrazione della Pasqua.
L'icona propria alla festa dell'Epifania è opera di anonimo iconografo di origine greca, risalente al 1600 circa, e si riporta fedelmente al racconto dei Vangeli, con il commento dato dalla Liturgia e dalle prescrizioni dei Manuali di pittura. Al centro emerge dal fiume la figura di Gesù e le acque la lambiscono, mentre la mano destra è benedicente un vecchio seduto nell'acqua. È questa la personificazione del fiume Giordano, così come riportata dai testi veterotestamentari che si ripetono nella ufficiatura; «Il Giordano si volse a ritroso» (Sal 104,3). Con la discesa nel fiume, il Signore purifica le acque. La lunga preghiera di benedizione delle acque, di cui abbiamo riportato sopra un brano, continua: «Oggi le onde del

Giordano sono cambiate in rimedio e tutta la creatura è irrorata da onde mistiche». Dall'inizio della propria missione, Gesù affronta gli elementi cosmici che nascondono potenze occulte e malefiche: l'acqua, l'aria, il deserto. La liturgia considera le acque non santificate quale immagine di morte, «sepolcro liquido». Nell'icona, di conseguenza, il fiume è rappresentato da cavità tenebrosa, grande tanto da contenere l'intero corpo del Signore. In tal modo si ha quella anticipazione della discesa nell'Ade, preludente alla ascesa dell'Anastasis, o Risurrezione. All'una e all'altra si ricollegano la immersione e la emersione, come comporta il rito battesimale.
In capo alla icona, un raggio di luce allude alla colomba e si riparte in tre raggi sul capo di Gesù. La discesa dello Spirito Santo sotto forma di colomba simboleggia l'alitare del Padre verso il Figlio. E la colomba, nell'evocare anche la colomba simbolo di pace dopo il diluvio universale, con la nuova discesa nelle acque del Giordano suscita la rinnovata nascita della creatura nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Il Battista è rappresentato inchinato in segno di rispetto, mentre la sua mano destra si alza sul capo di Gesù in atteggiamento di ammirazione per la nudità del Nuovo Adamo. Sulla destra appaiono quattro Angeli dalle ali diversamente colorate e soffuse dell'oro di luce divina. L'atteggiamento è di adorazione, le loro mani velate si muovono ad asciugare il corpo del Signore.

a.c. di Salvatore Perniciaro

La festa della teofania - il battesimo del Signore al Giordano

IL BATTESIMO DI GESÙ
(6 gennaio)



Il Precursore, vedendo avanzare per essere battezzato Colui che illumina ogni uomo, la nostra Illuminazione, si rallegrava nell'animo, eppure la mano sua tremava. Lo additò alla folla dicendo: «Ecco Colui che riscatta Israele, Colui che libera tutti dalla corruzione!» O Cristo, nostro Dio, immune da peccato, gloria a te!

Allorché il nostro Redentore riceveva il battesimo dal servo, ed era lo Spirito a scendere per rendere testimonianza, le schiere degli Angeli ebbero un fremito nel vederlo. Ma una voce, quella del Padre, fece eco: «Questi, sul capo del quale il Precursore impone la Piano, è il Figlio mio diletto, in cui ho posto il mio favore». O Cristo, Dio nostro misericordioso gloria a te!

I flutti del Giordano accolsero te, che sei la Sorgente, e il Paraclito discese in forma di colomba. Colui che ha inchinato i cieli, china ora il capo. Il fango grida, e implora Colui che è il suo Plasmatore: «Perché mi imponi cose che mi superano? Sono io che ho necessità di ricevere da te il battesimo!». O Cristo, nostro Dio, esente dal peccato, gloria a te!

Per salvare l'uomo perduto, non hai esitato, Signore, ad assumere forma di schiavo. Era gradito a te, Signore e Dio nostro, assumere la nostra natura, per noi e a nostro favore. Mentre infatti venivi battezzato nella carne, o Redentore, rendevi noi tutti degni di perdono. Ti acclamiamo quindi a gran voce, dicendo: «Benefattore, Cristo nostro Dio, gloria a te!».

Chinando il capo davanti al Precursore, hai schiacciato, Signore, le teste dei mostri. Disceso nei flutti, hai illuminato l'universo affinché esso te glorifichi, o Salvatore, Illuminatore delle nostre anime.

GIOVANNI MONACO (+749)
Stichirà dei Vespri